Resa delle olive in forte calo: parla Genesio Mancini del frantoio storico di Itri

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Resa delle olive in forte calo: parla Genesio Mancini del frantoio storico di Itri Tra le eccellenze del territorio pontino legate all’olio extra vergine di oliva spicca, da oltre sessant’anni, il Frantoio Genesio Mancini, situato sulla strada provinciale Itri–Sperlonga. Fondato nel marzo del 1958 da Genesio Mancini e da sua moglie Maria Luisa, il frantoio ha attraversato tre generazioni, trasformandosi da oleificio tradizionale ad azienda moderna di produzione olearia e prodotti di qualità.

Oggi la gestione è affidata alla terza generazione, con Genesio Mancini, iscritto all’albo degli assaggiatori di olio EVO, che porta avanti una storia fatta di competenza, territorio e attenzione ai cambiamenti climatici che stanno incidendo sempre più sulla produzione. Abbiamo chiesto a Genesio Mancini come si presenta la stagione olearia 2025.

Genesio Mancini, com’è andata quest’anno la resa delle olive nel nostro territorio?
«Purtroppo la resa dell’olio nel 2025 è stata quasi dal 30 al 40% in meno rispetto allo scorso anno. È un dato importante, che conferma una tendenza negativa ormai evidente».

Quali sono state le principali cause di questo calo così significativo?
«Il problema principale è stato il clima. Le temperature elevate e sbalzi improvvisi hanno compromesso la fase di impollinazione degli alberi. La fioritura non è andata a buon fine e questo ha inciso direttamente sulla quantità di olive prodotte. È un segnale chiaro: il clima sta cambiando e l’olivicoltura ne risente in modo sempre più evidente».

Questo calo produttivo ha avuto ripercussioni sul prezzo dell’olio?
«Sì, inevitabilmente. Nel Lazio, tra il 2025 e il 2026, si è registrato un aumento del prezzo dell’olio di circa il 10%. Quando la produzione diminuisce, ma la richiesta resta alta, il mercato reagisce in questo modo. Cerchiamo comunque di mantenere un equilibrio, senza penalizzare troppo i consumatori».

Nonostante le difficoltà, la qualità dell’olio resta alta?
«Assolutamente sì. Anche negli anni più difficili, la qualità non viene compromessa. Anzi, spesso una minore quantità porta a un’attenzione ancora maggiore su ogni fase della lavorazione. Continuiamo a puntare su un olio extra vergine che racconti il territorio e rispetti standard elevati».

Guardando al futuro, cosa si augura per il settore oleario locale?
«Serve maggiore attenzione al cambiamento climatico e sostegno concreto ai produttori. Noi continuiamo a investire in qualità, innovazione e nella valorizzazione dei nostri prodotti artigianali, senza perdere il legame con la tradizione che ci accompagna dal 1958». Sessantasette anni di storia, tre generazioni e uno sguardo sempre attento al futuro: il Frantoio Genesio Mancini resta un punto di riferimento per l’olio extra vergine di oliva del territorio pontino, anche in una stagione complessa come quella del 2025.

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Stefania Maria Giulia Di Benedetto
Stefania Maria Giulia Di Benedetto nasce a Fondi, dove vive attualmente. Fin da bambina nutre una profonda passione per l'arte, la storia, la scrittura e la letteratura. Ha sempre scritto diari, un modo per preservare ciò che altrimenti sarebbe stato dimenticato. Ogni piccolo ricordo si trasformava in una storia, che, forse per gioco, assumeva spesso una forma letteraria. Si laurea in Giurisprudenza presso l'Università degli Studi "La Sapienza" di Roma e ottiene l'abilitazione all'esercizio della professione di avvocato presso la Corte d'Appello di Roma. Nonostante il suo percorso giuridico, la sua passione per la comunicazione l'ha sempre accompagnata. Stefania è ideatrice e amministratrice della pagina Facebook "Misteri Pontini fin sui Monti Aurunci, Ausoni e Lepini", che cura anche come editrice. Dal 2022, collabora con l'Associazione Pro Loco Fondi Aps, dove ricopre il ruolo di segretario e direttore, gestendo i profili social dell'associazione e collaborando nella organizzazione di eventi e manifestazioni. Studiosa indipendente appassionata di ricerca storica. Negli ultimi anni ha approfondito lo studio di fonti d’archivio, cronache locali e testimonianze documentarie, sviluppando progetti di ricerca originali e contribuendo alla divulgazione storica attraverso articoli, conferenze e incontri pubblici. Ha collaborato in qualità di referente al progetto editoriale "Italian Ghost Story" ed è coautrice del libro “I fantasmi di Fondi”. È autrice del testo teatrale “Giulia Gonzaga, la contessa di Fondi: tra amori, intrighi e rivalità” e dei libri "Il bassorilievo di via P. Giannone a Fondi: un'ipotesi dionisiaca, tra mito antico e devozione popolare"; "Le reliquie del santi fondani. Con accenno storico alla reliquia eccellente di San Tommaso d'Aquino a Fondi" .