Comitato Dragut: il presidente racconta 14 anni di storia e le prospettive future

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Dr. Giuseppe De Renzi, Microbiologo

Intervista al medico Pino De Renzi presidente del Comitato Dragut
ODV. Ci racconta: “Quattordici anni sono tanti, soprattutto per un
premio nato quasi per caso e senza nessuna pretesa di durare così
tanto. Ricordo ancora adesso la prima edizione svoltasi nel
2012: avevamo poche opere da premiare e pochi autori ma tanto
entusiasmo. La prima serata di premiazione avvenne in inverno, in un
giorno di pioggia. Avremmo voluto svolgerla nei locali sottostanti la
parrocchia di Santa Albina e avevamo annunciato l’evento
un po’ in sordina, attraverso una pagina Facebook.

All’ultimo istante,
però, ci fu detto che la sala non aveva ancora i permessi di agibilità e
quindi in quattro e quattr’otto dovemmo trovare un’altra sede.
Affiggemmo un avviso attaccato di sghimbescio sulla porta della
parrocchia e ci trasferimmo nella sala grande del Lido Aurora, in cui,
con nostro stupore, si riversò praticamente tutto il paese. Era nato il
Premio Dragut. L’idea originaria era quella di dare spazio alle
associazioni presenti sul territorio del Golfo di Gaeta per mostrarsi
alla popolazione e raccontare le proprie attività ma nelle edizioni
successive però questo primo assetto del premio cambiò. Le sezioni
artistiche aumentarono così come anche gli autori stessi, che
cominciarono ad arrivare da tutta Italia e finanche dall’estero. In una
fase ancora successiva il premio si allargò ai giovani autori,
bambini e ragazzi, coinvolgendo intere scolaresche e istituti scolastici,
tanto che fummo costretti a creare due giurie separate, una per gli
adulti e una per la sezione giovani, sempre più numerosa.

Il successo
indiscusso del Premio sta, infatti, nella sua assoluta genuinità e nella
coerenza del messaggio che vuole lasciare alla società, cioè quello di
impegnarsi nella libera espressione di sé con l’impegno di tutelare e
valorizzare tutti i tesori naturali e culturali del Golfo di Gaeta e oltre.
Alle soglie della quindicesima edizione non possiamo che pensare di
aver lasciato effettivamente una profonda traccia nel tessuto sociale di
questi luoghi ma pensiamo anche che il premio debba rinnovarsi e
cambiare passo”. Quindi conclude: “Per il 2026 il Comitato Dragut

ODV sta infatti pensando ad un cambiamento di formula, che possa
coniugare l’idea originaria del premio con una nuova visione più
matura e dinamica delle esigenze artistiche ed espressive del territorio
in cui vive ed agisce. Tutto ciò, però, non sarebbe realizzabile senza
tre elementi cardine: la fiducia degli artisti nei riguardi del Premio,
l’assoluta abnegazione di tutti i volontari che collaborano per la
sua riuscita e l’appoggio logistico e morale delle istituzioni, senza le
quali tutto il nostro lavoro, svolto sempre in assoluta gratuità,
poggerebbe su basi poco solide”. Solo apprezzamenti per il presidente
e tutto lo staff dirigenziale.