Formia – E’ scontro tra il PD e l’amministrazione Comunale sul tema Formiabili

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Formia – E’ scontro tra il PD e l’amministrazione Comunale sul tema Formiabili – “Siamo ormai abituati al modo con cui il Sindaco Taddeo reagisce a ogni critica: attacchi, accuse e toni sprezzanti verso chi contesta le sue scelte. È un modo di concepire il confronto istituzionale che conosciamo bene. Ma se alla stessa energia che dedica ad attaccare le opposizioni corrispondesse altrettanta capacità amministrativa, probabilmente Formia avrebbe qualche problema in meno. Perché, tolti gli insulti, sulla questione principale il Sindaco continua a non rispondere: perché il Centro Diurno Comunale di Formia prevede rette molto più alte rispetto agli altri centri comunali della provincia?

I numeri sono semplici. A Minturno la retta massima è di 220 euro al mese. A Terracina arriva a 230 euro al mese, con il trasporto compreso, mentre a Formia il trasporto non è automaticamente garantito. A Latina la quota massima è di 250 euro al mese per ISEE superiori a 25.000 euro, mentre sotto i 5.000 euro il servizio è gratuito. Poi c’è Formia.

Noi non abbiamo inventato nessuna cifra. Abbiamo semplicemente applicato la formula contenuta nell’avviso del Comune: con 10.000 euro di ISEE sociosanitario la retta arriva a 400 euro al mese, con 18.000 euro a 720 euro, con 30.000 euro a 1.200 euro al mese. Il problema, quindi, non riguarda soltanto le fasce più alte. Già con 10.000 euro di ISEE sociosanitario, la retta prevista a Formia è nettamente superiore alla tariffa massima degli altri centri comunali della zona. È questo il confronto al quale il Sindaco dovrebbe rispondere, invece di insultare chi pone il problema.

C’è poi un particolare che Taddeo sembra avere dimenticato. Nel dicembre 2024 era proprio lui ad annunciare che al futuro Centro Diurno Comunale le persone con disabilità avrebbero potuto accedere gratuitamente o, al limite, pagando “rette minime”. Non lo diceva il Partito Democratico. Lo diceva Gianluca Taddeo. Oggi ci troviamo davanti a tariffe molto più alte di quelle previste negli altri centri comunali. Evidentemente, nel frattempo, il significato di “retta minima” è cambiato parecchio. Anche sulla storia di questa vicenda sarebbe utile fare un po’ di chiarezza e lasciare da parte la propaganda. Per anni le Amministrazioni comunali di Formia, indipendentemente dal colore politico, hanno sostenuto le realtà del territorio che garantivano assistenza diurna alle persone con disabilità. Taddeo è il primo Sindaco che è riuscito a trasformare una materia tanto delicata in anni di tensioni inutili, proteste, scontri e incertezza per le famiglie.

Noi abbiamo chiesto fin dall’inizio una cosa semplice: realizzare il Centro Diurno Comunale e, fino alla sua effettiva apertura, garantire la continuità dei servizi già esistenti. Non c’era alcuna contraddizione. Era una posizione di buon senso, condivisa in alcuni passaggi perfino all’interno della stessa maggioranza. Siamo sempre stati favorevoli alla nascita del Centro Comunale e abbiamo anche proposto pubblicamente l’ex Casa Giusta come sede. Il problema è stato, e continua a essere, il modo in cui Taddeo ha gestito questa vicenda. E non ci venga oggi presentato come un successo il sistema dei contributi individuali alle famiglie. Un meccanismo costruito così male che una parte rilevante delle risorse stanziate è rimasta inutilizzata e che, nel frattempo, non ha evitato di mettere a rischio la continuità dei servizi.

Tutto questo mentre il Sindaco annunciava che il Centro Diurno Comunale sarebbe stato operativo entro marzo 2025. Siamo ad agosto 2026, più di un anno dopo, e siamo ancora all’avviso pubblico per l’ammissione degli utenti. Anche quest’ultima fase sembra essere stata gestita con il solito metodo. Su rette, criteri di accesso e organizzazione di un servizio rivolto a persone con disabilità grave sarebbe stato naturale, oltre che doveroso, un confronto serio e preventivo in Commissione e soprattutto con le famiglie interessate. Come al solito, nulla di tutto questo.

Un servizio rivolto alle persone con disabilità non diventa realmente pubblico solo perché è comunale. È pubblico se è accessibile, se ha costi sostenibili e se rappresenta un sostegno concreto per le famiglie. Con queste tariffe, FormiAbili rischia di essere comunale solo nel nome. Alle altre provocazioni e illazioni contenute nella risposta del Sindaco non intendiamo dedicare altro tempo. Sono argomenti talmente inconsistenti da non meritare una replica. Non interessano alle famiglie e, soprattutto, non cambiano di un euro le rette previste dall’avviso. Taddeo utilizzi piuttosto il suo tempo per occuparsi meglio delle persone con disabilità, delle fragilità e dei servizi sociali.

Perché questa vicenda dimostra ancora una volta quanto poco spazio abbiano le politiche sociali e le fragilità nelle priorità di questa Amministrazione.” Lo comunica il Partito Democratico Formia

Di seguito il comunicato stampa precedente diramato dal Comune di Formia:

Sulla vicenda del Centro comunale per assistenza ai disabili è necessario ricordare con esattezza le
cose al Partito Democratico che nel suo articolo mostra una certa confusione. Essendosi avventurati
nella critica del bando per la frequenza del centro disabili comunale, nella loro scellerata
strumentalizzazione politica e completa infondatezza, ora è doveroso dare la giusta informazione
per ristabilire verità e correttezza.
Gli esponenti del Partito Democratico – ora che finalmente Formia grazie a questa Amministrazione
può vantare il 1° Centro Comunale di assistenza ai disabili (denominato Formiabili) – dichiarano di
essere sempre stati favorevoli a questa soluzione. Dimenticano però che vari atti di commissione
consiliari, innumerevoli articoli di stampa e manifestazioni sotto la sede Comunale dicano l’esatto
contrario. Ma siamo abituati ad una opposizione consiliare che proprio non riesce a dire la verità.
La verità che risulta è che l’opposizione consiliare dal primo momento ha fortemente osteggiato
l’idea di questa Amministrazione di avviare un Centro Comunale di assistenza. L’opposizione
portava avanti, invece, una politica a favore della prassi consolidata di erogare contributi economici,
senza controllo alcuno, a due operatori economici della Città. Cercando di mascherare questo
interesse dietro una inesistente preoccupazione per l’interruzione del servizio.
Preoccupazione inesistente perché dal 2024 ad oggi nessuna famiglia con persone disabili è stata
privata di assistenza e nessuno è stato lasciato solo, dal momento che il Comune in questi due anni
ha erogato contributi direttamente agli utenti, secondo procedure trasparenti e soprattutto dando la
possibilità agli utenti di poter scegliere l’operatore economico di cui avvalersi per l’assistenza.
Bisogna sempre lasciare la libertà di scelta alle famiglie che devono occuparsi dei propri parenti con
disabilità.


Oggi il gruppo del Partito Democratico, nel tentativo estremo di demonizzare la nostra scelta
politica seria e responsabile, cerca finanche di creare strumentalizzazioni sugli importi delle rette
“sparando” cifre folli e completamente inattendibili. E questo è l’aspetto sul quale vogliamo
richiamare l’attenzione per evitare ansie ingiustificate nelle famiglie. L’avviso pubblico, nella parte
relativa alle rette, è strutturato sul criterio legale dell’ISEE socio sanitario, sistema individuato dal
legislatore per avvantaggiare massimamente le persone assistite perché relativi alla sola posizione
individuale dell’assistito. Possiamo rassicurare che dalle proiezioni effettuate dall’ufficio comunale
dei servizi sociali, allo stato degli atti e considerando le posizioni delle persone disabili finora
assistite, la retta massima si aggirerà nell’ordine dei 350 euro mensili, quindi non vi è nulla da
correggere.
È ovvio che ipoteticamente, a fronte di eventuali redditi oltre i 30mila euro l’anno e con elevati
redditi patrimoniali, l’importo della retta salirebbe leggermente, ma questo corrisponde ad un
principio di equità sociale e di eguaglianza sostanziale a cui nessuna amministrazione pubblica può

sottrarsi. Inoltre, trattandosi di servizio a domanda individuale non è consentito giuridicamente non
prevedere una quota di contribuzione a carico degli utenti.
Questi sono principi e regole di diritto alla cui osservanza forse il Partito Democratico non è
avvezzo. In ogni caso si vuole tranquillizzare che con le famiglie c’è un confronto quotidiano per
affrontare eventuali problematiche insieme.
È bene che il PD e l’opposizione consiliare inizino a raccontare la verità, a non usare troppo la
tastiera e ad impiegare invece le loro energie per lavorare per il bene della nostra Città. Che di
tempo ne hanno già perso veramente tanto nei 25 anni in cui hanno amministrato questa bellissima
Città.