Gianola e Santo Janni rappresentano oggi due quartieri di Formia che negli ultimi anni sono stati interessati da diversi interventi e che, soprattutto durante la stagione estiva, assumono un ruolo sempre più importante nella vita turistica della città. Molto è stato fatto, ma molto resta ancora da fare. È questa la fotografia che emerge osservando due realtà in continua trasformazione, dove alla crescita delle strutture ricettive e alla maggiore attrattività del territorio si contrappongono alcune criticità che, soprattutto nei mesi di maggiore afflusso, diventano difficili da ignorare.
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Dal lungomare al piazzale Guerriero: una zona che è cambiata - Tra gli interventi più significativi c'è la realizzazione di una pista ciclabile sul lungomare, seppur ancora parziale. Un'opera che ha modificato la mobilità della zona e che ha introdotto una nuova modalità di fruizione dello spazio pubblico. La pista ciclabile, tuttavia, ha avuto anche una conseguenza evidente: la riduzione di diversi posti auto in un'area che già soffriva di una cronica carenza di parcheggi. A questo si aggiunge la riqualificazione del piazzale Guerriero e la sistemazione del parcheggio. Interventi che hanno migliorato l'aspetto e la funzionalità degli spazi, ma che non hanno risolto definitivamente il problema della disponibilità di posti auto. Ed è proprio la sosta uno dei temi sui quali occorre concentrarsi maggiormente.


Più strutture ricettive, ma dove parcheggiare? - Gianola e Santo Janni hanno visto negli ultimi anni la nascita e lo sviluppo di numerose strutture ricettive. Un segnale positivo per l'economia locale e per la capacità turistica del territorio, ma che inevitabilmente pone una domanda: dove parcheggiano tutte queste persone? La crescita dell'offerta turistica deve necessariamente essere accompagnata da una pianificazione della mobilità adeguata. Non è sufficiente aumentare i posti letto o rendere più attrattiva una zona se poi, nei periodi di maggiore affluenza, residenti e visitatori sono costretti a cercare a lungo un posto auto, con il rischio di ricorrere alla sosta irregolare o di congestionare ulteriormente la viabilità.
Una possibile soluzione potrebbe essere quella di individuare e autorizzare aree private o terreni idonei da destinare temporaneamente o stabilmente a parcheggio, soprattutto durante la stagione estiva. Ma il parcheggio, da solo, potrebbe non bastare. Sarebbe interessante valutare anche un sistema di collegamento con il mare: parcheggi periferici o decentrati collegati alla costa attraverso un trenino turistico o un servizio navetta. Una soluzione che consentirebbe di lasciare l'auto in un'area organizzata e raggiungere il lungomare senza aggiungere ulteriore traffico alle strade dei quartieri.
Parco De Curtis, una buona intuizione diventata appuntamento fisso
Un altro punto importante è rappresentato dal Parco Antonio De Curtis, che negli ultimi anni ha assunto una nuova centralità anche grazie alla nascita del Formia Kids Festival. L'evento è ormai diventato un appuntamento consolidato e particolarmente atteso dai più piccoli e dalle famiglie. Un'iniziativa che ha contribuito a valorizzare il parco e a trasformarlo in uno spazio di aggregazione e socialità. Anche in questo caso, però, insieme alle opportunità emergono alcune criticità infrastrutturali che meritano attenzione.
Il nuovo parcheggio apre una possibilità, ma manca ancora sicurezza
La sistemazione del parcheggio del Parco De Curtis ha prodotto un miglioramento concreto: oggi è possibile accedere al parco direttamente dal parcheggio. Il problema, però, è che l'ingresso del parco lato strada resta aperto e l'uscita non è adeguatamente protetta dal punto di vista pedonale. È qui che si concentra una delle criticità più importanti dell'intera zona. Una persona che lascia il parco, una mamma con una carrozzina, un bambino o un anziano, si trova direttamente in strada senza un vero e proprio percorso pedonale protetto. A rendere la situazione ancora più delicata contribuisce la presenza, in alcuni momenti, della sosta selvaggia, che può restringere ulteriormente lo spazio disponibile e ostacolare il passaggio.
Il rischio è evidente: pedoni costretti a muoversi sulla carreggiata e automobilisti che devono prestare attenzione a persone che sbucano dall'area di parcheggio. A tutto questo si aggiunge un altro elemento: la strada mantiene il doppio senso di marcia fino al parcheggio, aumentando ulteriormente la complessità della situazione in presenza di traffico, auto in sosta e pedoni.


Quello dell'accesso al Parco De Curtis non è dunque un dettaglio secondario. È un punto che meriterebbe un intervento specifico di messa in sicurezza, soprattutto considerando la vocazione familiare dell'area e la presenza frequente di bambini. Servirebbe un percorso pedonale chiaramente individuato e protetto, capace di accompagnare chi esce dal parco verso il lungomare e verso le altre aree della zona senza costringerlo a immettersi direttamente sulla carreggiata. Parallelamente, occorre affrontare il problema della sosta irregolare e valutare attentamente la gestione della viabilità in prossimità del parcheggio.
Molti passi avanti, ma la strada è ancora lunga
Gianola e Santo Janni non sono quartieri dimenticati. Al contrario, negli anni sono stati oggetto di interventi che hanno modificato positivamente diversi spazi: la pista ciclabile, il nuovo piazzale Guerriero, la sistemazione del parcheggio, la valorizzazione del Parco De Curtis e il consolidamento di iniziative come il Formia Kids Festival raccontano una trasformazione in corso. Ma proprio perché questi territori sono cresciuti, oggi è necessario compiere un ulteriore salto di qualità.
La sfida non è soltanto realizzare nuove opere, ma mettere in rete quelle già esistenti, organizzando mobilità, parcheggi, percorsi pedonali e servizi in maniera coerente con una zona che durante l'estate moltiplica le proprie presenze.

Da anni monitoriamo la situazione e non possiamo negare che siano stati compiuti molti passi in avanti. Ma la strada è ancora lunga
Il prossimo passo dovrà essere quello di affrontare concretamente i nodi ancora irrisolti: più parcheggi, una mobilità estiva organizzata, meno sosta selvaggia e soprattutto maggiore sicurezza per pedoni, bambini e famiglie all'ingresso e all'uscita del Parco De Curtis. Perché la riqualificazione di un quartiere non si misura soltanto dalle opere realizzate, ma anche dalla capacità di rendere quegli spazi sicuri, accessibili e realmente fruibili da tutti.





