Docente muore in classe mentre svolgeva la propria attività didattica

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Docente muore in classe mentre svolgeva la propria attività didattica – “Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime profondo cordoglio
per la tragica scomparsa della professoressa Giovanna Somma, venuta a mancare mentre svolgeva
la propria attività didattica presso il Liceo classico Vittorio Emanuele II di Palermo.
La morte improvvisa di una docente in classe, nel pieno della sua funzione educativa, rappresenta
un evento che scuote profondamente non solo la comunità scolastica direttamente coinvolta, ma
l’intero sistema educativo nazionale. In tale drammatica circostanza, il Coordinamento intende
richiamare l’attenzione su un aspetto troppo spesso marginalizzato nel dibattito pubblico: il diritto
alla tutela della salute nei luoghi di lavoro, inclusi quelli scolastici.
È necessario, in questo contesto, affrontare con lucidità un nodo strutturale: l’attività docente è, a
tutti gli effetti, un lavoro altamente usurante. Non si tratta soltanto dell’impegno in aula, ma di un
carico complessivo che si estende ben oltre l’orario scolastico: preparazione delle lezioni,
correzione degli elaborati, aggiornamento continuo, gestione di dinamiche educative sempre più
complesse, responsabilità relazionali con studenti e famiglie, oltre a una crescente pressione
burocratica.


A questo quadro già gravoso si aggiunge una dimensione spesso trascurata ma centrale nella vita di
molti insegnanti: quella dei docenti fuorisede. Oggi, per una parte significativa del personale
scolastico, l’esercizio della professione implica sacrifici enormi, che si traducono in spostamenti
continui da una città all’altra, talvolta da una regione all’altra. Viaggi quotidiani o settimanali, costi
economici rilevanti, distacco dagli affetti familiari, difficoltà logistiche e precarietà abitativa
rappresentano una condizione diffusa e strutturale.
Questa mobilità forzata non è soltanto un disagio organizzativo, ma incide profondamente sulla
qualità della vita e sul benessere psicofisico dei docenti, aggravando ulteriormente il carico di stress
già connesso alla professione. In tale prospettiva, parlare di lavoro usurante non è una forzatura, ma
una presa d’atto necessaria della realtà vissuta quotidianamente da migliaia di insegnanti.
Nel ricordare la figura della docente, descritta come professionista di grande valore umano e
culturale, impegnata anche nel sociale e nella formazione civica dei giovani, il Coordinamento
sottolinea come il suo operato incarni pienamente i principi della cultura dei diritti umani:
dedizione, responsabilità, solidarietà.


La presenza dei soccorsi e i tentativi immediati di rianimazione non sono stati purtroppo sufficienti
a evitare l’esito fatale. Questo elemento evidenzia anche l’importanza di una formazione diffusa
nelle scuole sulle pratiche di primo soccorso e sull’uso di dispositivi salvavita, che dovrebbero
essere sempre più accessibili e conosciuti da tutto il personale scolastico.
Alla luce di quanto esposto, il CNDDU rivolge un invito esplicito al Ministro dell’Istruzione e del
Merito Giuseppe Valditara affinché venga avviato un confronto strutturato e non più rinviabile sulle
condizioni di lavoro del personale docente. È indispensabile aprire un tavolo istituzionale che
affronti in modo sistemico il tema del benessere lavorativo, del riconoscimento della natura
usurante della professione e delle tutele necessarie per garantire dignità e sicurezza a chi opera nella
scuola.
Alla famiglia, agli studenti, ai colleghi e alla dirigenza scolastica, guidata dalla professoressa
Mariangela Ajello, giunga la nostra vicinanza più sincera.
La memoria della professoressa Somma resti viva non solo nel ricordo affettivo, ma anche
nell’impegno collettivo per una scuola più sicura, più giusta e realmente attenta ai diritti
fondamentali, a partire da quello alla salute e alla dignità di chi vi lavora.” Lo comunica il prof. Romano Pesavento
presidente CNDDU