Nei giorni scorsi, i militari del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale del Gruppo Carabinieri Forestale di Latina, nell’ambito delle attività di controllo del territorio finalizzato alla prevenzione e repressione degli illeciti in materia venatoria, sono intervenuti, in località Campo Inglese, nel territorio del Comune Ponza, con l’ausilio della motovedetta del Nucleo Navale Carabinieri di Gaeta e in collaborazione con la Stazione Carabinieri di Ponza. A seguito di perlustrazione, i militari dell’Arma sorprendevano tre soggetti che stavano esercitando attività venatoria con l’ausilio di richiami elettroacustici, strumentazione di caccia espressamente vietata dalla legge. Al momento del controllo non risultava abbattuto alcun volatile. Espletata l’attività d’indagine e constatati i fatti, i Carabinieri Forestali deferivano, in stato di libertà, alla Procura della Repubblica di Cassino, competente per territorio, i presunti responsabili per esercizio della caccia con mezzi non consentiti. I Carabinieri Forestali procedevano, inoltre, al sequestro di tre fucili, delle relative munizioni e di tre richiami elettroacustici completi di batteria, telecomando e altoparlante. I presunti responsabili dei fatti contestati, in caso di condanna rischiano la pena dell'ammenda fino ad euro 1.549,00 ai sensi dell’art. 30, co. 1, lett. h) della Legge n. 157/1992. I militari dell’Organizzazione Forestale dell’Arma dei Carabinieri proseguono nelle loro attività di prevenzione e repressione degli illeciti a danno dell’uomo e dell’ecosistema, anche sensibilizzando cittadini e imprese a porre in essere le corrette pratiche in materia venatoria, nel rispetto delle normative regionali e nazionali.

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Nel contempo incoraggiano chiunque a segnalare alle Autorità contattando il numero di emergenza ambientale 1515 comportamenti ed eventuali presunti illeciti che possono anche solo potenzialmente causare un danno alle risorse ambientali o alla salute dei cittadini.

Il comunicato stampa viene effettuato nel rispetto del D. Lgs n. 106/2006, modificato dal D. Lgs n.

188/2021, in quanto ricorrono “specifiche ragioni di interesse pubblico che lo giustificano” che vengono motivate dalla particolare rilevanza pubblica dei fatti oggetto di accertamenti e per le esigenze costituzionalmente tutelate connesse al diritto all’informazione, al fine di fornire notizie in modo trasparente e rispettoso dei diritti degli indagati e delle parti offese. È obbligo rilevare che gli indagati, allo stato attuale, sono solamente indiziati di delitto e la loro posizione sarà definitivamente vagliata giudizialmente, e solo dopo l’emissione di una sentenza passata in giudicato, gli stessi saranno, eventualmente, riconosciuti colpevoli, in maniera definitiva, del reato ascritto loro.

Il tutto in ossequio al principio costituzionale di presunzione di innocenza.