La chiusura della strada provinciale Itri–Sperlonga non è stata soltanto un provvedimento tecnico legato alla sicurezza della viabilità, ma si è progressivamente trasformata in una questione di forte impatto sociale, economico e politico per l’intero comprensorio del Golfo di Gaeta. Un caso emblematico di come le criticità infrastrutturali, se non gestite con tempestività e comunicazione, possano generare effetti a catena su territori già fragili. Il primo momento chiave della vicenda risale al 30 agosto 2025, quando viene disposta la chiusura della strada panoramica che collega Itri a Sperlonga, una delle arterie più suggestive e strategiche del territorio.

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La decisione, adottata per motivi di sicurezza legati alle condizioni dell’asse viario, arriva in una fase particolarmente delicata: il finale della stagione estiva, periodo in cui il flusso turistico verso Sperlonga e le attività collinari è ancora intenso. La SP Itri–Sperlonga non rappresenta soltanto una via di collegamento, ma un vero e proprio asse economico e sociale: consente ai turisti di raggiungere il mare dall’entroterra, ai residenti di muoversi agevolmente tra costa e collina e alle attività commerciali di intercettare flussi fondamentali per la loro sopravvivenza. A pochi giorni di distanza, l’8 settembre 2025, emergono in modo evidente le ricadute della chiusura.

Gli operatori turistici e le imprese della collina itrana parlano apertamente di un duro colpo al turismo e all’economia locale, denunciando una drastica riduzione delle presenze e un calo sensibile del fatturato. La chiusura della strada costringe infatti residenti e visitatori a percorsi alternativi più lunghi e complessi, scoraggiando gli spostamenti e isolando di fatto alcune aree. Un isolamento che penalizza strutture ricettive, ristoranti, attività agricole e commerciali, già messe alla prova da un contesto economico non semplice. Le richieste che arrivano dal territorio sono chiare: servono risposte immediate, tempi certi e una comunicazione trasparente sugli interventi previsti. Ma le settimane passano senza segnali concreti di riapertura.

Ottobre: la strada resta chiusa e cresce la tensione - Il 15 ottobre 2025 segna un ulteriore punto critico della vicenda. A oltre un mese dalla chiusura, la strada provinciale risulta ancora interdetta al traffico, senza che venga fornito un cronoprogramma preciso sui lavori o sulle verifiche in corso. La mancanza di informazioni ufficiali alimenta il malcontento di cittadini, amministratori locali e operatori economici. La chiusura prolungata non è più percepita come un’emergenza temporanea, ma come un problema strutturale non affrontato con la necessaria urgenza. Inizia così a emergere con forza il tema delle responsabilità istituzionali e del ruolo della Provincia di Latina nella gestione della viabilità e della sicurezza stradale.

Lo scontro politico e le accuse alla Provincia - Il 29 ottobre 2025 la vicenda assume una dimensione apertamente politica. Il sindaco di Sperlonga, Armando Cusani, interviene duramente sulla questione, criticando la gestione della chiusura e parlando di una condotta “lasciva” da parte della Provincia di Latina. Parole forti, che fotografano un clima di crescente esasperazione e segnano un momento di rottura nei rapporti istituzionali. Secondo il primo cittadino, il protrarsi della chiusura e l’assenza di risposte concrete rappresentano una mancanza di attenzione verso un territorio che vive in larga parte di turismo e mobilità.

Le accuse non riguardano soltanto i ritardi, ma anche la gestione complessiva della comunicazione e il coinvolgimento degli enti locali. A inizio novembre, il 6 novembre 2025, arriva l’ultimo atto di una vicenda ancora irrisolta: la pubblicazione di una lettera aperta indirizzata al presidente della Provincia di Latina, Gerardo Stefanelli, e all’assessore regionale Elena Palazzo. Un documento che assume i contorni di un vero e proprio appello alle istituzioni, chiedendo chiarezza, responsabilità e interventi concreti. Nella lettera si sottolinea come la chiusura prolungata della SP Itri–Sperlonga stia producendo danni economici e sociali non più sostenibili, con ripercussioni che vanno ben oltre il semplice disagio alla circolazione.

Viene ribadita la necessità di una visione complessiva sulla sicurezza e sulla manutenzione delle infrastrutture, evitando soluzioni tampone e ritardi cronici. La storia della strada Itri–Sperlonga diventa così il simbolo di una problematica più ampia che riguarda molte aree del Lazio Meridionale: infrastrutture strategiche, spesso datate, che richiedono interventi strutturali e una programmazione di lungo periodo. Nel frattempo, cittadini, imprese e amministrazioni locali continuano a convivere con le conseguenze di una chiusura che ha inciso profondamente sulla quotidianità e sull’economia del territorio. Una vicenda che pone interrogativi non solo sulla gestione dell’emergenza, ma anche sulla capacità delle istituzioni di garantire servizi essenziali e collegamenti vitali per lo sviluppo del Golfo di Gaeta. La Provincia cosa afferma in merito?