Papa Francesco fa chiarezza.

Per la terza volta dall’inizio del pontificato Papa Francesco ha escluso con nettezza la possibilità di proclamare la natura «corredentrice» della Madonna.

Maria è «la madre alla quale Gesù ha affidato tutti noi, ma come madre, non come dea, non come corredentrice: come madre», ha detto Francesco nel corso dell’udienza generale alla vigilia della solennità dell’Annunciazione.

Gesù «è l’unico redentore, non ci sono corredentori con Cristo, lui è l’unico, è il mediatore per eccellenza».

Dietro queste affermazioni c’è la richiesta, antica e molto diffusa in America Latina, ma non solo, di proclamare un dogma su Maria corredentrice.

Se nel Medioevo alcuni autori arrivano a definire la Vergine «corredentrice», questa corrente è proseguita nei secoli, fino alle apparizioni mariane che una signora olandese avrebbe avuto ad Amsterdam dal 1945 al 1959 durante le quali, riferiva la veggente, Maria avrebbe chiesto di essere proclamata, con un nuovo dogma, «mediatrice, avvocata, corredentrice».

Una vicenda durata anni e che solo di recente si è conclusa (forse) quando, a gennaio scorso, il vescovo di Haarnem-Amsterdam Jan Hendriks, dopo essersi consultato con la Congregazione vaticana per la Dottrina della fede, che già nel 1974 aveva formulato i propri dubbi, ha stabilito che le apparizioni erano false. 

La richiesta di un nuovo dogma mariano, ad ogni modo, arrivò, sotto forma di petizioni, fino al Concilio Vaticano II (1962 – 1965), che però respinse la proposta; si riaffacciò negli anni successivi al Concilio, tanto che al congresso mariano internazionale di Czestochowa, nel 1996, la Segreteria di Stato vaticano chiese che una commissione di teologi approfondisse la questione, con responso negativo; e, nel corso del tempo, da Amsterdam si propagò all’America Latina, all’Asia, e in particolare le Filippine, e agli Stati Uniti, da dove, negli ultimi anni, la pressione si è fatta più insistente, in particolare da parte di alcuni gruppi di cattolici conservatori, compresi alcuni alti prelati. 

Papa Francesco ha sempre detto no.

Pur senza citare esplicitamente la questione del dogma, nel corso dell’udienza generale Jorge Mario Bergoglio è stato particolarmente esplicito.

«Cristo», ha detto nella catechesi dedicata all’Annunciazione che la Chiesa celebra, a nove mesi dal Natale, «è il Mediatore, il ponte che attraversiamo per rivolgerci al Padre.

È l’unico redentore, non ci sono corredentori con Cristo, è l’unico, è il mediatore per eccellenza».

Papa Francesco ha aggiunto: «Dall’unica mediazione di Cristo prendono senso e valore gli altri riferimenti che il cristiano trova per la sua preghiera e la sua devozione, primo tra tutti quello alla Vergine Maria, la madre di Gesù.

Ella occupa nella vita e, quindi, anche nella preghiera del cristiano un posto privilegiato, perché è la Madre di Gesù.

Le Chiese d’Oriente l’hanno spesso raffigurata come l’Odigitria, colei che “indica la via”, cioè il Figlio Gesù Cristo: mi viene in mente quel bel dipinto antico dell’Odigitria nella cattedrale di Bari, semplice, la Madonna che mostra Gesù nudo, poi gli hanno messo le camicie per coprire quelle nudità… ma la verità è che Gesù è nudo, lui, solo è il mediatore, e lei segnala il mediatore, lei è la Odigitria.

Nell’iconografia cristiana la sua presenza è ovunque, a volte anche in grande risalto, ma sempre in relazione al Figlio e in funzione di Lui.

Le sue mani, i suoi occhi, il suo atteggiamento sono un “catechismo” vivente e sempre segnalano il cardine, il centro: Gesù.

Maria è totalmente rivolta a Lui.

A tal punto che possiamo dire che è più discepola di madre: quella segnalazione alle nozze di Cana “fate quello che lui vi dirà”, sempre segnala Cristo, è la prima discepola.

Questo è il ruolo che Maria ha occupato per tutta la sua vita terrena e che conserva per sempre: essere l’umile ancella del Signore, niente di più», ha insistito Francesco.

E ancora: la Madonna è «la madre alla quale Gesù ha affidato tutti noi: ma come madre, non come dea, non come corredentrice: come madre», ha rimarcato il Papa.

«È vero che la pietà cristiana sempre le dà dei titoli belli, come le cose belle che dice un figlio alla madre, ma stiamo attenti: le cose che la Chiesa, i santi dicono a Maria nulla tolgono della unicità redentrice di Cristo, che è l’unico redentore.

Sono espressioni di amore come un figlio alla mamma, a volte esagerate, ma sappiamo che l’amore a volte ci fa fare cose esagerate».

La prima volta che il Papa si è espresso su Maria corredentrice era in occasione della Messa dedicata alla Vergine di Guadalupe, patrona dell’America Latina, il 12 dicembre del 2019: Maria «mai ha voluto per sé prendere qualcosa di suo figlio, mai si è presentata come corredentrice, ma come una discepola», disse in quell’occasione, «Quando vengono con storie che bisogna dichiararla questo o quest’altro, bisogna darle nuovi dogmi non perdiamo tempo in queste storie: Maria è donna, Signora, madre di suo figlio e della Santa madre Chiesa gerarchica, ed è meticcia, donna dei nostri popoli che ha fatto Dio meticcio». 

Di nuovo, il venerdì che precedette la Settimana Santa del 2020, in una messa mattutina a Casa Santa Marta, Papa Bergoglio disse: «La Madonna non ha voluto togliere a Gesù alcun titolo; ha ricevuto il dono di essere Madre di Lui e il dovere di accompagnare noi come Madre, di essere nostra Madre.

Non ha chiesto per sé di essere una quasi-redentrice o una co-redentrice: no. Il Redentore è uno solo e questo titolo non si raddoppia. Soltanto discepola e Madre».

Ora il Pontefice ha sottolineato, poi, che Maria «è sempre presente al capezzale dei suoi figli che partono da questo mondo. Se qualcuno si ritrova solo e abbandonato, ella è madre, è lì vicino, come era accanto al suo Figlio quando tutti l’avevano abbandonato.

Maria è stata ed è presente nei giorni di pandemia, vicino alle persone che purtroppo hanno concluso il loro cammino terreno in una condizione di isolamento, senza il conforto della vicinanza dei loro cari. Maria è sempre lì, con la sua tenerezza materna».

Maria «ci difende nei pericoli, si preoccupa per noi, anche quando noi siamo presi dalle nostre cose e perdiamo il senso del cammino, e mettiamo in pericolo non solo la nostra salute ma la nostra salvezza. Maria è lì, a pregare per noi, a pregare per chi non prega, a pregare con noi.

Perché lei è la nostra Madre».

Alla conclusione della catechesi, il Papa ha salutato i pellegrini polacchi ricordando che oggi in Polonia ricorre la Giornata Nazionale della Vita, stabilita dal Parlamento nel 2004.

E mentre nel Paese proseguono le proteste sul giro di vite sull’aborto deciso dalla Corte costituzionale, «domani, nella solennità dell’Annunciazione», ha ricordato Papa Francesco, «la Chiesa in Polonia celebrerà la Giornata della santità della Vita.

Per intercessione di Maria, Madre di Dio, pregate affinché in tutto il mondo ci sia una rinnovata sensibilità nelle coscienze, nelle famiglie, nella Chiesa e nella società riguardo al valore della vita umana in ogni tappa e in ogni condizione».