Giornate più lunghe. Ecco quando tornerà l’ora legale – Nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo 2026 l’Italia sposterà le lancette un’ora avanti, passando dalle 2:00 alle 3:00. Torna così l’ora legale, che ci accompagnerà fino all’ultima domenica di ottobre. Un piccolo gesto – anticipare l’orologio – che ogni anno riaccende un grande dibattito: risparmio energetico, salute, abitudini sociali e perfino produttività.
L’effetto immediato sarà evidente già domenica: tramonti più tardivi e giornate che sembrano allungarsi. In primavera e in estate, l’ora legale consente di sfruttare meglio la luce naturale nelle ore serali, con benefici per le attività all’aperto, il commercio e il turismo. Di contro, l’alba “slitta” più avanti: per qualche settimana ci si alzerà con un po’ più di buio.
Secondo le stime diffuse negli ultimi anni da Terna, il gestore della rete elettrica nazionale, lo spostamento in avanti delle lancette contribuisce a ridurre i consumi nelle ore serali, quando la domanda di energia è più alta. Un risparmio che, sommato su scala nazionale, ha ricadute economiche e ambientali non trascurabili.
La questione dell’ora legale non è solo italiana. Nel 2019 il Parlamento europeo si è espresso a favore della possibilità per gli Stati membri di scegliere se mantenere l’ora legale tutto l’anno o l’ora solare permanente. Tuttavia, la riforma non è mai entrata in vigore, anche a causa della mancanza di un accordo definitivo tra i Paesi dell’Unione. Così, anche nel 2026, l’Italia continuerà con il sistema attuale: ora solare in inverno, ora legale in estate.
Il cambio d’ora primaverile è quello più “impegnativo” per l’organismo: si dorme un’ora in meno e il ritmo circadiano può risentirne. Gli esperti consigliano di prepararsi gradualmente nei giorni precedenti, anticipando di 15-20 minuti l’orario in cui si va a letto. Bambini e anziani sono tra i soggetti più sensibili, ma in genere l’adattamento richiede pochi giorni.
Tra i suggerimenti più diffusi:
- esporsi alla luce naturale al mattino;
- evitare schermi luminosi prima di dormire;
- mantenere orari regolari per i pasti.
Un rito che divide
C’è chi la ama per le serate luminose e chi la contesta per i possibili disagi. Negli ultimi anni il dibattito si è intrecciato con le nuove abitudini energetiche e con la diffusione dello smart working, che ha modificato i picchi di consumo e gli orari di vita quotidiana. Eppure, ogni marzo, il ritorno dell’ora legale conserva un valore quasi simbolico: segna l’ingresso nella bella stagione, nelle piazze che si riempiono al tramonto e nelle giornate che sembrano non finire mai.
Nel 2026, come sempre, basterà ricordarsi di spostare le lancette avanti prima di andare a dormire sabato sera. Per tutto il resto, ci penserà la tecnologia: smartphone, computer e dispositivi digitali aggiorneranno automaticamente l’orario. E con un’ora di sonno in meno, l’Italia si regalerà un’ora di luce in più.














