La vita di Giulia Gonzaga torna in scena a Palazzo Caetani di Fondi

0
99


La vita di Giulia Gonzaga torna in scena a Palazzo Caetani di Fondi – Fondi si prepara a rivivere una delle pagine più affascinanti e significative della propria storia rinascimentale. Con l’apertura ufficiale delle celebrazioni per i 500 anni dal matrimonio tra Vespasiano Colonna e Giulia Gonzaga (1526–2026), la città diventa protagonista di un intenso percorso culturale che intreccia memoria storica, teatro ed emozioni, restituendo centralità a una figura femminile di straordinario spessore umano e culturale.

Ad inaugurare l’anno celebrativo sarà lo spettacolo teatrale in due atti “Giulia Gonzaga, contessa di Fondi, tra amori, intrighi e rivalità”, scritto e diretto da Stefania Maria Giulia Di Benedetto, presentato dall’Associazione Drappo dell’Assunta in collaborazione con Pro Loco Fondi APS.

Un’opera intensa e coinvolgente che conduce il pubblico nel cuore del Rinascimento italiano, tra passioni, potere, scelte coraggiose e grandi rivalità politiche e familiari, attraverso la figura di Giulia Gonzaga, una delle donne più affascinanti, colte ed enigmatiche della storia italiana, profondamente legata alla città di Fondi e al suo Palazzo.

Lo spettacolo andrà in scena venerdì 23 e venerdì 30 gennaio 2026 alle ore 20:00, nella Sala Grande di Palazzo Caetani a Fondi, luogo simbolo della vita e della memoria della contessa, che proprio tra queste mura visse alcuni dei momenti più significativi della sua esistenza.

L’evento si svolge con il patrocinio del Comune di Fondi e del Parco Naturale Monti Ausoni e Lago di Fondi, a testimonianza del valore culturale e identitario dell’iniziativa.

La rappresentazione si inserisce in un percorso culturale già avviato con grande successo negli anni precedenti. La commedia ha infatti debuttato nel 2023, in occasione dei 510 anni dalla nascita di Giulia Gonzaga, riscuotendo ampi consensi di pubblico e critica. Dopo le prime repliche a Fondi, lo spettacolo è stato portato in scena anche nello storico Teatro Olimpico all’Antica di Sabbioneta, luogo di grande prestigio culturale, città legata a Fondi da un solido vincolo storico e simbolico fondato proprio sulle famiglie Gonzaga e Colonna.

Dal progetto teatrale è nato anche il volume “Giulia Gonzaga, la contessa di Fondi tra amori, intrighi e rivalità”, primo testo teatrale in assoluto dedicato alla contessa vissuta a Fondi. Pubblicato nel 2023 e presentato ufficialmente a Palazzo Caetani, il libro è frutto di un’accurata e approfondita ricerca storica ed è arricchito da apparati biografici, documentazione iconografica e QR code multimediali che consentono di approfondire ulteriormente il contesto storico e narrativo. Un’opera che rappresenta un importante contributo alla valorizzazione della storia cittadina e della figura di Giulia Gonzaga. In occasione delle serate teatrali di gennaio 2026, il volume sarà disponibile per l’acquisto.

L’iniziativa non è soltanto uno spettacolo teatrale, ma un vero e proprio atto inaugurale di un anno di celebrazioni che renderanno omaggio al matrimonio tra Giulia Gonzaga e Vespasiano Colonna, un’unione che segnò profondamente la storia di Fondi nel pieno del Rinascimento, lasciando un’eredità culturale, politica e simbolica che ancora oggi continua a parlare alla comunità.

Grande l’attesa e straordinaria la risposta del pubblico: per entrambe le serate i posti risultano già tutti esauriti, a conferma del forte interesse e del profondo legame tra la città e la sua storia.

Info: 340 338 3624  –  320 141 5423

Un appuntamento che conferma Fondi come luogo vivo di cultura, capace di raccontare il proprio passato con linguaggi contemporanei e di trasformare la memoria storica in esperienza condivisa.

“Perché tre Giulia? – Parla l’autrice

Intervista a Stefania Di Benedetto, autrice, sceneggiatrice e regista della rappresentazione teatrale “Giulia Gonzaga, contessa di Fondi, tra amori, intrighi e rivalità”, un racconto intenso e appassionante che ci conduce nel cuore del Rinascimento, tra passioni, potere e scelte coraggiose.

Perché ha scelto di raccontare Giulia Gonzaga attraverso “tre Giulia”?

«Questa scelta nasce da una necessità narrativa e storica. Giulia Gonzaga non è una figura statica, ma una donna che attraversa trasformazioni profonde. Ho sentito il bisogno di rappresentare tre momenti distinti della sua vita, tre identità che convivono e si rispondono nel tempo.»

Quali sono queste tre Giulia?

«La prima è la giovane sposa, interpretata da Asia Fusco: una ragazza catapultata in un matrimonio politico che la rende presto vedova, costringendola a crescere troppo in fretta.

La seconda è la Musa, affidata a Sara Grossi: la Giulia del salotto culturale di Fondi, mecenate raffinata, punto di riferimento per intellettuali e artisti, simbolo di un Rinascimento al femminile spesso dimenticato.

La terza è l’eretica, interpretata da Claudia Rossi: la donna matura della stagione napoletana, segnata dal sospetto dell’Inquisizione, dalla ricerca spirituale e da una libertà di pensiero pagata a caro prezzo.»

Una scelta che richiama anche l’arte…

«Sì, artisticamente mi ha ispirata anche “Le tre età della donna” di Gustav Klimt. Come nel dipinto, ogni fase della vita porta con sé bellezza, dolore, consapevolezza. In questi tre momenti Giulia vive esperienze diverse e compie scelte difficili che la conducono dalla storia alla leggenda.»

La sua fine resta avvolta nel mistero…

«Ed è uno degli aspetti più affascinanti. Dopo la sua morte non si hanno notizie certe della sepoltura. Morire “in odore di eresia”, come emerge anche da studi e ricerche storiche, deve aver inciso sulla decisione di nascondere il suo corpo. È un silenzio che parla, un’assenza che racconta il prezzo della libertà di pensiero.»

Che donna emerge dallo spettacolo?

«Una donna che, tra intrighi e rivalità, si trova a gestire complesse politiche familiari, a combattere aspre cause legali, a sopportare lutti devastanti. Ma Giulia non si arrende mai: non perde la voglia di combattere, di difendere le proprie idee, di affermare la propria indipendenza in un mondo dominato dagli uomini.»

Il libro nasce dopo lo spettacolo: che rapporto c’è tra le due opere?

«Il libro è arrivato dopo, come naturale conseguenza del lavoro teatrale. Contiene il testo integrale della rappresentazione, ma non è una semplice trascrizione: è una forma di memoria e di approfondimento. Dopo la messa in scena ho sentito l’esigenza di fissare le parole, i dialoghi e le visioni che il teatro rende effimere. Il volume custodisce il cuore drammaturgico dello spettacolo e permette al lettore di ritrovare — o scoprire per la prima volta — le tre Giulia, le loro voci, i loro conflitti. È un modo per far vivere Giulia Gonzaga anche oltre il palcoscenico, nel tempo lungo della lettura, dove la storia continua a interrogare il presente. Il libro è disponibile su Amazon al seguente link: https://amzn.eu/d/2Rb3HdC e potrà essere acquistato anche in occasione delle due rappresentazioni».