È possibile amare incondizionatamente un animale ed esserne ricambiati? Assolutamente sì, chi ha avuto o ha la fortuna di vivere con un animale domestico e una certa sensibilità può confermarlo. La storia di Jacqueline e Chicco è una testimonianza chiarissima di quanto possa essere forte e indissolubile il legame che si crea tra l’essere umano e il cane, non a caso definito il miglior amico dell’uomo. Ve la racconto in questo articolo e vi lancio un appello affidatomi da Jacqueline che condivido pienamente: gli animali sono in grado di amare più dell’uomo, in modo più intenso e puro, senza volere nulla in cambio. Sono esseri senzienti, sanno percepire le nostre emozioni, soffrono con noi e ci stanno accanto nei momenti più difficili. Per tutti questi motivi, quando si pensa di adottare un animale bisogna considerare che non è un oggetto di cui ci si stanca e che si può trascurare o abbandonare. Gli animali vanno amati, curati e rispettati fino all’ultimo dei loro giorni, perché comprendono, amano e soffrono proprio come noi ma, diversamente da noi, sono anime pure che meritano solo amore. La storia di Jacqueline e Chicco inizia nell’agosto del 2008 a Gaeta. Durante una passeggiata, la ragazza si imbatte in una cesta posta sotto un albero contenente dei cuccioli che una signora vuole dare in adozione. Sono tutti neri, solo uno è bianco, e proprio lui cattura il cuore di Jacqueline che, nonostante il parere contrario dei genitori, lo adotta e rimane al suo fianco per tutta la sua vita. Lo battezza “Chicco” e lo ama tanto intensamente da instaurare con lui una simbiosi: i due non vivono l’uno senza l’altra. Il cane dal canto suo ama altrettanto fortemente la sua “mamma” e si dimostra un amico fedele, amorevole e comprensivo. Crescendo sorprende Jacqueline con la sua capacità di comprenderla e di starle accanto nei momenti bui della sua vita. Un episodio particolarmente significativo, quello della prematura scomparsa del padre della ragazza. Parlandone Jacqueline mi ha raccontato: «In genere quando qualcuno entrava nella stanza in cui ci trovavamo io e Chicco, lui abbaiava. Quel giorno, quando mio fratello è entrato nella stanza per darmi la notizia, non l’ha fatto. È salito sul letto e mi ha messo le zampe addosso, come se mi volesse calmare, come se volesse colmare il vuoto lasciato da mio padre, compensandone l’amore che lui non mi avrebbe più potuto dimostrare e di cui avevo bisogno. Per me è stato una cura, la mia medicina. Non dimenticherò mai il suo gesto. Lui mi faceva uscire anche se non ne avevo voglia, era lui che portava a spasso me. Chicco è stato un cane unico.» E Chicco porta le fedi al matrimonio di Jacqueline e Salvatore, lei lo ha voluto come suo testimone di nozze ma, purtroppo, il cagnolone già non sta bene. Con gli anni, infatti, lo ha colpito l’artrosi che lo ha gradualmente invalidato. Jacqueline lo cura come un figlio fino all’ultimo giorno, quando il veterinario le consiglia di farlo volare sul ponte dell’arcobaleno. In caso contrario la sua vita sarebbe una sofferenza crescente. Da quel giorno Jacqueline non è più la stessa, la sofferenza si percepisce dal suo viso, dalla sua voce spesso interrotta dal pianto. Ma Chicco è ancora accanto a lei, le sue ceneri riposano in casa sua. Solo un cuore arido può non commuoversi leggendo questa storia. Che essa sia un monito per chi ancora crede che gli animali siano “solo animali” e niente più.

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Maria Luisa Fiore
Nata a Fondi nel 1990, possiede una laurea triennale di Lingue, Culture, Letterature e Traduzione conseguita presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università La Sapienza di Roma, con qualifiche linguistiche in inglese e spagnolo. Iscritta al Corso di Laurea Magistrale di Linguistica generale e applicata presso lo stesso Ateneo. Ha svolto il Servizio Civile Nazionale presso il Palazzo Caetani di Fondi come guida turistica. Dal 2019 presidente del circolo fondano dell’associazione culturale Minerva, che ha la sua sede generale a Latina. Lo stesso anno è fondatrice, insieme ai rappresentanti di altre 19 associazioni culturali cittadine, del comitato promotore per la Casa della Cultura di Fondi. Parallelamente è nominata Delegato di Italia Nostra Onlus per la città di Fondi. Ha sempre dimostrato interesse sin da studente per il giornalismo.