La città di Gaeta si affaccia su uno scenario internazionale di grande
prestigio partecipando a Escale à Sète 2026, in programma dal 31
marzo al 6 aprile nel porto della suggestiva Sète. Guidata dal sindaco
Cristian Leccese, la delegazione gaetana si inserisce in un contesto
che, negli ultimi quindici anni, si è imposto come uno dei più autorevoli
hub internazionali dedicati al patrimonio marittimo, capace di riunire
oltre 120 imbarcazioni storiche e contemporanee e di attrarre centinaia
di migliaia di visitatori.
Una presenza, quella di Gaeta, che va ben oltre la semplice
partecipazione istituzionale e che si configura come un’operazione
articolata di promozione territoriale, culturale e identitaria. Accanto al
primo cittadino, infatti, figurano il presidente della Pro Loco Angelo
Magliozzi, l’artista Lina Senese e il ricercatore storico Cosmo Di Russo,
che hanno coordinato ogni aspetto della partecipazione, insieme al
mastro tiellaro Carlo Avallone, allo chef Davide Orlando e a una
rappresentanza di giovani provenienti dall’ITS Academy Caboto, una
ragazza dell’IPSEOA Celletti, affiancati da giovani volontari gaetani. Un
gruppo eterogeneo che restituisce, in maniera concreta, la
stratificazione di competenze e tradizioni che caratterizza il territorio
gaetano.
Il sindaco Leccese ha sottolineato il valore strategico dell’iniziativa,
evidenziando come “la partecipazione di Gaeta a Escale à Sète
rappresenti un’opportunità internazionale di assoluto rilievo. Portiamo
con noi non solo la nostra storia marinara, ma un sistema territoriale
integrato fatto di cultura, formazione ed eccellenze enogastronomiche.
È un momento di grande orgoglio per l’intera comunità”. Parole che
trovano riscontro nella qualità e nella complessità dell’evento, nato nel
2010 come semplice raduno di imbarcazioni e oggi divenuto un
riferimento globale per la valorizzazione delle tradizioni del mare.
Nel porto di Sète, considerato il secondo scalo peschereccio del
Mediterraneo dopo Marsiglia, si incontrano velieri leggendari, navi
scuola e imbarcazioni da lavoro, affiancate da un ricco programma
culturale che nel 2026 pone al centro anche i canti di mare,
recentemente riconosciuti come patrimonio culturale immateriale. In
questo scenario, la presenza italiana assume un significato particolare,
essendo il nostro Paese ospite d’onore della manifestazione con ben
sette delegazioni regionali e unità simboliche della tradizione navale.
Non meno importante è la dimensione storica e antropologica che lega
Gaeta a Sète. Tra XIX e XX secolo, numerosi gaetani emigrarono verso
questa cittadina francese attratti dalle opportunità offerte dalla pesca e
dalla sua posizione strategica nel Mediterraneo. Ancora oggi,
soprattutto nel Quartiere Alto, si respira un’identità profondamente
influenzata dalle radici italiane, con tradizioni culinarie e sociali che
richiamano in modo evidente il Sud Italia. In questo contesto, la
gastronomia diventa uno strumento privilegiato di narrazione culturale:
dalla tiella di polpo alle preparazioni ittiche locali, ogni piatto racconta
una storia di migrazioni, contaminazioni e appartenenze.
“Il nostro obiettivo è proprio quello di raccontare Gaeta nella sua
autenticità”, ha dichiarato il presidente della Pro Loco Angelo Magliozzi,
“offrendo ai visitatori un’esperienza immersiva che unisca sapori,
tradizioni e memoria. Eventi come questo permettono di costruire ponti
culturali duraturi e di rafforzare il senso di identità condivisa”. Un
impegno che si traduce concretamente nello stand gaetano, punto
nevralgico della presenza cittadina, pensato per intercettare l’attenzione
delle migliaia di visitatori attesi.
A sottolineare ulteriormente il valore simbolico della partecipazione è il
contributo del ricercatore Cosmo Di Russo, che ha evidenziato come “la
presenza gaetana a Sète rappresenti anche un ritorno alle origini. Non
si tratta solo di promozione territoriale, ma di un’operazione di recupero
della memoria storica: qui vivono ancora le tracce dell’emigrazione
gaetana e del legame profondo tra le due comunità. Abbiamo lavorato
per valorizzare ogni dettaglio affinché questa storia potesse essere
raccontata con rigore e dignità”.
In questo intreccio di storia, cultura e identità, la partecipazione di
Gaeta a Escale à Sète 2026 si configura dunque come un esempio
virtuoso di diplomazia culturale territoriale, capace di coniugare
tradizione e contemporaneità in una vetrina internazionale di
straordinaria rilevanza.














