PD: LA CRISI DELLO STABILIMENTO STELLANTIS A CASSINO NON RIGUARDA SOLO CASSINO – “La crisi dello stabilimento Stellantis di Cassino non è una questione che riguarda solo la provincia di Frosinone. È una vicenda che investe l’intero sistema industriale del Lazio meridionale e tocca direttamente anche il nostro territorio. Lo stabilimento di Piedimonte San Germano è da decenni uno dei principali poli manifatturieri del Centro-Sud e attorno a quella fabbrica si è sviluppata una rete produttiva fatta di imprese dell’indotto, servizi e professionalità distribuite capillarmente tra le province di Frosinone e Latina.
Negli ultimi anni, però, questo equilibrio si è progressivamente incrinato. L’occupazione nello stabilimento si è drasticamente ridotta, passando da oltre 4.000 addetti a poco più di 2.000, mentre la produzione continua a rallentare in modo drammatico. Secondo quanto denunciato dalle organizzazioni sindacali, dall’inizio del 2026 nello stabilimento si è lavorato appena dodici giorni: un dato che misura un’emergenza non più rinviabile. È da qui che nasce la mobilitazione convocata per il 20 marzo a Cassino dai sindacati metalmeccanici, con l’obiettivo di chiedere certezze sugli investimenti, sul futuro produttivo dello stabilimento e sulla tutela dell’intera filiera dell’auto.
In queste settimane nel Cassinate sindaci e amministratori della provincia di Frosinone stanno prendendo posizione e partecipando alla mobilitazione per richiedere una risposta istituzionale forte e condivisa. Le conseguenze di questa situazione non si fermano infatti ai confini della provincia di Frosinone. Anche nel Sud Pontino operano aziende legate al settore automobilistico e molti lavoratori dello stabilimento e dell’indotto vivono nei nostri comuni, spostandosi ogni giorno verso Cassino. Per questo sorprende il silenzio che continua a circondare questo tema nel nostro territorio. Come Partito Democratico abbiamo già portato la questione nelle istituzioni, presentando in Consiglio provinciale una mozione per chiedere il coinvolgimento della Provincia nei tavoli dedicati al futuro dello stabilimento e avviando iniziative analoghe in diversi Comuni.
Ma oggi serve un salto di qualità. La politica locale deve pretendere con forza maggiore attenzione da parte della Regione Lazio e del Governo nazionale, che finora sono rimasti spettatori passivi di fronte alla crisi della produzione automobilistica. Quando il cuore industriale del Lazio meridionale rischia di fermarsi, i confini amministrativi svaniscono: il destino di Cassino è il destino del Sud Pontino. Per questo chiediamo ai Sindaci del Sud Pontino di aderire alla manifestazione del 20 marzo a Cassino, come segno concreto di vicinanza ai lavoratori e alle loro famiglie. Restare a guardare mentre si sgretola il futuro lavorativo di migliaia di famiglie sarebbe una colpevole omissione. Il 20 marzo la politica del Sud Pontino deve scegliere da che parte stare: al fianco dei lavoratori, a difesa del nostro sviluppo e del diritto al futuro di questa terra.” Circoli del Partito Democratico del Sud Pontino














