L’ex consigliere comunale Giovanni Costa comunica una importante riflessione politica: “la difficile situazione politica e amministrativa della città si è manifestata sin dall’inizio del mandato e ha portato alle dimissioni di ben cinque assessori e alla fuoriuscita della maggioranza di due consiglieri comunali tra cui il sottoscritto.

Per quanto mi riguarda, quest’ultimo periodo è stato oggetto di tante riflessioni, pensieri e dialoghi avuti con il piccolo gruppo civico di cui faccio parte (partecipare è libertà), un gruppo non identificato in un partito ma in un insieme di persone volenterose con cui ci si confronta da tempo e di cui faccio parte sia io che l’ex assessore Giovanni D’Angiò. Nomino D’Angiò, tra gli altri componenti, per sottolineare che la sua scelta di dimettersi, discussa e conseguentemente supportata da tutto il gruppo, aveva come finalità quelle di dare un segnale deciso di allarme rispetto alle dinamiche amministrative, segnale completamente ignorato dalla maggioranza tutta. Come gruppo di democratici, nel 2018, partecipammo con convinzione alla candidatura e alla elezione dell’attuale Sindaco oltre che alla formazione di questa maggioranza. Fu una scelta carica di speranze che in questi due anni sono state in grandissima parte deluse. Difatti sin dall’inizio della consiliatura abbiamo espresso grande preoccupazione per come si stava procedendo nell’azione amministrativa, il programma elettorale concordato è sempre di più venuto a mancare, così come quella visione che vi stava dietro (rottura con il passato, cambiamento, partecipazione e coinvolgimento della città nelle decisioni politico-istituzionali). Alle nostre manifestazioni di preoccupazione, quando ci veniva risposto, veniva fatto con fastidio e con sufficienza. Ciò nonostante, non abbiamo desistito e abbiamo partecipato in maniera costruttiva nelle poche occasioni in cui è stato possibile aprire un confronto politico e programmatico come ad esempio nel caso della problematica della scuola Pollione, nonché in altre situazioni che per brevità non stiamo a ripetere ma che, se si volesse, siamo disposti ad approfondire nelle opportune sedi. Proprio al fine di affrontare le problematiche della nostra città, in quest’ultimo periodo vi è stata una comune, seria e costruttiva riflessione con le altre forze politiche della minoranza. Lo scambio di opinioni si è concretizzato nella richiesta di convocazione di consigli comunali dedicati ad argomenti specifici di primaria importanza; argomenti che meritano delle approfondite riflessioni e discussioni e che non possono essere gettati in un ordine del giorno di 30 e più punti, come avverrà nel consiglio del 30 Novembre 2020. Ma oggi, vista soprattutto la situazione di emergenza epidemiologica che interessa in modo serio anche la realtà di Formia, non vi è più tempo per i rimpianti e per le polemiche che non portano a nulla. In questo contesto, riteniamo indispensabile riprendere valori e contenuti del patto elettorale fatto con la città, riteniamo che l’attuale maggioranza debba aprirsi all’intero consiglio comunale: soltanto la collaborazione tra tutte le forze politiche, anche se ognuna con la propria identità, potrà consentire la prosecuzione delle attività di questa amministrazione. Inopportuna, quanto mai in questo contesto di grave crisi economico sanitaria, è la decisione di rinchiudersi nel “recinto amministrativo” dove chi più alza la voce e fa solo contare i numeri ha avuto il sopravvento. Questo atteggiamento ha determinato, sinora, scarsi risultati e un progressivo isolamento dell’Amministrazione dai problemi della città. A due anni dalle elezioni per noi non cambiano valori e pensiero politico ma per forza di cose sono cambiate modalità di azione e partecipazione, elementi che hanno determinato, come già detto, le dimissioni di Giovanni D’Angiò dalla carica di assessore e il mio abbandono della maggioranza.

L’impegno è stato sempre quello di portare a termine il lavoro scritto nel programma ma ad oggi nessuna analisi è stata fatta per riscontrare quanto fatto rispetto a quel programma; non è stata fatta una verifica sulla sua attualità e attuabilità, sulle strategie utilizzate, sull’apprezzamento del lavoro fatto da parte della città, non è stato comunicato ad alcuno lo stato di attuazione del programma suddetto. Oggi, avendo misurato solo parzialmente gli effetti del Covid-19 e dovendo prevedere quelli che potrebbero ancora manifestarsi nel medio/lungo periodo su una città stremata, abbiamo il sacrosanto dovere di immaginare un altro percorso, probabilmente diverso da quello preventivato anche con l’uscita dalla maggioranza. Sono parole che abbiamo già detto, l’ultima volta quattro mesi fa in un incontro di una nostra delegazione con il Sindaco che ci fece una promessa di apertura; per l’ennesima volta tale promessa è stata disattesa, probabilmente perché non voluta dalla maggioranza o da parte di essa.

MA VENIAMO ALLA SCELTA ATTUALE

Nello scusarmi di essere stato più volte ripetitivo, a nome mio e del gruppo che rappresento, visto il delicatissimo momento di crisi sanitaria, oltre che economica, in cui versa la nostra città, in cui ogni minimo stravolgimento rischia di aggravare ancor di più questa situazione, non è consigliabile infierire su una maggioranza già precaria. Pertanto, pur non avendo alcuna intenzione di avallare le scelte dell’Amministrazione, riteniamo che sia necessaria una tregua e, come concordato con il gruppo che rappresento, qualora la attuale maggioranza rappresenti una effettiva volontà di cambiamento e di modifica del proprio assetto che sinora non ha funzionato, cercheremo di evitare un commissariamento della nostra città quantomeno in questo delicato momento di emergenza. Il tutto anche alla luce degli ultimi accadimenti e prese di posizione di gruppi politici locali, fatto che ci fa veramente preoccupare rispetto ad una situazione nella quale anche a livello nazionale si è visto un senso di appartenenza diverso da quello che ora appare nella nostra città. La speranza è quella di avere nel futuro un diverso modo di interloquire e rapportarsi più serio e obiettivo rispetto a quanto avvenuto sino ad ora, in modo da affrontare diversamente le priorità attuali, che non sono più quelle inseguite sinora, soprattutto in certi settori. Non è più possibile continuare ad andare avanti per la propria strada senza aprirsi a una discussione costruttiva con l’intero consiglio comunale per tentare di superare assieme alcuni dei principali problemi della città. In caso contrario vi sarà tutto il tempo per rivedere le proprie posizioni, ma non durante questa piena emergenza. Chi intende continuare in questo modo, visti i risultati sinora ottenuti, dovrebbe, per senso di onestà intellettuale e di rispetto verso la città e i suoi cittadini, ripensare al proprio incarico, a partire da me.”