Dal 1950 a oggi, il Comitato Festeggiamenti Santa Maria La Noce ha rappresentato un esempio autentico di volontariato e amore per la memoria collettiva. Un impegno portato avanti nel tempo con sacrificio e dedizione, volto alla cura della collina e della chiesetta di Santa Maria La Noce, luogo simbolo di fede, storia e dolore per l’intera comunità formiana.
La manutenzione dello spazio antistante la chiesa e i lavori di ristrutturazione sono sempre stati realizzati grazie all’opera volontaria di cittadini che hanno sentito il dovere morale di mantenere vivo il ricordo della tragedia bellica che colpì duramente la zona. Durante la Seconda guerra mondiale, infatti, numerosi concittadini trovarono rifugio proprio tra le rocce vulcaniche della collina nel tentativo di sfuggire ai bombardamenti alleati. Quel rifugio si trasformò però in una trappola mortale: intere famiglie persero la vita.
A pochi anni da quei tragici eventi, i volontari eressero un monumento in memoria delle vittime, raggiungendo la collina attraverso un sentiero ripido e impervio, quando ancora non esisteva una strada carrabile. Un’opera semplice solo in apparenza, ma carica di significato e sacrificio. Da allora, ogni Lunedì in Albis, le autorità locali e la Parrocchia rendono omaggio alle vittime con la deposizione di una corona d’alloro.
La collina di Santa Maria La Noce, oltre alla sua bellezza e al valore simbolico, ha la peculiarità di trovarsi a pochi minuti dal centro abitato ed è da sempre meta di un sentito pellegrinaggio popolare nel giorno di Pasquetta. Negli ultimi anni, grazie all’impegno dei componenti del Comitato Festeggiamenti Sant’Erasmo e di Mauro Ciccolella, ultimo rappresentante ancora in vita del vecchio comitato, la chiesetta ha beneficiato di una significativa riqualificazione. Un lavoro che merita riconoscenza e rispetto.
Diversa, purtroppo, è la condizione del monumento e dell’area circostante. Dopo l’alluvione del 2022, che ha distrutto l’area monumentale e i bagni pubblici, nulla è stato fatto. Negli anni successivi – 2023, 2024 e 2025 – l’intero sito è rimasto in uno stato di abbandono totale, privando i cittadini di un luogo della memoria e di servizi essenziali.
Secondo l’Associazione culturale La Magica, le istituzioni locali sembrano ricordarsi di questo “gioiello formiano” solo in occasione delle celebrazioni ufficiali del Lunedì in Albis, quando la presenza della fascia tricolore non è accompagnata da interventi concreti e duraturi.
Da qui nasce un appello forte e pubblico rivolto all’Arcivescovo di Gaeta, S.E. Mons. Luigi Vari, e al parroco di Sant’Erasmo, don Alfredo Micalusi. Il presidente dell’associazione, Augusto Ciccolella, chiede un gesto simbolico ma deciso: la sospensione della processione e/o della celebrazione della Messa a Santa Maria La Noce nel Lunedì in Albis del 2026, come forma di protesta civile per denunciare l’abbandono di un luogo sacro, storico e profondamente identitario. La Messa, eventualmente, potrebbe essere celebrata presso la chiesa di Sant’Erasmo.
«Non sono un praticante – afferma Ciccolella – ma mi occupo a tempo pieno di volontariato. La storia di questa collina è la storia di tante famiglie formiane che oggi soffrono nel vedere tutto questo degrado. I miei appelli alle istituzioni sono rimasti inascoltati».
L’auspicio è che un’azione forte possa finalmente smuovere le coscienze e riportare l’attenzione su Santa Maria La Noce, affinché non venga cancellata dall’indifferenza ciò che rappresenta un patrimonio di memoria, fede e identità collettiva.














