GIORNATE FAI DI PRIMAVERA 2026 | sabato 21 e domenica 22 marzo visite straordinarie nel LAZIO – Sabato 21 e domenica 22 marzo 2026 tornano per la 34ª edizione le “Giornate FAI di Primavera”, il più grande evento di piazza dedicato al patrimonio culturale e paesaggistico dell’Italia: il più efficace strumento con cui il FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano ETS dal 1975 esercita la sua missione di educazione della collettività alla conoscenza e alla tutela di quel patrimonio, perché sia per sempre e per tutti. Accogliendo l’invito del FAI, dal 1993 – anno della pionieristica prima edizione dell’evento – al 2025 quasi 13 milioni e mezzo di italiani hanno potuto scoprire e riscoprire oltre 17.000 luoghi speciali delle città e dei territori in cui vivono.
Le Giornate FAI di Primavera, così come quelle d’Autunno, sono dunque una preziosa occasione offerta agli italiani per conoscere e apprezzare le meraviglie del nostro Paese, ma anche un’importante iniziativa di sensibilizzazione e raccolta fondi della Fondazione, a sostegno della sua missione di utilità pubblica di cura e tutela del patrimonio culturale, nello spirito dell’articolo 9 della Costituzione e secondo il principio della sussidiarietà (art.118): ciò che viene raccolto dalle iscrizioni e dalle donazioni ricevute durante l’evento sostiene concretamente le sue attività istituzionali e permette al FAI di portare avanti gli interventi di restauro e i progetti di valorizzazione, alcuni dei quali molto onerosi, sui 75 Beni che cura, gestisce e conserva, di cui 60 regolarmente aperti al pubblico affinché tutti i cittadini possano goderne, per sempre. In occasione delle Giornate FAI di Primavera, saranno visitabili – a contributo libero – 780 luoghi in 400 città italiane, scelti con inesauribile curiosità e passione, e aperti grazie all’eccezionale cura organizzativa dei volontari del FAI, capaci di coinvolgere, ancor prima del pubblico che li visiterà, istituzioni, aziende e privati cittadini che li metteranno a disposizione, dando così il loro contributo a questa grande “festa collettiva”. Un patrimonio multiforme, spesso inatteso e sempre sorprendente, fatto di tesori di storia, arte e natura più o meno conosciuti e anche di storie, tradizioni e saperi unici che vengono tramandati e rinnovati dalle comunità che li custodiscono.
“È fondamentale riscoprire le nostre bellezze per essere consapevoli di un patrimonio immenso che abbiamo il dovere di custodire, tutelare e valorizzare. L’aspetto più bello è che lo facciamo insieme con il FAI ma soprattutto con tanti giovani, 17 mila Apprendisti Ciceroni, che condurranno tanti italiani a scoprire e riscoprire le nostre bellezze nella bella stagione della primavera” ha commentato il Ministro della Cultura Alessandro Giuli.
“Le Giornate del FAI di Primavera sono sempre di più un grande e potente megafono per raccontare cos’è il FAI e cosa fa ogni giorno; non uno spettacolare evento isolato ma il testimone di un impegno quotidiano e diffuso in tutto il Paese, di un ardimento, di una curiosità, di uno spirito di servizio e di una attenzione concreta ai temi della tutela che si affida al sostegno di un numero sempre maggiore di cittadini per continuare, di fianco e con le istituzioni dello Stato, a far bene al paese più bello del mondo: il nostro. Per questo, le iscrizioni al FAI e le donazioni che raccogliamo durante l’evento sono fondamentali per sostenere la complessa realtà quotidiana di una Fondazione che acquisisce, restaura e valorizza per sempre e per tutti Beni culturali e paesaggistici di ogni tipo, dimensione e varietà, in grado di raccontare 365 giorni l’anno – e non solo due – la loro storia, con la loro, quella dell’Italia” ha dichiaratoMarco Magnifico,Presidente FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano.
Grazie all’impegno e all’entusiasmo di 7.500 volontari delle Delegazioni e dei Gruppi FAI attivi in tutte le regioni, guidati dall’instancabile desiderio di proporresempre nuovi luoghi, ea 17.000 Apprendisti Ciceroni, giovani studenti della scuola secondaria appositamente formati dai loro docenti per raccontare le bellezze che li circondano, apriranno
le loro porte centinaia di luoghi speciali, da nord a sud della Penisola, spesso poco conosciuti o poco valorizzati, e molti dei quali solitamente inaccessibili: dalle ville ai castelli, dalle chiese ai luoghi dell’educazione e della ricerca, dai laboratori artigiani alle aree naturalistiche, passando per sedi istituzionali, teatri, collezioni d’arte e siti produttivi e persino un’idrovora e uno stadio di calcio, perché in Italia il patrimonio di arte, natura e cultura è ovunque (elenco dei luoghi aperti e modalità di partecipazione su www.giornatefai.it).
Ad ogni visita sarà possibile sostenere la missione della Fondazione con una donazione e, tra le tante aperture proposte, alcune saranno dedicate agli iscritti al FAI e a chi si iscriverà durante l’evento.
Le Giornate FAI di Primavera si inquadrano nell’ambito delle iniziative di raccolta pubblica di fondi occasionale (Art 143, c 3, lett a), DPR 917/86 e art 2, c 2, D Lgs 460/97). Partecipare alla visita con una donazione significa sostenere la missione di cura e tutela del patrimonio culturale italiano della Fondazione. Ogni Iscritto al FAI e chi si iscriverà per la prima volta durante l’evento potrà beneficiare dell’accesso prioritario in tutti i luoghi e di aperture dedicate. Sottoscrivere la tessera FAI significa diventare parte di un grande progetto e rappresenta un atto d’amore per l’Italia.
Inoltre, fino al 29 marzo 2026 si potrà sostenere la missione del FAI donando con un SMS o una chiamata da rete fissa al numero 45584. Il valore della donazione sarà di 2 euro per ciascun SMS inviato da cellulari Fastweb + Vodafone, WINDTRE, TIM, iliad, PosteMobile, Coop Voce, Tiscali. Per le chiamate da rete fissa di 5 o 10 euro da TIM, Fastweb + Vodafone, WINDTRE, Tiscali, Convergenze, PosteMobile Geny Communications e, sempre per la rete fissa, di 5 euro da Convergenze e PosteMobile.
Ecco alcune delle aperture più interessanti NEL LAZIO:
Roma
PALAZZO DEL MINISTERO DELL’ISTRUZIONE E DEL MERITO
Durante le Giornate FAI di Primavera 2026 i visitatori saranno accompagnati alla scoperta del monumentale Palazzo del Ministero dell’Istruzione e del Merito, a Trastevere, che aprirà eccezionalmente i suoi ambienti. L’edificio fu progettato da Cesare Bazzani nel 1912; la prima pietra fu posata nel 1916, ma i lavori subirono rallentamenti per la Prima Guerra Mondiale e il palazzo venne inaugurato nel 1928. Concepito come sede centrale dell’amministrazione scolastica italiana, si è evoluto nel tempo per ospitare uffici ministeriali, sale di rappresentanza e la Biblioteca Luigi De Gregori. Il palazzo si articola su tre piani, un seminterrato e un attico, per un totale di 660 sale, organizzate attorno a cinque cortili interni e due chiostrine che garantiscono luce naturale agli ambienti. Dotato delle più moderne tecnologie dell’epoca, disponeva di ascensori, illuminazione elettrica e riscaldamento. La facciata è coronata dalle statue di Scienza, Didattica, Arte e Filosofia. Il bugnato in pietra richiama il Rinascimento, mentre i due loggioni centrali rivelano un marcato gusto barocco romano. Ricca la decorazione simbolica: capitelli a forma di libro, cariatidi, grottesche, ghirlande e motivi floreali. La visita toccherà, al piano terra, il vestibolo con colonne in granito e il celebre “Lanternone”, la grande lampada che illumina lo Scalone monumentale, e il cortile d’onore, decorato da cariatidi e statue allegoriche dell’istruzione primaria e superiore. Sempre al piano terra il pubblico potrà ammirare la Biblioteca Luigi De Gregori, cuore del patrimonio documentario del Ministero e scrigno di rarità bibliografiche. Al secondo piano si potranno ammirare alcuni ambienti di particolare rilievo: il Salone dei Ministri, con i ritratti dei ministri dal 1859 al 1922 e i dipinti di Antonino Calcagnadoro dedicati al sapere nelle diverse epoche; l’Anticamera del Ministro, decorata da Paolo Paschetto con allegorie delle arti, delle scienze e delle tappe del sapere; l’Anticamera del Capo di Gabinetto, affrescata da Rodolfo Villani, dove figure classiche rappresentano le principali discipline. La visita proseguirà nella Galleria del secondo piano, con il monumento ai caduti nella Prima Guerra Mondiale e un sarcofago romano di età imperiale.
Nella mattinata di sabato 21 il Ministro Giuseppe Valditara sarà presente per accogliere il pubblico delle Giornate FAI e gli Apprendisti Ciceroni.
PALAZZO DELLA CANCELLERIA
Proprietà extraterritoriale vaticana dal 1929 e sede di tribunali apostolici, tra cui la Sacra Rota, aprirà per la prima volta nelle Giornate FAI il Palazzo della Cancelleria, edificato tra fine Quattrocento e inizio Cinquecento e primo grande esempio di architettura rinascimentale nel contesto romano. Committente del palazzo fu Raffaele Riario, pronipote di Sisto IV e camerlengo, ovvero responsabile dell’amministrazione dei beni materiali e finanziari della Santa Sede; lo stesso Riario, che conosceva bene le opere di Vitruvio e di Leon Battista Alberti, guidò il progetto e la sua realizzazione. Nacque come sua abitazione e dopo la sua morte divenne sede dei vicecancellieri della Chiesa, grandi personalità come Alessandro Farnese, Francesco Barberini ed Enrico di York, che lo trasformò in reggia. Da fine ‘700 divenne sede di uffici e ospitò tribunali e Camere Legislative. All’epoca della sua costruzione il palazzo non aveva eguali con altre residenze nobiliari, ad eccezione di Palazzo Venezia, realizzato per papa Paolo II. L’edificio presenta una facciata originale, la prima a Roma in stile rinascimentale, dominata dal successivo portale di Domenico Fontana che riprende gli archi trionfali romani. All’interno anche il cortile, che si richiama a quello del Palazzo di Urbino, è un capolavoro del ‘400, con assonanze bramantesche. Il piano nobile, occupato in origine da appartamenti oggi trasformati in uffici, conserva due maestose sale affrescate, che si potranno ammirare durante le visite proposte dal FAI: il Salone dei Cento Giorni, con il camino legato al Sacco di Roma del 1527 e la decorazione di Giorgio Vasari che esalta il papato di Paolo III Farnese; la seconda è la Sala Riaria, dove gli affreschi, questa volta settecenteschi, esaltano un altro pontefice, Clemente XI Albani. La visita si soffermerà sui grandi calchi in gesso delle lastre di un arco trionfale antico, rinvenute nei sotterranei del palazzo. In occasione delle Giornate FAI il pubblico avrà l’eccezionale possibilità di visitare la Cappella del Pallio, opera cinquecentesca di Francesco Salviati.
PALAZZO CORRODI
Ingresso riservato agli iscritti FAI
Costruito tra il 1903 e il 1906 per iniziativa del pittore Hermann Corrodi per ospitare atelier di artisti e divenuto nel tempo un luogo centrale per la poesia, la radio e il cinema italiani, il palazzo, progettato in stile eclettico da Gualtiero Aureli, si trova lungo il Tevere, nel rione Campo Marzio. Fin dalle origini il palazzo accolse pittori, scultori e intellettuali come Giulio Aristide Sartorio e lo scultore Christian Hendrik Andersen. Nel corso del Novecento ospitò lo studio di Trilussa, i primi studi radiofonici della URI – antenata della RAI – e importanti attività cinematografiche e di doppiaggio, assumendo un ruolo centrale nella storia culturale e mediatica della città. Dopo complesse vicende proprietarie e funzionali, l’edificio è stato restaurato e rifunzionalizzato come sede della Cassa Italiana di Previdenza e Assistenza Geometri. Durante le Giornate FAI sarà possibile approfondire la figura di Hermann Corrodi, la presenza di Trilussa e il ruolo pionieristico degli studi radiofonici della URI, insieme alle successive attività cinematografiche e di doppiaggio. Particolare attenzione sarà dedicata agli ambienti interni di rappresentanza e al restauro realizzato tra il 1988 e il 1992 su progetto del celebre architetto Paolo Portoghesi, che ha coniugato luce, spazialità e valore simbolico degli elementi architettonici, come la scala monumentale elicoidale.
LA SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE. IL PALAZZACCIO
La Corte Suprema di Cassazione, organo dello Stato che si trova al vertice della giurisdizione ordinaria, ha sede presso il Palazzo di Giustizia. Realizzato su progetto dell’architetto Guglielmo Calderini tra il 1888 e il 1910 e inaugurato nel 1911, l’edificio, noto tra i romani come “Palazzaccio”, è considerato tra le maggiori realizzazioni urbanistiche di Roma Capitale. Un monumento di severa bellezza e di grandi dimensioni, esternamente tutto in travertino, e ispirato a plurimi motivi cinquecenteschi e barocchi. Il prospetto principale, affacciato sul Tevere, è ornato da colossali statue di giureconsulti ed è coronato da una quadriga bronzea di Ettore Ximenes, esplicito richiamo al Vittoriano. Il grande portale centrale è sormontato dal gruppo della Giustizia tra la Forza e la Legge, opera di Enrico Quattrini. La visita del palazzo permetterà di scoprire i monumentali corridoi, gli scaloni d’onore, le aule di udienza e lo studio del Primo Presidente della Corte di Cassazione con la sua toga di ermellino. Inoltre, si potrà visitare l’Aula Magna in cui si svolge la cerimonia di apertura dell’anno giudiziario alla presenza del Capo dello Stato. Qui il ciclo di affreschi sulle pareti, del senese Cesare Maccari, segue un preciso programma iconografico e rappresenta alcuni momenti fondamentali della storia del diritto romano. Attraversando il Cortile d’Onore, dove si ammireranno figure di illustri giuristi come Cicerone, Paolo, Ortensio e Ulpiano, si giungerà alla Biblioteca Centrale Giuridica del Ministero della Giustizia, una delle più importanti biblioteche pubbliche specializzate per lo studio del diritto.
VILLA LANTE AL GIANICOLO
Visitabile solo sabato 21 marzo. Ingresso dedicato agli iscritti FAI
Villa Lante al Gianicolo, sede dell’Istituto finlandese di Roma – Institutum Romanum Finlandiae, apre le sue porte per questa edizione delle Giornate FAI di Primavera, consentendo agli iscritti FAI di entrare all’interno di uno dei luoghi più importanti del Cinquecento romano, progettato da Giulio Romano e abbellito dagli affreschi e dagli stucchi dei più grandi artisti della Scuola di Raffaello. Costruita per Baldassarre Turini, intimo di papa Leone X, fra il 1518 e il 1525, nel punto più elevato del Gianicolo, Villa Lante, con la sua loggia slanciata, caratterizza ancora oggi la vista del colle dalla città. Dopo la morte di Turini, fu acquistata nel 1551 dalla famiglia Lante, che ne manterrà la proprietà fino al 1817, quando fu venduta ai Borghese. Dopo ulteriori passaggi di proprietà, nel 1950 la villa fu acquistata dallo Stato finlandese, che ne fece la sede dell’Institutum Romanum Finlandiae, attivo dal 1954, e dell’Ambasciata di Finlandia presso la Santa Sede. La villa mostra caratteristiche architettoniche ispirate alla classicità, che scandiscono le superfici in un perfetto equilibrio formale: lesene tuscaniche al piano nobile e ioniche al piano superiore, aperture a serliana nella loggia verso la città, fregi, trabeazioni, piano attico e basamento. Un equilibrio che venne alterato nella seconda metà dell’800, quando venne aggiunto un corpo di fabbrica, oggi destinato alla biblioteca dell’Istituto. L’interno è decorato con raffinati affreschi e stucchi cinquecenteschi, opera di allievi di Raffaello come Polidoro da Caravaggio e Giovanni da Udine, rappresentanti scene mitologiche legate a eroi ed eroine dell’antica Roma e al culto di Giano e Saturno: il programma iconografico è un omaggio alla figura di Leone X e alla sua politica di pacificazione fra Firenze e Roma. I visitatori potranno scoprire il salone con la grande volta a riquadri affrescati, abbellito dalla grande tela “Allegoria dell’Italia” di Valentin de Boulogne, tra i maggiori seguaci di Caravaggio. Si potrà ammirare la loggia decorata con gli stucchi cinquecenteschi e con i bassorilievi di Antonio Canova, che offre un’incomparabile vista sulla città e si entrerà nella biblioteca dell’Istituto e nel giardino. Un’occasione rara per immergersi nella Roma del ‘500, fra intellettuali, mecenati e artisti, per ricordare le testimonianze archeologiche del luogo e per scoprire gli uomini di fama che l’hanno abitato o visitato.
REALE ACCADEMIA DI SPAGNA
La Reale Accademia di Spagna si trova nel complesso conventuale di San Pietro in Montorio, situato nel luogo in cui la tradizione colloca il martirio dell’apostolo San Pietro. Il primo riferimento al complesso “monasterium beati Petri quod vocatur ad Ianuculum” risale alla prima metà del IX secolo. Successivamente questo spazio è stato occupato da Benedettini, Celestini, Ambrosiani e Benedettine e nel 1472 papa Sisto IV della Rovere consegnò il complesso al suo confessore Amadeo Menes da Silva, perché costruisse un monastero di Francescani. Amadeo iniziò la trasformazione dell’edificio e, dopo un primo aiuto da parte del re di Francia Luigi XI, ottenne i favori dei re cattolici Isabella di Castiglia e Ferdinando d’Aragona, principali benefattori del rinnovamento di San Pietro in Montorio. All’interno del complesso si trova uno dei capolavori dell’architettura rinascimentale italiana, il tempietto realizzato dal Bramante all’inizio del Cinquecento, di struttura circolare e circondato da 16 colonne, numero riconosciuto come perfetto da Vitruvio. In occasione delle Giornate FAI di Primavera sarà possibile visitare il chiostro impreziosito dal ciclo pittorico dedicato alla vita di San Francesco di Niccolò Circignani detto il “Pomarancio”. In via del tutto eccezionale sarà consentito accedere alla cripta del tempietto del Bramante e raggiungere il luogo in cui, secondo la tradizione, fu eretta la croce del martirio di San Pietro, nonché il punto in cui si ritiene fosse collocata la pietra recante le impronte di due angeli accorsi a portargli conforto. All’interno della cripta sarà possibile ammirare l’opera di Michelangelo Pistoletto Pozzo-Specchio che fa parte del ciclo “Opere in meno”. Infine, l’Accademia di Spagna permetterà straordinariamente l’accesso alla terrazza, dalla quale si potrà godere di una vista tra le più suggestive della città.
VILLA SPADA – POSTI ESAURITI
Visitabile solo la mattina di sabato 21 marzo. Ingresso dedicato agli iscritti FAI. Su prenotazione
La visita permetterà di scoprire un luogo solitamente inaccessibile di Roma: Villa Spada, sul punto più alto del Gianicolo, prestigiosa sede dell’Ambasciata d’Irlanda in Italia dal 2012. Venne costruita nel 1639 per volere di Vincenzo Nobili, esponente della Curia romana. Il progetto fu affidato a Francesco Baratta, allievo di Gian Lorenzo Bernini, che la concepì come un “luogo di delizie”, sfruttando la vicinanza dell’Acqua Paola per progettare un sistema idrico complesso, culminante in un ninfeo e in un giardino all’italiana. Quest’ultimo è organizzato in terrazzamenti con siepi di bosso geometriche, vialetti e alberi di agrumi, mantenendo una chiara distinzione tra il giardino formale e la zona più selvaggia della proprietà. Qualche decennio dopo la sua costruzione, la dimora fu acquistata dalla famiglia Spada, che ne fece un fulcro della vita mondana e culturale capitolina. Il momento più importante della storia della villa coincide con la difesa della Repubblica Romana, capitanata da Giuseppe Garibaldi, contro le truppe francesi nel 1849. La villa, dove Garibaldi stabilì il suo ultimo comando operativo, fu quasi rasa al suolo e vide cadere tra le sue mura il comandante dei bersaglieri Luciano Manara. Al termine delle ostilità, la villa fu restaurata dalla famiglia Spada-Veralli, che ne preservò l’impianto architettonico originario, prima di passare attraverso vari cambi di proprietà. Dal 1946, Villa Spada è proprietà dello Stato irlandese. Il percorso si snoderà tra esterno e interno: la visita inizierà nel giardino e proseguirà, entrando, al salone di rappresentanza, attraverso le sale che conservano preziose decorazioni e arredi antichi. Durante l’itinerario il pubblico potrà affacciarsi sul giardino per ammirare gli splendidi aranceti che la famiglia Spada curava con particolare dedizione.
Frascati (RM)
EPISCOPIO DI FRASCATI
Su prenotazione
L’episcopio di Frascati, il Palazzo Vescovile detto “La Rocca”, sorge nel centro storico, nel punto dell’antica rocca medievale, in posizione elevata e in un’area strategica dei Colli Albani, legata ai Conti di Tuscolo e poi al controllo pontificio. Nel XIII secolo, con il consolidarsi della diocesi tuscolana, il complesso assunse funzioni episcopali. Il luogo fu segnato da eventi storici rilevanti che portarono alla ricostruzione rinascimentale ad opera dell’architetto Sangallo il Giovane, promossa da papa Paolo III. L’impianto, di forma quadrata con agli angoli due torri quadrangolari e due torri ovali, conserva un aspetto sobrio e compatto, con volumi regolari e murature continue che richiamano la funzione difensiva originaria. L’esterno, privo di apparati decorativi monumentali, riflette il ruolo istituzionale dell’edificio. Le principali trasformazioni avvennero tra XVII e XVIII secolo, quando l’edificio venne riorganizzato secondo modelli architettonici di matrice tardo-rinascimentale e barocca romana. Durante le Giornate FAI sarà possibile accedere a spazi interni non visitabili, come sale di rappresentanza e ambienti curiali. Sale voltate al pian terreno, dette “stufette”, dipinte a grottesche, su commissione di Lucrezia della Rovere, scale e semplici apparati decorativi restituiranno la dimensione della vita amministrativa ed ecclesiastica della diocesi tuscolana. Il Duca di York, che abitò stabilmente nel palazzo nella seconda metà del Settecento, fece decorare alcune stanze dal pittore polacco Taddeo Kuntze (1761). Nella cappella vescovile la pala d’altare è opera di un allievo del pittore classicista Carlo Maratta, Giuseppe Bartolomeo Chiari. Il percorso sarà arricchito dal racconto del restauro effettuato nei primi anni Duemila e si chiuderà con la lettura del paesaggio storico: dagli affacci si comprenderà il rapporto tra Frascati, Roma e i Colli Albani.
Rieti
OSPEDALE VECCHIO E TEATRO FLAVIO VESPASIANO
Visitabile solo domenica 22 marzo
Nel centro storico di Rieti, a poca distanza l’uno dall’altro, due imponenti edifici che hanno accompagnato la vita cittadina contribuiscono a creare il senso di comunità e di appartenenza: l’Ospedale Vecchio, con la chiesa dedicata a sant’Antonio Abate, e il Teatro Flavio Vespasiano, dove sarà possibile accedere eccezionalmente ad ambienti in fase di recupero oppure appena restaurati e ancora mai aperti al pubblico. L’ospedale venne chiuso negli anni Settanta: i grandi locali vuoti furono utilizzati come magazzini comunali e in parte riadattati a edifici scolastici, mentre la chiesa, sconsacrata ed abbandonata, fu ripetutamente vandalizzata. Nel 2020 l’ospedale ha ottenuto 5515 voti durante la X edizione del programma “I Luoghi del Cuore”, classificandosi al sesto posto nel Lazio. Da quel momento una serie di interventi di ristrutturazione finanziati da vari enti pubblici si stanno gradualmente succedendo per renderlo nuovamente fruibile. Il teatro ha continuato a ospitare numerose rappresentazioni culturali, ma con una capienza di posti ridotta a causa delle norme di sicurezza che vietavano l’utilizzo del terzo ordine e del loggione, dal quale si può ammirare da vicino la splendida cupola realizzata a fine ‘800 da Giulio Rolland. Solo recentemente alcuni interventi di messa in sicurezza hanno consentito l’utilizzo del terzo ordine e del loggione che ancora non è stato mai aperto al pubblico. Anche il circolo di lettura, chiuso per circa venti anni, è stato oggetto di importanti lavori di adeguamento che hanno visto il consolidamento sismico, l’installazione di un nuovo sistema antincendio, il restauro degli infissi e degli elementi decorativi alle pareti.
Durante le Giornate FAI dalle ore 10 alle 12 sarà possibile visitare gli interventi che stanno riguardando l’Ospedale Vecchio, dove sono stati abbattuti i padiglioni prefabbricati fatiscenti che occupavano l’area dell’antico Giardino dei Semplici, restituendo così uno spazio verde all’interno della struttura, accessibile tramite la scala circolare che si sta realizzando in via Tancredi e che sarà eccezionalmente aperta per l’occasione. Sarà possibile visitare in anteprima le aule e gli ambienti – che torneranno a svolgere la loro funzione originaria – destinati ad accogliere gli studenti universitari della Facoltà di Medicina della Sapienza. Dalle 12.30 alle 17 la visita dell’ospedale riguarderà solamente la parte esterna. Per quanto attiene il Teatro Flavio Vespasiano dalle ore 10 alle 14.30 si potrà accedere al loggione e al circolo di lettura, mentre dalle ore 15 alle ore 17 la visita sarà solamente al circolo di lettura.
Poggio Bustone (RI)
SANTUARIO DI POGGIO BUSTONE
Visitabile solo sabato 21 marzo (10.30-12 e 14-15.30)
Poggio Bustone è una delle aperture delle Giornate FAI di Primavera 2026 dedicate a San Francesco, nell’anno delle celebrazioni degli 800 anni della sua morte. La località, infatti, rappresenta una tappa emblematica della vita del Patrono d’Italia ed era conosciuta già in epoca medievale per aver accolto San Francesco nel 1208, quando ricevette l’apparizione del messaggero divino che gli annunciava il perdono dei peccati giovanili. Al saluto che il Santo rivolgeva agli abitanti del borgo “Buongiorno, brava gente” fa riferimento la Porta del Buongiorno che segna l’ingresso nel paese. Le strette vie si snodano dando vita a un groviglio di percorsi che si affacciano sui sottostanti laghi Lungo e di Ripasottile. Poco distante dal centro, sorto nel romitorio dove San Francesco era solito ritirarsi in preghiera, il Santuario di Poggio Bustone è uno dei quattro santuari che circondano la Valle Santa reatina. La struttura comprende, oltre alla chiesa, il convento, il chiostro, il refettorio e il Tempietto della Pace collegato al santuario tramite un sentiero dove sono poste le edicole della Via crucis. Danneggiato in seguito al terremoto del 2016, il santuario è stato oggetto di un accurato restauro che ha interessato diverse parti e che per la prima volta vengono aperte al pubblico in occasione delle Giornate FAI di Primavera 2026. La visita del santuario sarà guidata dai Frati Minori che lo custodiscono. Oltre alla visita del santuario sarà possibile effettuare due diverse passeggiate in collaborazione con il Comune di Poggio Bustone che ha aderito con entusiasmo alle Giornate FAI. La prima passeggiata sarà lungo le vie del paese per scoprire gli angoli più nascosti e le vedute più suggestive; la seconda passeggiata – più impegnativa e per la quale sono richieste scarpe da trekking – lungo il sentiero CAI Turistico 421 condurrà fino al Sacro Speco. Alle ore 17, al termine delle visite, sarà possibile per un massimo di 50 persone partecipare alla conferenza, a cura della Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio per l’area Metropolitana di Roma e Rieti, dal titolo “Restauri e consolidamento del santuario francescano di Poggio Bustone”, che si terrà nei locali dell’antico refettorio. Alle ore 18, nella piazza antistante il santuario si terrà un concerto gratuito con i più grandi successi di Lucio Battisti, originario di Poggio Bustone. In caso di maltempo, l’evento si sposterà all’interno dei locali del santuario, offrendo un’occasione unica per vivere musica e storia nello stesso luogo.
Fara in Sabina (RI)
TEATRO POTLACH
Il Teatro Potlach, fondato tra il 1976 e il 1979 da Pino Di Buduo, Daniela Regnoli e Nathalie Mentha, si trova nel punto più alto di Fara in Sabina, sul colle Buzio, là dove intorno all’anno Mille venne fondato il Castello di Fara. Nei sotterranei di quello che nel ‘600 fu un convento, ci sono i magazzini con gli allestimenti degli spettacoli e varie sale – sartoria, attrezzeria, musica, prove – aperti in via eccezionale per le Giornate FAI di Primavera 2026. I sotterranei custodiscono la memoria di cinquant’anni di un teatro che da sempre fa della ricerca e della sperimentazione, affiancate da un’intensa attività pedagogica, la sua ragion d’essere. Oltre a titoli come “Ventimila leghe sotto i mari”, tratto dall’omonimo romanzo di Jules Verne, e i più tradizionali “Dialoghi con Trilussa” e “Per Edith Piaf”, il progetto che più rappresenta l’esperienza del Teatro Potlach è quello delle Città Invisibili, con il quale da più di trent’anni una volta all’anno Fara Sabina cambia faccia e diventa tutta un palcoscenico, ogni volta diverso, in cui perdersi nell’utopia di un teatro che reinventa la vita. Le Città Invisibili, nate su ispirazione del testo di Italo Calvino, da Fara Sabina si sono poi moltiplicate e hanno preso vita in Europa, in America e in Asia.
Domenica 22 alle ore 16.30 nella sala del teatro, Pino Di Buduo racconterà in una lectio magistralis la storia di un’utopia, di tre giovani che cinquant’anni fa hanno lasciato la grande città per creare un teatro di ricerca e di sperimentazione, costruendo nel tempo una delle realtà più vive e longeve dello spettacolo italiano.
Prossedi (LT)
Sarà proposto un itinerario alla scoperta di Prossedi, borgo di 1236 abitanti, posto a 206 metri sul livello del mare, su una ripida collina dei Monti Lepini che domina la Valle dell’Amaseno. Il paese è circondato da ulivi, castagni, vigne con muretti a secco che rendono la passeggiata suggestiva dal punto di vista paesaggistico. La sua fondazione risale al VII secolo, quando sei famiglie fuggirono dal vicino Priverno perché assediato dai Saraceni. Nel 1125 il borgo viene preso da papa Onorio II; successivamente si evidenziano molteplici passaggi di proprietà da una famiglia nobiliare all’altra, come i conti di Ceccano, gli Altieri, i de Carolis e i Gabrielli. In un percorso ascensionale che parte, nella parte bassa del paese, dalla Chiesa della “Strammetta”, solitamente chiusa, passando per la Chiesa di San Nicola, si salirà fino alla Chiesa di Sant’Agata, con pianta centrale a croce greca e ispirata ai modelli del Rinascimento e del Barocco, e al Palazzo Baronale (ingresso dedicato agli iscritti FAI). Questo maestoso edificio, costruito nel XII secolo sotto la dominazione della famiglia De Ceccano e successivamente posseduto da diverse famiglie nobiliari, presenta una struttura solida e quadrata, sottolineata da possenti bastioni agli angoli, che conferiscono un aspetto imponente. Uno degli eventi storici di rilievo associati alla Rocca è il soggiorno di Papa Pio IX, che vi alloggiò durante la sua visita a Prossedi nel 1856. Gli iscritti FAI avranno la possibilità di ammirare le sale di rappresentanza del palazzo, normalmente non visitabili, e scoprire la sua storia e quella della famiglia che attualmente lo detiene. Durante l’itinerario sarà possibile effettuare la degustazione dei vini prodotti dalla casa vinicola Palazzo Prossedi, appartenente agli stessi proprietari del Palazzo Baronale.
Isola del Liri (FR)
Il pubblico avrà l’occasione di scoprire Isola del Liri, in particolare i luoghi legati alla produzione della carta, attività che durante il XIX secolo, grazie alla ricchezza d’acqua del territorio e allo sfruttamento della sua potenzialità energetica, determinò lo sviluppo economico della zona e la radicale trasformazione del paesaggio da agricolo a industriale. Tra le aperture eccezionali, Villa Nota Pisani (ingresso dedicato agli iscritti FAI), edificata in stile eclettico nella prima metà dell’Ottocento per volere del conte Carlo Lefebvre di Pontarlier, il quale, giunto a Isola del Liri a seguito del riassetto amministrativo realizzato nel Regno di Napoli con Gioacchino Murat, qui impiantò le prime cartiere. La dimora, che ospitò importanti personalità come il Re Ferdinando II di Borbone, fu acquistata a inizio Novecento da Antonio Pisani ed è oggi di proprietà della famiglia Nota. Gli stessi proprietari accoglieranno i visitatori, che potranno ammirare le sale con decorazioni pittoriche in papier paint e trompe l’oeil e il parco, ricco di piante secolari, esotiche, essenze rare e fiori. Aprirà, inoltre, l’ex cartiera Lefebre, fondata nel 1812 da Carlo Beranger all’interno del soppresso convento dei Carmelitani di S. Maria delle Forme e acquisita nel 1822 da Carlo Lefebvre, che la modernizzò e introdusse le “vasche olandesi”, dove venivano lavati, sfilacciati e impastati nelle acque del Fibreno, affluente del Liri, gli stracci che fungevano da materia prima, forniti dalle manifatture di uniformi dell’esercito borbonico. Nella fabbrica si producevano tutti i tipi di carta, tra cui quella per quotidiani come il Daily Telegraph, fino al progressivo abbandono dell’edificio a partire da fine Ottocento. Riscoperta nel 1995, la cartiera è stata recuperata con un intervento che ne valorizza le rovine, in un contesto paesaggistico in cui naturale e artificiale sono in perfetta armonia. Per scoprire tutte le aperture di Isola del Liri consultare il sito www.giornatefai.it
Marta (VT)
BORGO DI MARTA E TORRE DELL’OROLOGIO
Per le Giornate FAI di Primavera 2026 si potrà esplorare il borgo medievale di Marta, sfiorando le rive del lago di Bolsena che lo circonda. Tra le tappe della passeggiata, la Chiesa della Madonna del Monte, con il chiostro e il piccolo museo dedicato alla celebre festa martana, molto sentita dalla popolazione e già documentata nel 1557, particolarmente significativa per la sua commistione tra sacro e profano e per i suoi valori storici e rituali.
Elenco completo dei luoghi aperti nel LAZIO e modalità di partecipazione all’evento su:
IMPORTANTE: Si raccomanda di controllare sul sito
i giorni e gli orari di apertura prima della visita e se è necessaria la prenotazione.
Verificare sul sito anche eventuali variazioni di programma in caso di condizioni meteo avverse.
Le Giornate FAI di Primavera chiudono la Settimana Rai dedicata ai Beni Culturali in collaborazione con il FAI. Dal 16 al 22 marzo, come ormai da oltre 10 anni, la Rai sarà in prima linea al fianco del FAI con tutti i canali radiofonici e televisivi e attraverso RaiPlay e Rai Play Sound per creare un racconto corale che metterà al centro la bellezza e la sostenibilità del nostro patrimonio artistico e paesaggistico. Rai è Main Media Partner del FAI per sensibilizzare tutti gli italiani alla cura e valorizzazione del nostro Paese e supporta in particolare le Giornate FAI di Primavera 2026, anche attraverso la raccolta fondi solidale autorizzata da Rai per la Sostenibilità – ESG e promossa sulle reti del Servizio pubblico.
Si ringrazia la Rappresentanza in Italia della Commissione europea, da anni al fianco del FAI in occasione degli eventi nazionali. Nel corso delle Giornate FAI di Primavera oltre cinquanta siti storici, culturali e luoghi d’istruzione, destinatari di finanziamenti europei, saranno visitabili a testimonianza dell’impegno dell’Unione europea nella salvaguardia e sviluppo del patrimonio culturale.
Le Giornate FAI di Primavera 2026 hanno ricevuto la Targa del Presidente della Repubblica e si svolgono in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione e del Merito e con il Patrocinio del Ministero della Cultura, di Regione Lazio, di tutte le Regioni e le Province autonome italiane.
Si ringraziano la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Protezione Civile, da tempo al nostro fianco con i suoi volontari, e il Ministero della Difesa, lo Stato Maggiore della Difesa e le Forze armate che durante le Giornate FAI di Primavera concedono l’apertura di alcuni loro luoghi simbolo.
Un grazie sentito anche al Fondo Edifici di Culto per averci concesso l’apertura di alcuni luoghi di sua proprietà in virtù di un accordo di collaborazione e a ANFACI – Associazione Nazionale Funzionari Amministrazione Civile dell’Interno per l’apertura di alcune sedi di Prefetture in tutta Italia.
Un ringraziamento per il generoso sostegno alla buona riuscita della manifestazione all’Arma dei Carabinieri per il contributo alla sicurezza dell’evento e un grazie particolare alla Croce Rossa Italiana per la partnership consolidata.
Ferrarelle Società Benefit, acqua ufficiale del FAI e Partner degli eventi istituzionali, da sedici anni preziosa sostenitrice dell’iniziativa e impegnata al fianco della Fondazione in importanti attività di tutela e promozione della cultura, della natura e del territorio italiano. Anche quest’anno sarà presente nella lista dei luoghi visitabili con il suo Parco Sorgenti di Riardo (CE), esempio virtuoso di gestione responsabile delle risorse custodite e di valorizzazione del patrimonio agricolo-paesaggistico.
Dolce&Gabbana, la casa di moda che fin dalla sua fondazione riconosce e promuove le eccellenze artigiane italiane e le bellezze artistiche e architettoniche del territorio, per il terzo anno Partner della Fondazione. Una speciale collaborazione basata sui valori comuni di italianità, cultura, tradizione, educazione e bellezza.
Tra le più importanti banche FinTech in Europa, Fineco – accanto al FAI dal 2017 – ha deciso di rinnovare il proprio impegno anche per il 2026 in qualità di Sponsor della XXXIV edizione delle Giornate FAI di Primavera, riconoscendo alla cultura e all’ambiente un’importanza strategica per lo sviluppo sostenibile del Paese.
Edison, azienda energetica con oltre 140 anni di storia e primati, impegnata per la salvaguardia dei luoghi e delle realtà di interesse culturale presenti nel nostro Paese, in occasione dei 30 anni di collaborazione con il FAI, rinnova anche quest’anno il suo sostegno alle Giornate FAI di Primavera e aprirà al pubblico le Officine Edison Milano e l’Impianto termoelettrico di Torviscosa.
Nims, società del Gruppo Lavazza e specializzata nella vendita diretta dei sistemi Lavazza in Black e Lavazza Tablì con macchine in comodato d’uso gratuito, è per la prima volta al fianco del FAI come Sponsor dell’evento. Una collaborazione che nasce dall’amore per la bellezza e la cultura italiana e dalla condivisione di valori quali la cura e attenzione per i luoghi, esperienze autentiche dal vivo e una presenza capillare sul territorio.
Grazie a ITA Airways, che ha scelto di sostenere il FAI per il quarto anno consecutivo, rinnovando il proprio impegno di responsabilità sociale nella tutela del patrimonio culturale e paesaggistico italiano.
Si ringrazia, inoltre, l’Ippodromo Snai San Siro di Milano per il rinnovato sostegno locale dal 2018 e la speciale apertura dell’impianto.
Si ringrazia Lega pro per la promozione dell’evento.
Il FAI ringrazia la FIAB – Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta per la preziosa e duratura collaborazione, che rappresenta un passo importante volto a coniugare la tutela del paesaggio e del patrimonio culturale con un modello di mobilità dolce, capace di valorizzare i territori e ridurre l’impatto ambientale.
Grazie di cuore alle 134 Delegazioni, ai 113 Gruppi FAI, ai 95 Gruppi FAI Giovani e ai 18 Gruppi FAI Ponte tra culture e a tutti i volontari attivi in Italia. Un ringraziamento anche ai 17.000 Apprendisti Ciceroni, studenti appositamente formati in collaborazione con i loro docenti, che hanno l’occasione di accompagnare il pubblico in visita nei luoghi aperti dal FAI nel loro territorio, sentendosi direttamente coinvolti nella vita sociale e culturale della loro comunità.
Ringraziamo infine in modo speciale i proprietari delle centinaia di luoghi aperti in aggiunta ai nostri Beni e le amministrazioni comunali che hanno accolto questa iniziativa.














