Golfo di Gaeta, raccolta firme per la legge “Noemi Durini”: stop ai benefici per i colpevoli di femminicidio

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Golfo di Gaeta, raccolta firme per la legge “Noemi Durini”: stop ai benefici per i colpevoli di femminicidio – Una proposta di legge di iniziativa popolare per chiedere l’ abolizione di benefici e permessi
premio, per chi si macchia di reati efferati come il femminicidio. Scritta dall’ avvocatessa
salentina Valentina Presicce,la proposta è stata fortemente voluta da Imma Rizzo, mamma
della 16 enne Noemi Durini (di cui l’iniziativa porta il nome) uccisa nel 2016 a Specchia in
provincia di Lecce, dal fidanzato diciassettenne.
Quest’ultimo, condannato a 18 anni e 8 mesi per omicidio volontario, premeditato e
pluriaggravato, ha usufruito del primo permesso premio dopo soli tre anni dal femminicidio di
Noemi e dopo un anno dalla sentenza di condanna definitiva.


Il cuore della proposta legislativa “Noemi Durini” è uno solo: Basta premi per chi si macchia di
reati efferati come un femminicidio. Senza mettere in dubbio l’art 27 della Costituzione, ma tale
principio andrebbe applicato tenendo conto di due aspetti spesso trascurati: il diritto delle
vittime e dei familiari delle vittime di vedere l’assassino scontare una pena realmente
commisurata al reato commesso e il dovere dello Stato di tutelare le donne e la società civile
impedendo che autori di crimini efferati possano tornare in libertà data la loro intrinseca
pericolosità sociale. Il femminicidio deve essere inserito tra i reati OSTATIVI per cui è
applicabile l’art. 4-bis ord. pen., rendendo impossibile ottenere benefici penitenziari, anche
per chi non ha legami mafiosi. Sfruttare la logica degli ostativi per estendere la preclusione a
crimini che, pur non essendo mafiosi, presentano una gravità sociale e un disvalore
paragonabili, nel contesto della violenza di genere”.


L’ iniziativa partita da Lecce, è stata condivisa dall’ Associazione Antiviolenza Voci Nel Silenzio,
di Minturno che da anni si occupa nel Golfo di Gaeta di accoglienza e assistenza legale e
psicologica di vittime di violenza e proprio per questo, ha deciso di scendere affianco di
mamma Imma, promuovendo l’ iniziativa sul territorio Minturnese.
La proposta può essere firmata sulla piattaforma del Ministero con Spid e carta di Identità
Elettronica, attraverso il QR code o recandosi presso le postazioni fisiche che l’ Associazione
organizzerà sul territorio nei prossimi giorni chiedendo anche il supporto del Comune di
Minturno e di eventuali altri Comuni che vorranno partecipare,e di cui darà comunicazione sui
social.