La Repubblica Romana del 1849: storia e significato politico

Origini, sviluppo e protagonisti della Repubblica Romana

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Immagine realizzata con IA

“La Repubblica Romana del 1849 rappresenta una delle esperienze più alte e drammatiche del Risorgimento italiano. Nata nel cuore degli Stati Pontifici, essa fu il tentativo più avanzato di coniugare indipendenza nazionale, sovranità popolare e riforme democratiche in un’Italia ancora frammentata e soggetta all’influenza delle grandi potenze europee.

Il contesto è quello dei moti rivoluzionari del 1848, che attraversarono l’Europa mettendo in discussione l’ordine stabilito dal Congresso di Vienna. Anche a Roma il pontificato di Pio IX, inizialmente accolto con speranze riformatrici, entrò rapidamente in crisi. L’assassinio del ministro pontificio Pellegrino Rossi il 15 novembre 1848 e la crescente pressione popolare portarono il papa a fuggire a Gaeta il 24 novembre, sotto la protezione del Regno delle Due Sicilie.

In assenza del pontefice, il potere passò a un’Assemblea Costituente eletta a suffragio relativamente ampio, che il 9 febbraio 1849 proclamò ufficialmente la Repubblica Romana, sancendo la fine del potere temporale dei papi. La nuova forma di Stato si fondava su principi innovativi: sovranità del popolo, uguaglianza civile, libertà di stampa, abolizione della pena di morte, separazione tra Chiesa e Stato, tutela dei diritti fondamentali e libertà di culto.

Tra i protagonisti emergono figure centrali del Risorgimento: Giuseppe Mazzini, anima ideologica del movimento repubblicano, fu uno dei tre membri del Triumvirato che governò la Repubblica insieme a Carlo Armellini e Aurelio Saffi. Sul piano militare, la difesa dello Stato repubblicano fu affidata a Giuseppe Garibaldi, che organizzò una strenua resistenza contro le truppe straniere.

La Repubblica, infatti, fu immediatamente minacciata dalle monarchie cattoliche europee. In particolare, la Francia di Luigi Napoleone Bonaparte intervenne militarmente per restaurare il potere papale. Dopo un assedio durissimo, nonostante l’eroica difesa di Roma, la città capitolò il 3 luglio 1849. La Repubblica Romana ebbe così una vita brevissima, ma lasciò un’impronta profonda nella storia politica italiana.

Gli insegnamenti della Repubblica Romana per l’Europa di oggi

Sebbene durata pochi mesi, la Repubblica Romana del 1849 offre ancora oggi spunti di riflessione rilevanti per la politica europea contemporanea. Essa dimostra, innanzitutto, come i processi democratici possano nascere anche in contesti ostili, grazie alla forza delle idee e alla partecipazione civica. La Costituzione repubblicana romana anticipò principi che sarebbero diventati patrimonio comune dell’Europa solo un secolo più tardi, dopo le tragedie delle guerre mondiali.

Un primo insegnamento riguarda il rapporto tra sovranità popolare e poteri tradizionali. La Repubblica Romana tentò di limitare un potere fondato sul diritto divino e sulla tradizione, affermando che la legittimità politica deriva dai cittadini. Questo tema resta attuale in un’Europa che ancora oggi si confronta con il deficit democratico delle istituzioni sovranazionali e con la distanza tra cittadini e decisori politici.

Un secondo aspetto è il ruolo delle ingerenze esterne. La caduta della Repubblica Romana non fu dovuta solo a debolezze interne, ma soprattutto all’intervento armato di una potenza straniera. L’esperienza del 1849 mostra quanto sia fragile l’autodeterminazione politica senza un sistema europeo fondato su cooperazione e rispetto reciproco, un tema centrale anche nell’Unione Europea odierna di fronte a crisi geopolitiche e conflitti ai suoi confini.

La Repubblica Romana insegna inoltre il valore dell’etica della politica. Figure come Mazzini concepivano l’azione politica come missione morale, fondata su doveri oltre che su diritti. In un’epoca segnata da disaffezione, populismi e crisi di fiducia, questa visione richiama l’importanza di una politica orientata al bene comune e non al solo consenso immediato.

Infine, l’esperienza del 1849 evidenzia come i fallimenti storici possano trasformarsi in semi per il futuro. Pur sconfitta, la Repubblica Romana contribuì in modo decisivo alla formazione di una coscienza nazionale e democratica, che sarebbe confluita nell’unità d’Italia. Allo stesso modo, l’Europa di oggi può trarre forza dalle proprie crisi, se saprà valorizzare i principi fondanti di libertà, solidarietà e democrazia che esperienze come quella romana hanno precocemente incarnato. Ma senza nulla togliere all’importanza che l’Europa contemporanea e i suoi popoli diluiscano notevolmente l’approccio “soft – power” nelle relazioni internazionali al fine di adottare una postura geopolitico – militare fondata su un esercito europeo di qualche milione di uomini e un’organizzazione strategica obiettiva e militarmente ferrea. Non dimentichiamo infatti che la gloriosa Repubblica Romana mazziniana cadde per il prevalere della forza militare della Francia e la propria, intrinseca debolezza geostrategico militare: un monito molto chiaro e simbolico per l’Europa contemporanea, minacciata trasversalmente da più fronti, ad est come ad ovest, anche e soprattutto militarmente.” Lo comunica il Dott. Yari Lepre Marrani.

Yari Lepre Marrani

Il dott. Yari Lepre Marrani è scrittore, giornalista culturale e poeta. Scrive su numerose testate sfruttando le proprie competenze storico – giuridiche.

Sull’Avanti! (organo ufficiale del PSI) cura una rubrica di carattere storico ed è analista geopolitico per il quotidiano online NG(Notizie Geopolitiche).

Importante menzionare la sua collaborazione con il quadrimestrale dell’AMI(Associazione Mazziniana Italiana), Il Pensiero Mazziniano, con il quale Marrani collabora da anni con articoli o brevi saggi ispirati al pensiero repubblicano. Da settembre 2023 Marrani è inserito tra i poeti contemporanei di WikiPoesia al seguente link: https://www.wikipoesia.it/wiki/Yari_Lepre_Marrani“.

Il Dottor Yari Lepre Marrani