
La sicurezza sul lavoro continua a rappresentare una delle principali emergenze sociali del territorio. Secondo gli ultimi dati INAIL disponibili, aggiornati al 30 novembre 2025, in provincia di Latina sono state presentate 3.241 denunce di infortunio sul lavoro nel periodo compreso tra gennaio e novembre 2025.
Il confronto con lo stesso periodo del 2024 evidenzia un ulteriore peggioramento: allora le denunce erano state 3.175, con un aumento di 66 casi, pari a +2,1%. Un trend che si inserisce in un quadro regionale e nazionale già fortemente critico. Anche nel 2026, il Lazio si conferma tra le regioni con l’incremento più alto degli infortuni sul lavoro, in un Paese che fatica a invertire la rotta su prevenzione e sicurezza.
Analizzando i dati nel dettaglio, emerge che la maggior parte delle denunce riguarda il comparto Industria e servizi, con 2.292 casi, pari al 70,7% del totale. Seguono il Conto Stato, con 648 denunce (20%), e l’Agricoltura, con 301 (9,3%).
Per quanto riguarda i settori economici, le denunce con settore determinato sono 1.656 (51,1%), mentre 1.585 (48,9%) restano classificate come settore non determinato. Tra quelli individuati, i più colpiti risultano la sanità (177 denunce, 10,7%), le costruzioni (115, 6,9%) e il commercio al dettaglio (114, 6,9%).
Sul piano anagrafico e di genere, gli infortuni denunciati coinvolgono in prevalenza uomini (2.097 casi, 64,7%), ma resta significativo anche il dato femminile, con 1.144 denunce (35,3%). Le fasce d’età maggiormente interessate sono quelle tra 45 e 54 anni (738 denunce, 22,8%), 55–64 anni (669, 20,6%) e 35–44 anni (584, 18%).
Numeri che, secondo la CGIL Frosinone Latina, confermano la necessità di mantenere alta l’attenzione sul tema della sicurezza nei luoghi di lavoro. Il sindacato chiede investimenti strutturali in prevenzione, rafforzamento dei controlli e un cambio di passo nelle politiche sulla salute e sicurezza.
«Non si tratta di episodi isolati – sottolinea la CGIL – ma di un fenomeno strutturale che continua a colpire lavoratrici e lavoratori, spesso in condizioni di precarietà e con scarse tutele». Anche nel 2026, il bilancio degli infortuni racconta un prezzo ancora troppo alto pagato dal lavoro, in termini di salute, dignità e diritti.













