Formia nell’Autorità di Sistema Portuale: Di Rocco rilancia l’appello, “Ora o mai più” – «Ora o mai più». Con queste parole Antonio Di Rocco, capogruppo della Lega al Comune di Formia, vicepresidente di Anci Lazio e delegato alle politiche del mare, rilancia con forza la richiesta affinché l’amministrazione comunale valuti concretamente l’ingresso di Formia nell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro-Settentrionale, che sovrintende ai principali scali del Lazio: Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta.
Un passaggio che, secondo Di Rocco, deve avvenire dopo un confronto preliminare «sereno e costruttivo» in Consiglio comunale, ma che non può più essere rinviato, soprattutto alla luce delle recenti dichiarazioni del nuovo presidente dell’AdSP, Raffaele Latrofa, nominato dal ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini. Latrofa ha infatti accolto con favore la possibilità di istituire una zona franca doganale nei territori delle province di Latina e Frosinone, definendola un’iniziativa strategica per il rafforzamento della competitività economica e logistica del Lazio meridionale.
Nel suo intervento, Latrofa ha sottolineato come la zona franca possa diventare un’opportunità concreta per costruire un sistema integrato tra porto, retroporto e tessuto produttivo, valorizzando in particolare il ruolo del porto di Gaeta, infrastruttura strategica del sistema portuale del Mar Tirreno Centro-Settentrionale.
Per la Lega di Formia, la proposta avanzata nei giorni scorsi dal presidente Latrofa — alla presenza, tra gli altri, del presidente della Regione Lazio Francesco Rocca — rappresenta un’occasione «unica e imperdibile». A condizione, però, che l’attuale maggioranza di Forza Italia e Fratelli d’Italia alla guida del Comune superi le proprie esitazioni e aderisca all’Autorità di Sistema Portuale, consentendo così di mettere in rete il porto “Salvo D’Acquisto” di Gaeta e il Molo Vespucci di Formia come un unico hub, con due vocazioni distinte: commerciale per Gaeta, turistico-crocieristica per Formia.
Di Rocco ribadisce che l’ingresso nell’AdSP è fondamentale anche perché la zona franca doganale potrebbe diventare uno strumento decisivo per attrarre investimenti, sostenere le imprese e rafforzare le filiere produttive e logistiche del territorio. In questo scenario, sia il porto di Gaeta sia quello di Formia — «ricordiamo che il Molo Vespucci è di proprietà della Regione Lazio», precisa — potrebbero svolgere un ruolo chiave come porta marittima verso i mercati, integrandosi con il sistema industriale e logistico delle province di Latina, Frosinone, Caserta e della parte meridionale del Molise.
«La vera sfida — ha evidenziato Latrofa — è costruire una visione unitaria in cui infrastrutture portuali, piattaforme logistiche, aree produttive e strumenti doganali dialoghino tra loro. Solo così la zona franca potrà diventare un moltiplicatore di sviluppo, occupazione e competitività, e non un’iniziativa isolata». Il presidente dell’AdSP ha inoltre garantito la piena disponibilità dell’Autorità a collaborare con istituzioni locali, regionali e mondo imprenditoriale per accompagnare l’attuazione del progetto.
Secondo Di Rocco, l’ingresso di Formia nell’AdSP di Civitavecchia richiede un fronte politico compatto, ma le condizioni ci sono tutte. Le banchine del Molo Vespucci sono pronte da tempo, così come la delocalizzazione della stazione marittima per il traffico passeggeri verso Ponza e Ventotene, e anche verso Ischia e Capri. Inoltre, grazie ai finanziamenti europei “Plus”, il porto è già predisposto per ospitare piccole navi da crociera.
“Non esiste alcuna incompatibilità con la vocazione commerciale del porto di Gaeta”
«Non esiste alcuna incompatibilità con la vocazione commerciale del porto di Gaeta — sottolinea Di Rocco —. Al contrario, i due scali, ormai quasi ultimati, possono e devono coesistere all’interno di una politica comprensoriale capace di dare risposte a un territorio di oltre 100mila abitanti». L’adesione di Formia all’AdSP, aggiunge, è “facilmente raggiungibile” anche sul piano procedurale e normativo.
Formia e Gaeta, però, devono farsi trovare pronte a costruire un vero “unicum” portuale, che potrebbe diventare il più significativo tra Roma e Napoli e contrastare la progressiva migrazione di aziende del settore marittimo dal Sud Pontino verso gli scali di Napoli e Salerno.
Nel rilanciare la proposta, Di Rocco richiama anche le parole del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla programmazione economica, Alessandro Morelli, secondo cui «i network portuali non sono più recinti da preservare». Un principio già applicato in Sardegna e Sicilia, dove alcuni scali minori sono entrati a far parte delle rispettive Autorità di Sistema Portuale, in linea con i criteri previsti dal decreto legislativo 169/2016. A sostegno dell’iniziativa è intervenuto anche l’assessore regionale alla Protezione civile, Pasquale Cicciarelli, che ha assicurato come la Regione Lazio «dirà la sua» nel comitato di gestione dell’AdSP.
Infine, Di Rocco invita a evitare contrapposizioni tra Formia e Gaeta: «Nessuna guerra di religione. L’ingresso di Formia nell’Autorità di Sistema Portuale non è contro Gaeta, ma a favore di uno sviluppo armonico di un territorio che è un unicum. Gaeta ha già ottenuto vantaggi significativi dall’adesione all’AdSP. Perché Formia non dovrebbe perseguire lo stesso obiettivo? Basta volerlo».














