Una giornata dedicata all’arte, alla cultura e al valore della ricerca artistica. Gaeta ha reso omaggio a Franco Marrocco, pittore, docente e direttore dell’Accademia di Belle Arti di Brera, conferendogli il Premio “Una vita per l’Arte” XXIII edizione e inaugurando, nel pomeriggio, la sua mostra personale L’eco del bosco presso la Pinacoteca comunale “Antonio Sapone”.

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La cerimonia del Premio si è svolta nell’aula consiliare del Comune di Gaeta. Istituito nel 2004 dall’Amministrazione comunale in collaborazione con l’Associazione culturale Novecento, il riconoscimento viene assegnato annualmente a personalità che hanno dedicato la propria vita alla promozione e alla diffusione dell’arte e della cultura, distinguendosi non soltanto per i risultati raggiunti e il rigore della ricerca, ma anche per le qualità umane, la statura morale e la capacità di trasmettere il proprio sapere alle nuove generazioni.

Un profilo nel quale si riconosce pienamente la figura di Franco Marrocco, artista che ha saputo coniugare una personale e coerente ricerca espressiva con un lungo percorso di formazione e insegnamento, contribuendo alla crescita culturale e artistica di intere generazioni.

«Conferire a Franco Marrocco il Premio “Una vita per l’Arte” significa rendere omaggio a un percorso in cui talento, rigore e sensibilità si intrecciano con una profonda dedizione alla cultura. La sua esperienza testimonia come l’arte non sia soltanto espressione individuale, ma anche responsabilità, condivisione e capacità di aprire nuove prospettive, soprattutto per i giovani. Alla sua autorevolezza artistica si accompagna, inoltre, un legame autentico con la propria terra, che continua a rappresentare una fonte di ispirazione e un luogo in cui investire energie e progettualità culturali. È proprio questa sintesi tra qualità della ricerca, impegno formativo e attenzione alle radici a rendere Franco Marrocco una figura particolarmente significativa per il nostro Premio e per la comunità di Gaeta», ha dichiarato il sindaco Cristian Leccese.

Il riconoscimento intende valorizzare, infatti, personalità capaci di lasciare un segno duraturo attraverso il proprio lavoro, trasformando l’esperienza artistica in un patrimonio condiviso e in un riferimento per chi si avvicina al mondo della cultura. Nel suo intervento, Marrocco ha espresso apprezzamento e gratitudine per il prestigioso riconoscimento ricevuto.

A ripercorrere le tappe salienti della sua esperienza artistica e umana sono intervenuti, nel corso della cerimonia, Giorgio Agnisola e Marcello Carlino, autorevoli voci della critica italiana, che hanno contribuito a delineare la complessità di una ricerca sviluppata nel tempo attraverso linguaggi, sperimentazioni e confronti internazionali. Moderatore Roberto D’ Angelis.

Originario di Rocca d’Evandro, in provincia di Caserta, Franco Marrocco si è formato tra Cassino e Frosinone, affiancando all’attività pittorica un’intensa carriera accademica. Dopo aver insegnato in importanti istituzioni artistiche italiane, nel 2012 è diventato direttore dell’Accademia di Belle Arti di Brera, a Milano, uno dei più prestigiosi istituti di formazione artistica del Paese.

Il suo percorso espositivo ha preso avvio con la prima mostra personale a Cassino, nel 1978, seguita dal Premio Mazzacurati nel 1979. Da allora, la sua ricerca ha trovato spazio in contesti di rilievo nazionale e internazionale, dalla Biennale di Venezia alla Quadriennale di Roma, fino al Premio Michetti. Le sue mostre personali lo hanno condotto in numerose città del mondo, tra cui Parigi, Stoccolma, Bruxelles, Strasburgo, Vienna, Istanbul, Pechino, Cochabamba, in Bolivia, e Los Angeles, consolidando una presenza significativa nel panorama dell’arte contemporanea.

Alla dimensione internazionale si accompagna, tuttavia, un legame mai interrotto con la terra d’origine. Pur vivendo a Seregno, in Lombardia, Marrocco continua a guardare al territorio in cui è nato come a uno spazio di appartenenza e di progettualità. Ne è testimonianza il progetto di trasformazione del Castello di Rocca d’Evandro in un polo culturale, destinato ad accogliere una collezione permanente e importanti mostre temporanee. Un’iniziativa che restituisce alla comunità un luogo di memoria e identità, aprendolo al dialogo con l’arte contemporanea.

La giornata gaetana è proseguita nel pomeriggio alla Pinacoteca comunale “Antonio Sapone”, in via De Lieto 2, con l’inaugurazione di L’eco del bosco, mostra personale dedicata ai disegni e alle opere di piccolo formato dell’artista.

L’esposizione offre al pubblico l’occasione di avvicinarsi a una dimensione più intima della ricerca di Marrocco, attraverso opere in cui il segno, la materia e le suggestioni della natura diventano strumenti di indagine e di evocazione. Un percorso raccolto e poetico, nel quale l’eco del paesaggio si trasforma in esperienza interiore e la pratica artistica si rivela come ascolto, memoria e continua esplorazione.

Con il conferimento del Premio “Una vita per l’Arte” e l’apertura della mostra, Gaeta rinnova così il proprio impegno nella valorizzazione dei protagonisti della cultura contemporanea, riconoscendo nell’opera di Franco Marrocco un esempio di ricerca, trasmissione del sapere e dialogo fecondo tra arte, territorio e comunità.