Azzardo e povertà dilagante. Nel Golfo di Gaeta 72 milioni bruciati in un anno – La pratica dell’azzardo torna a far registrare numeri allarmanti nei Comuni ricadenti nell’Arcidiocesi di Gaeta. Un fenomeno che non accenna a diminuire e che continua a rappresentare una significativa fonte di disagio economico e sociale.
A comunicarlo è Carlo Tucciello del Tavolo di Contrasto all’Azzardo, commentando i dati 2024 resi noti dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. L’incidenza media della giocata pro-capite sul reddito 2023 si è attestata al 20,3%: un valore in lieve calo (-1,1% rispetto al 2023), ma praticamente doppio rispetto alla media nazionale, ferma all’11,7%.
I numeri Comune per Comune
A guidare la classifica è Sperlonga con una giocata pro-capite di 5.403 euro annui. Subito dopo si collocano:
- Formia: 5.196 euro
- Minturno: 4.034 euro
- Gaeta: 3.815 euro
- Ponza: 3.713 euro
- Castelforte: 3.348 euro
- Santi Cosma e Damiano: 3.054 euro
- Ventotene: 2.460 euro
- Spigno Saturnia: 2.346 euro
- Itri: 2.233 euro
Si tratta di cifre che fotografano una realtà complessa, dove l’azzardo si inserisce in un contesto economico già fragile.
Come si gioca: fisico e online
Le puntate risultano così distribuite:
Canale fisico:
- 43% alle slot machine
- 20% alle lotterie
- 16% al lotto
- 13% alle scommesse sportive
- 4% alle scommesse virtuali
- 3% al Superenalotto
- restante quota ad altre forme marginali
Canale telematico:
- 84% ai giochi di abilità
- 12% alle scommesse sportive a quota fissa
- 2% al Betting Exchange
- 2% alle scommesse virtuali
Il dato evidenzia una forte presenza delle “macchinette” nei locali pubblici, ma anche una crescita significativa dell’azzardo online, sempre più accessibile tramite smartphone e applicazioni dedicate.
72 milioni di euro bruciati in un anno
Nei Comuni dell’Arcidiocesi di Gaeta la spesa effettiva — cioè la differenza tra giocate e vincite — ammonta a 72 milioni di euro su una popolazione di circa 163mila abitanti.
Questo significa un costo medio aggiuntivo di 443 euro l’anno per ogni residente, superiore alla media italiana di 366 euro. Risorse che, in un territorio già segnato da difficoltà occupazionali e precarietà, vengono sottratte a bisogni essenziali: sanità, alimentazione di qualità, formazione, cultura, sport e tempo libero.
L’impegno della Chiesa e della Caritas
L’Arcidiocesi di Gaeta ha colto già dal 2015 il rischio sociale legato alla diffusione capillare delle “macchinette e biglietti mangiasoldi”, oggi affiancate dalle piattaforme online.
Attraverso la Caritas Diocesana di Gaeta, diretta da don Alfredo Micalusi, è stato avviato un percorso di sensibilizzazione e contrasto, culminato nel Tavolo di contrasto all’azzardo e di cittadinanza. L’obiettivo è chiaro: promuovere la consapevolezza che l’azzardo non è un innocuo passatempo, ma può diventare la premessa di una dipendenza patologica.
Azzardo e povertà: un legame pericoloso
Una considerazione appare inevitabile: la ludopatia si abbina spesso alla povertà. Più una persona vive in condizioni di disagio economico, più tende a cercare nel gioco una possibilità di riscatto.
Una speranza quasi sempre vana, alimentata da rare vincite enfatizzate mediaticamente. Nella maggior parte dei casi, invece, l’azzardo conduce a indebitamento, esposizione all’usura e rischio di infiltrazioni criminali.
Il territorio di Formia, Gaeta e Minturno si trova dunque davanti a una sfida che non è solo economica, ma culturale ed educativa: riconoscere l’azzardo come una pratica rischiosa e promuovere alternative sane di socialità e sviluppo. Solo così si potrà arginare una vera e propria “devastazione sociale” che, silenziosamente, continua a crescere.














