Gaeta, Città della Cultura del mare

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Gaeta ha ufficialmente presentato la propria candidatura a Capitale
Italiana del Mare 2026 con un progetto intitolato “Gaeta, Città della Cultura del mare.
Blu: oltre l’Orizzonte, nelle radici dell’Essere” che supera la dimensione locale e si
propone come iniziativa di interesse nazionale, capace di mettere il mare al centro delle
politiche culturali, educative, sociali ed economiche del Paese.
La candidatura può contare su un partenariato di straordinaria ampiezza, che
coinvolge la Regione Lazio, con il Presidente Francesco Rocca, insieme all’Assessore al
Bilancio Gianluca Righini e al Consigliere regionale Cosmo Mitrano, le 2 Province di
Latina e Caserta, le 2 Aree Metropolitane di Roma e Napoli, 22 Comuni costieri, la
Camera di Commercio Frosinone Latina con il Presidente Giovanni Acampora,
l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro-Settentrionale, l’Università
degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale e oltre 80 partner tra enti pubblici,
istituti scolastici, fondazioni, associazioni e imprese. Tra queste, le eccellenze formative
dell’Istituto Nautico “Caboto” – tra i più antichi d’Italia e dell’ITS Academy “Caboto” e il
sistema industriale della logistica e dei trasporti del Lazio.


Una rete che rappresenta circa 400 chilometri di costa tirrenica, dalla Campania
settentrionale ai confini con la Toscana (Tarquinia, Civitavecchia, Fiumicino, Latina, S.
Felice Circeo, Sabaudia, Fondi, Itri, Formia, Minturno, Mondragone, Castelvolturno,
Cellole, Sessa Aurunca, Bacoli, Giugliano in Campania, Monte di Procida, Pozzuoli,
nonché le Isole di Ponza e Procida) e si allunga fino alla Sicilia con la città di Catania, che
riconosce in Gaeta il baricentro simbolico e operativo di una macroarea storicamente e
funzionalmente unita dal mare.
La città è stata, infatti, protagonista di alcuni dei momenti più significativi della storia
marittima e culturale dell’Italia, dell’Europa e del Mediterraneo, dal mito greco di Ulisse a
Cicerone, dalla Battaglia di Lepanto alle esplorazioni di Giovanni Caboto, dall’Unità d’Italia,
alla nascita della Marina Militare Italiana.
“Gaeta incarna in modo esemplare il rapporto storico, culturale ed economico con il mare,
unendo vocazione portuale, tutela ambientale, sviluppo sostenibile ed economia blu,
elementi che la rendono idonea a rappresentare un modello nazionale.” – è quanto hanno
dichiarato il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, e l’assessore al Bilancio,
alla Programmazione economica e all’Agricoltura, Giancarlo Righini in una nota
congiunta.
Il dossier di candidatura si fonda su un programma strutturato: 
 42 eventi previsti nell’anno della Capitale
 16 opere pubbliche permanenti,
 un volume di investimenti stimato tra 45 e 50 milioni di euro, 

 9 progetti territoriali condivisi e un modello di governance multilivello che
integra istituzioni, formazione, ricerca, imprese e comunità locali.
Un impianto progettuale pienamente coerente con gli obiettivi del bando nazionale
promosso dal Ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare, con il Piano del
Mare e con le strategie europee sulla Blue Economy.
Il cuore concettuale della candidatura è racchiuso nel motto: “Oltre l’orizzonte, nelle
radici dell’Essere”, una visione che interpreta il mare non solo come infrastruttura
economica, ma come elemento fondativo dell’identità nazionale e come spazio di
rigenerazione culturale, sociale e umana.
Elemento distintivo è, infatti, l’elaborazione del “paradigma blu”, che amplia il concetto di
sostenibilità oltre la dimensione ambientale, integrando quella umana, sociale e culturale.
Se il “green” ha insegnato a proteggere l’ambiente, il “blu” propone politiche e progetti
capaci di rimettere al centro le persone, il benessere psico-fisico, la qualità della vita e il
rapporto profondo tra comunità e mare.


Il progetto si articola attorno a tre pilastri strutturali.
Il primo è il Centro Permanente di Educazione al Mare, che costruisce una filiera
formativa continua dall’infanzia all’università e alla formazione professionalizzante,
collegando scuola, ITS, atenei e mondo del lavoro e facendo dell’Ocean Literacy uno
strumento strategico per orientare competenze e carriere dell’economia del mare.
Il secondo è il Museo Diffuso del Mare, un sistema integrato di luoghi fisici e digitali che
trasforma il patrimonio urbano e costiero in spazio vivo di divulgazione, ricerca e
innovazione, anche attraverso l’impiego di tecnologie avanzate come digital twin,
osservatori mare–spazio e piattaforme immersive.
Il terzo pilastro è la Piattaforma del Mare come terapia, che riconosce il valore degli
ambienti “blu” per il benessere psico-fisico, la coesione sociale e la rigenerazione umana,
integrando evidenze scientifiche, percorsi esperienziali e politiche territoriali.


“Gaeta è pronta a guidare un modello nazionale in cui il mare torna a essere un motore di
crescita sostenibile, conoscenza e benessere per le persone” – ha dichiarato il Sindaco di
Gaeta, Cristian Leccese. “Con questa candidatura, la città non ha semplicemente
partecipato a un bando, ma ha avviato un percorso strategico di lungo periodo, fondato su
unità territoriale, innovazione progettuale e centralità della cultura e dell’economia del
mare come asset per l’Italia.”
Gaeta nel 2026 celebrerà due centenari molto importanti: i 100 anni della gloriosa Scuola
Nautica della Guardia di Finanza e i 100 anni dalla fondazione del Pontificio Istituto delle
Missioni Estere, custodi del famosissimo Santuario della Montagna Spaccata, unico
esempio al mondo assieme a Gerusalemme – dove la tradizione del Vangelo secondo cui
“…la terra trema e le rocce si spaccano…” si materializza in un suggestivo incontro tra
Mare e Natura.