Il “No” che attraversa le generazioni: Vasco Rossi e l’omaggio a Cosmo Coccoluto, testimone della dignità e della memoria

0
1

C’è un filo invisibile, intessuto di dignità, dolore e memoria, che unisce Zocca a Gaeta. A tenderlo è Vasco Rossi, che in occasione del Giorno della Memoria ha condiviso un video dal valore profondo: la testimonianza di Cosmo Coccoluto, soldato di Gaeta deportato nei campi di concentramento nazisti.Non si tratta di un semplice post commemorativo, ma di un gesto radicato nella storia personale del “Blasco”. Vasco, infatti, porta il nome di un compagno di prigionia che salvò la vita a Giovanni Carlo Rossi, suo padre, internato militare e insignito nel 2020 della Medaglia d’Onore.La vicenda del padre di Vasco rappresenta quella di oltre 600.000 Internati Militari Italiani (IMI). Catturato all’Isola d’Elba a soli vent’anni dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, rifiutò di schierarsi con la Repubblica Sociale e con il nazismo, pagando con la deportazione a Dortmund. Tornò a casa nel 1945, segnato nel corpo e nell’anima, ma animato da una gratitudine indelebile verso chi lo aiutò a sopravvivere. Da quel sentimento nacque un nome: Vasco, il figlio nato nel 1952.

Il video del gaetano Coccoluto rilanciato dal cantante risale al 2013 e racchiude le parole dell’uomo, nato a Gaeta il 31 ottobre 1919 e scomparso alcuni anni fa. Anche lui insignito nel 2014 della Medaglia d’Onore del Presidente della Repubblica, fu internato tra Innsbruck e Dresda dal 1943 al 1945.

Nelle sue parole vibra una condanna senza tempo contro la follia della guerra: “La guerra distrugge tutto: uomini e cose di grande valore. I potenti del mondo devono sempre trovare un accordo, affinché ci sia la pace, sempre la pace!”

Il racconto di Coccoluto si chiude con il “Doloroso canto dei prigionieri”, un componimento scritto durante la prigionia, intriso di nostalgia per la famiglia e di speranza nel ritorno. Le sue parole, rivolte all’Italia e al “bel tricolor”, testimoniano un amore per la patria mai spento, neanche dietro il filo spinato. Il sindaco di Gaeta, Cristian Leccese, ha espresso profonda gratitudine per il gesto di Vasco Rossi, che ha ridato voce a una pagina di storia nazionale attraverso la figura di un concittadino. Leccese ha sottolineato come la testimonianza di Coccoluto sia un patrimonio che parla soprattutto ai giovani, richiamandoli al valore della memoria e al coraggio di dire “Mai più”.Oggi, in un tempo segnato da nuovi conflitti, il “No” pronunciato da Giovanni Carlo Rossi e il messaggio di pace di Cosmo Coccoluto tornano a intrecciarsi, unendo passato e presente.

La memoria, ci ricordano entrambi, non è un rito formale, ma l’unico vero scudo contro il ripetersi degli errori e delle tragedie del passato.