Golfo di Gaeta, l’Orologio dell’Apocalisse segna 85 secondi alla mezzanotte: anche il nostro Golfo sente il peso del mondo – Al tramonto il Golfo di Gaeta sembra immobile, con il profilo di Monte Orlando e le barche che rientrano lente in porto. Ma mentre il mare appare tranquillo, il mondo è fermo a 85 secondi dalla mezzanotte sull’Bulletin of the Atomic Scientists Orologio dell’Apocalisse, il simbolo che misura il livello di rischio globale.
Nel 2026 le lancette sono state avvicinate ancora, a indicare un aumento delle tensioni nucleari, dei conflitti internazionali e delle fragilità geopolitiche. Guerre e instabilità non restano confinate ai fronti: incidono su mercati, energia, turismo. Anche realtà come Gaeta e Formia, legate al mare e ai servizi, ne risentono attraverso costi più alti e flussi economici incerti.
A questo si aggiunge la crisi climatica: estati più torride, mareggiate intense, erosione costiera. Il cambiamento climatico agisce come moltiplicatore di instabilità e colpisce direttamente territori costieri come il Golfo. Infine, l’accelerazione tecnologica – dall’intelligenza artificiale alle biotecnologie – corre più veloce delle regole, aumentando i rischi in un contesto globale frammentato.
L’Orologio non predice una data, ma segnala uno stato del mondo. Ottantacinque secondi alla mezzanotte non sono una sentenza, bensì un avvertimento: in un sistema interconnesso, nessun luogo è davvero lontano dalle grandi decisioni globali. Nemmeno questo tratto di Mediterraneo.














