Quasi 1,8 chilogrammi di sostanze stupefacenti sequestrati e un uomo di 36 anni arrestato con l’ipotesi di detenzione ai fini di spaccio. È il bilancio dell’operazione condotta dagli agenti del Commissariato di Polizia di Stato di Gaeta nell’ambito dei servizi di contrasto allo spaccio di droga sul territorio. L’intervento è scattato al termine di un’attività di osservazione mirata, avviata nella serata del 7 ottobre e proseguita fino alla mattina successiva, nei pressi di un terreno incolto nel territorio comunale.

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Secondo quanto ricostruito dalla Polizia, gli agenti avrebbero osservato il trentaseienne mentre raggiungeva un rudere e prelevava da uno zaino, nascosto tra materiali in disuso, un involucro che avrebbe poi occultato sotto il giubbotto. A quel punto i poliziotti sono intervenuti, bloccando l’uomo e recuperando la sostanza.

Nel corso dell’operazione sono stati sequestrati 13 panetti di hashish, per un peso complessivo di circa 1,3 chilogrammi, un involucro contenente cocaina, del peso lordo di 289 grammi, e un altro con marijuana, per un peso lordo di 209 grammi. Gli agenti hanno inoltre rinvenuto materiale per il confezionamento, forbici e un coltello con tracce di hashish. Le sostanze sono risultate positive ai test preliminari effettuati dagli operatori.

Dopo gli accertamenti, l’uomo è stato arrestato e accompagnato presso la propria abitazione in regime di arresti domiciliari, in attesa dell’udienza di convalida, su disposizione del magistrato di turno della Procura della Repubblica di Cassino.

L’udienza di convalida

Il trentaseienne è comparso venerdì scorso davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Cassino, dottor Marcopido, assistito dall’avvocato Matteo Macari. Il giudice ha convalidato l’arresto e disposto nei suoi confronti la misura cautelare degli arresti domiciliari a Gaeta, accogliendo la richiesta della difesa. L’operazione rientra nell’ambito delle attività di prevenzione e contrasto alla diffusione delle sostanze stupefacenti portate avanti dalla Polizia di Stato attraverso servizi mirati e controlli sul territorio.

Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. L’indagato è da considerarsi non colpevole fino a eventuale condanna definitiva, nel rispetto del principio della presunzione di innocenza.