Buone notizie per i consumatori, soprattutto per quelli più telematici. L’AGCOM ha finalmente definito l’utilizzo del termine “fibra” nelle offerte dei servizi di internet-veloce. La “fibra” è tale solo se arriva direttamente in casa. Ma cosa significa in realtà? Tecnicamente la fibra è una connessione a banda larga su cavi di fibra di vetro che consente di ottenere una velocità di connessione sino a 100 Mbps in download. La rete ADSL, invece, si istalla sulla normale linea telefonica con cavo standard in fili di rame e può arrivare ad un massimo di 20 Mbps in download. La rete ADSL, ad oggi, è la più diffusa, soprattutto nelle nostre zone (golfo e dintorni), vuoi per l’istallazione veloce e semplice su cavo telefonico, vuoi per i costi di attivazione di molto inferiori rispetto alla fibra ottica. Alcuni operatori telefonici, al fine di garantire una maggiore velocità di connessione, hanno implementato i collegamenti sulle centraline raggiungendole con cavi di fibra ottica. Tuttavia, la connessione che poi arriva alle singole utenze resta in cavo di rame. Ed è quest’ultima che viene spacciata per “fibra”. In tal caso, in realtà, siamo in presenza di una connessione mista definita Rete/Fibra. Una volta per tutte, con provvedimento del 13.07.18, l’AGCOM ha definito “fibra” solo ed esclusivamente le connessioni con i cavi in fibra di vetro, a tecnologia Ftth o Fttb, che raggiungono le singole utenze fino all’edificio o fino alla singola unità immobiliare. In tutti gli altri casi, l’infrastruttura che prevede l’utilizzo di fili standard in rame, non è da ritenere “vera fibra” e non potrà essere utilizzato il  termine “fibra” nelle offerte, in quanto “pubblicità ingannevole”. Ora la palla passa agli operatori che dovranno specificare se l’utenza è servita da fibra, fibra su rete mista rame e/o mista radio. Per evitare “fregature” consigliamo di verificare la propria copertura sul sito www.maps.agcom.it e per la verifica delle prestazioni della propria rete fissa consigliamo di scaricare il software Ne.Me.Sys. (Network Measurement System), scaricabile gratuitamente dalla pagina www.misurainternet.it, che consente di verificare la rispondenza dei valori di connessione reali rispetto a quelli promessi dall’operatore da contratto. Nel caso di valori peggiori rispetto a quelli garantiti, il risultato di tale misura costituisce prova di inadempienza contrattuale e può, quindi, essere utilizzato per proporre un reclamo e richiedere il ripristino degli standard minimi garantiti ovvero per esigere il recesso senza costi di disattivazione dal contratto.

In conclusione, possiamo dire che se quella che chiamavamo fibra non è più fibra, allora nel nostro Golfo in realtà siamo ancor più lenti di quello che immaginavamo.

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