Il mare del Sud Pontino finisce sotto la lente dei controlli ambientali. Nel bilancio della stagione balneare 2026, pubblicato da ARPA Lazio, Formia e Sperlonga compaiono tra le località interessate da fenomeni algali che hanno richiesto particolare attenzione. A Formia è stata registrata una fase di emergenza nell’ambito della sorveglianza delle microalghe potenzialmente tossiche, mentre a Sperlonga è stata rilevata una fase di allerta.
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Due segnalazioni distinte, che riportano l’attenzione sulla necessità di monitorare costantemente l’ecosistema marino, soprattutto durante i mesi estivi, quando le condizioni ambientali possono favorire la proliferazione delle microalghe.
Formia, registrata una fase di emergenza - È Formia uno dei punti più significativi del quadro tracciato dall’Agenzia regionale per la protezione ambientale. La sintesi dei controlli effettuati tra aprile e settembre 2026 riporta una fase di emergenza nell’ambito della sorveglianza algale marina. Il dato riguarda il monitoraggio delle microalghe potenzialmente tossiche e non deve essere confuso automaticamente con un giudizio negativo sulla qualità microbiologica delle acque di balneazione. Si tratta infatti di controlli differenti, destinati a individuare fenomeni ambientali diversi.
La segnalazione rende comunque evidente l’importanza di seguire l’evoluzione delle concentrazioni algali e di consultare gli aggiornamenti delle autorità competenti. Per valutare le condizioni di uno specifico tratto di costa sono determinanti i risultati dei campionamenti, il punto di prelievo e le eventuali indicazioni ufficiali relative alla balneazione.
Sperlonga, scatta la fase di allerta - Anche Sperlonga figura nel rapporto stagionale di ARPA Lazio, che segnala una fase di allerta per la sorveglianza algale. La località era stata interessata, insieme alla zona di Fondi, anche dagli episodi estivi di schiume e colorazioni anomale dell’acqua marina. Le verifiche condotte dall’Agenzia hanno permesso di approfondire la natura del fenomeno, ricondotto principalmente alla presenza elevata di microalghe appartenenti a specie diverse.
Le analisi microscopiche effettuate sui campioni raccolti, compresi quelli prelevati il 13 agosto tra Sperlonga e Fondi, hanno individuato una componente algale costituita per oltre il 50% da Fibrocapsa japonica, una microalga associata a fioriture che possono modificare sensibilmente l’aspetto delle acque costiere.
Il fenomeno può manifestarsi con tonalità giallastre, marroni o tendenti al rosso ruggine, oltre alla formazione di schiume superficiali. Tra le condizioni che possono favorirlo figurano temperature elevate, forte irraggiamento solare, stabilità delle condizioni meteomarine e disponibilità di nutrienti.
Schiume e mare colorato: cosa dicono le analisi
Durante l’estate 2026, le alterazioni visibili dell’acqua hanno interessato diversi tratti del litorale laziale, compresa la fascia costiera del Sud Pontino. Le segnalazioni hanno suscitato preoccupazione tra residenti, turisti e frequentatori delle spiagge, soprattutto per l’aspetto insolito assunto dal mare.
ARPA Lazio ha precisato che le analisi microbiologiche effettuate sui campioni esaminati hanno restituito valori di Escherichia coli ed enterococchi intestinali entro i limiti previsti dalla normativa. I risultati hanno quindi escluso una contaminazione batterica nei campioni analizzati.
Questo elemento è importante, ma non significa che ogni fenomeno algale sia privo di qualsiasi rischio. Le fioriture possono avere caratteristiche differenti a seconda delle specie presenti e delle concentrazioni raggiunte. In particolare, Fibrocapsa japonica è considerata potenzialmente dannosa per pesci e molluschi, mentre le schiume possono trattenere materiali e sostanze che rendono prudente evitare il contatto diretto.
È altrettanto importante non confondere la presenza di questa specie con la sorveglianza delle microalghe potenzialmente tossiche, come Ostreopsis cf. ovata: si tratta di organismi e fenomeni che richiedono valutazioni specifiche.
Quasi 1.600 campionamenti lungo le coste del Lazio
Il quadro relativo a Formia e Sperlonga si inserisce in un’attività di controllo più ampia. Nel corso della stagione balneare 2026, ARPA Lazio ha effettuato complessivamente 1.583 campionamenti per la verifica dei parametri microbiologici, dei quali 25 hanno evidenziato valori non conformi.
Parallelamente, l’Agenzia ha seguito la presenza delle microalghe e gli episodi di alterazione del colore delle acque, pubblicando anche le sintesi mensili dei risultati.
Il bilancio regionale evidenzia tre fasi di allerta per la sorveglianza algale in mare, due a Civitavecchia e una a Sperlonga, oltre a tre fasi di emergenza, registrate a Civitavecchia, Santa Marinella e Formia.
La qualità del mare va valutata con dati puntuali
Le segnalazioni relative a Formia e Sperlonga richiamano l’attenzione sulla complessità dei fenomeni che interessano l’ambiente marino. Una fase di allerta o di emergenza algale non equivale automaticamente a un divieto di balneazione, così come l’assenza di contaminazione batterica non esclude la necessità di adottare precauzioni in presenza di fioriture e schiume anomale.
Per conoscere le condizioni effettive delle singole spiagge occorre fare riferimento ai risultati aggiornati dei controlli e alle eventuali ordinanze delle amministrazioni competenti.
Il messaggio che emerge dai dati è chiaro: il monitoraggio resta uno strumento essenziale per individuare tempestivamente le anomalie, comprendere la natura delle fioriture e garantire un’informazione corretta a cittadini e turisti che frequentano il litorale del Sud Pontino.
Fonte: ARPA Lazio, Balneazione 2026 nel Lazio, i dati di settembre e della stagione; Schiume da fioriture algali su tutto il litorale del Lazio.





