Marilena è un’infermiera di Minturno che spera di andare in pensione al più presto. Ci vediamo, in genere, una volta a settimana, ma quando entra nel mio ufficio le faccio subito i complimenti per i capelli tagliati. Contenta per il complimento che le ho fatto, mi stupisce con una frase a effetto: “Li ho mandati in banca, i capelli”. Pensando che mi prenda in giro, chiedo di approfondire: “Si, li ho tagliati, sistemati e inviati alla Banca dei Capelli”.

Cercando sul web si fa presto a raggiungere il sito bancadeicapelli.it, il portale dell’Associazione Banca dei Capelli che si trova ad Acquaviva delle Fonti, in Puglia, in provincia di Bari. Yvette Portelli, la fondatrice della banca, racconta come “dietro ogni idea si nasconde una storia, un racconto che parla di emozioni, paure e casi della vita che ci lasciano increduli”, per Ivette, ad esempio, la morte prematura di una ragazza maltese, Nirvana Azzopardi, alla quale non ha “mai avuto il coraggio di dirle addio”. Così nasce l’idea di un gruppo di amici: sensibilizzare l’opinione pubblica con un atto semplice come il taglio dei capelli. Un gesto, continua Yvette, che “fa capire ai pazienti e ai loro familiari che non sono soli e che ogni giorno qualcuno in un angolo di un villaggio o in una città lontana qualcuno sta pensando a voi tagliando ciocche di capelli”.

Attivando la risorsa della solidarietà, il progetto Banca dei capelli con il suo motto “Contro il cancro mettici la testa” mette a disposizione dei pazienti oncologici, che ne facciano richiesta, parrucche organiche e inorganiche. Tutti sono chiamati a fare la loro parte: i donatori possono donare ciocche che siano lunghe (almeno 25 centimetri), ben asciutte e raccolte in trecce; i parrucchieri possono diventare sostenitori dell’iniziativa; i pazienti oncologici possono richiedere la parrucca. Proprio questi ultimi, quando sono sottoposti alle dure sedute di chemioterapia, hanno da affrontare il devastante effetto del defluvium capitis (perdita di capelli) che mette a dura prova la percezione e la stima di sé stessi ed è motivo di disagio nelle relazioni interpersonali, a volte anche in ambito familiare.

Il taglio dei capelli: un gesto semplice che può diventare un seme di solidarietà. Per contattare l’Associazione Banca dei Capelli si può fare rotta su bancadeicapelli.it, scrivere una mail a bancadeicapelli@gmail.com o contattare il numero 3331698263.

Maurizio Di Rienzo