“Negli ultimi giorni abbiamo letto comunicati trionfanti sull’assegnazione, per ora soltanto sulla carta, di una Risonanza Magnetica e Moc all’ex Ospedale “ Mons. Don Luigi DI Liegro “ e delle prossima aperture delle Case di Comunità di Formia e Minturno. E’ il momento di ristabilire la veridicità e l’origine di queste vicende: i risultati finora raggiunti relativi ai piani di edilizia sanitaria, ovvero Case ed Ospedali di Comunità, e di potenziamento tecnologico, di fatto, sono obiettivi stabiliti dal DM n° 77 / 2022 con il quale il Governo Italiano precedente ha ottenuto dall’Unione Europea i finanziamenti del PNRR da destinare all’assistenza sanitaria. Le Case di Comunità che saranno inaugurate a giorni saranno operative con il personale medico ridotto al limite tant’è -pensate- che tre medici specialisti e sette infermieri per la Casa di Comunità di Formia sono stati trasferiti proprio dall’ex Ospedale di Gaeta “ Mons. Don Luigi Di Liegro” , riducendo l’orario di assistenza sanitaria specialistica presso lo stesso.
E se la struttura di Gaeta subirà un ulteriore e significativo impoverimento, un altro aspetto che dovrebbe far nascondere chi in questi giorni ha adottato toni trionfalistici è il fatto che due medici di assistenza primaria avranno un contratto di tre mesi, fino a giugno prossimo. I motivi?
Nello stesso periodo scadrà il termine per cui la ASL dovrà rendicontare i soldi impegnati dal PNRR e i Medici di Medicina Generale non risulterebbero ancora essere stati ancora coinvolti così come previsto dal DM 77/2022. Finita la propaganda il vero rischio è che le infrastrutture realizzate restino contenitori vuoti con il personale medico ridotto al limite e proveniente dalle strutture limitrofe e che siano, inoltre, poliambulatori aperti a ore senza équipe multiprofessionali. Tutt’altro che medicina di prossimità: gli obiettivi del DM 77/2022 e delle Case di Comunità restano solo mere formalità scritte negli allegati delle delibere Asl di Latina. Bisogna far sì che le Case di Comunità e gli Ospedali di Comunità funzionino davvero, a tempo pieno con nuove risorse umane con medici, infermieri, psicologi e assistenti sociali che lavorino insieme, coinvolgendo anche enti locali e terzo settore e non part time recuperando o sottraendo risorse già in carico ad altre strutture assistenziali già penalizzata da una forte carenza di personale medico.” Lo comunica il Movimento 5 Stelle di Gaeta.














