Il dibattito sulla necessità di costruire una vera comunità del Golfo, capace di garantire diritti omogenei e servizi condivisi ai cittadini dei diversi Comuni, si è acceso nelle scorse settimane partendo da un tema apparentemente circoscritto, ma in realtà altamente simbolico: quello dei parcheggi presso la stazione ferroviaria di Minturno-Scauri. Le notizie circolate sull’aumento dei costi per la sosta hanno suscitato forte preoccupazione e rabbia tra molti cittadini dei Comuni limitrofi, in particolare tra i residenti di Castelforte, che quotidianamente utilizzano lo scalo ferroviario per motivi di lavoro e studio.
A intervenire per primi sono stati i rappresentanti dell’opposizione consiliare di Castelforte, che hanno denunciato un aumento ritenuto sproporzionato e penalizzante per i non residenti, colpendo una fascia di popolazione già gravata da costi e disagi. Secondo l’opposizione, la questione ha messo in luce non solo un problema tariffario, ma una mancanza di visione politica complessiva. È stato sottolineato come la gestione dei servizi che insistono su territori di confine non possa più essere affrontata con logiche esclusivamente comunali, soprattutto in un’area come il Golfo, dove i flussi di pendolari, studenti e lavoratori superano quotidianamente i confini amministrativi.
Nel dibattito è emersa anche una critica al ritardo comunicativo del Comune di Castelforte, accusato di non aver informato tempestivamente i cittadini su eventuali interlocuzioni in corso con il Comune di Minturno per l’equiparazione delle tariffe. Secondo l’opposizione, i canali istituzionali dovrebbero servire a chiarire tempestivamente questioni che incidono sulla vita quotidiana delle persone, evitando allarmismi e incertezze, piuttosto che essere utilizzati quasi esclusivamente per iniziative di rappresentanza. Allo stesso tempo, l’opposizione castelfortese ha riconosciuto come il tema sollevato dall’amministrazione di Minturno – quello dei costi di gestione e manutenzione dei servizi che gravano su un solo ente – sia reale e comune a molti Comuni del territorio. Da qui una riflessione autocritica: anche Castelforte, in passato, ha applicato differenziazioni tariffarie tra residenti e non residenti per alcuni servizi, come quelli cimiteriali. Un elemento che impone coerenza e credibilità a chi oggi chiede equità agli altri.
Proprio da questa consapevolezza nasce una proposta politica più ampia: superare le singole vertenze e avviare una politica di reciprocità totale, fondata sull’idea che i cittadini del Golfo debbano essere considerati parte di un’unica comunità. Un’impostazione che chiama in causa tutti i Comuni del comprensorio, da Gaeta a Formia, da Itri a Spigno Saturnia, da Minturno a Santi Cosma e Damiano, fino a Castelforte.
È in questo contesto che si inserisce l’intervento congiunto del sindaco di Castelforte Angelo Felice Pompeo e del presidente del Consiglio comunale Alessio Fusco, che hanno rilanciato con forza il concetto, per molti evocato in passato ma mai realmente attuato, della “Città del Golfo”. Secondo gli amministratori minturnesi, i territori del Golfo sono ormai troppo interconnessi per continuare a essere governati come entità separate e autosufficienti. I cittadini, viene sottolineato, vivono già il Golfo come un unico spazio funzionale, fatto di relazioni quotidiane, mobilità continua, servizi condivisi e interessi comuni. È la politica, semmai, a essere rimasta indietro, ancorata a confini amministrativi che non rispecchiano più la realtà sociale ed economica del territorio.
Pompeo e Fusco evidenziano però un nodo centrale: in una fase storica segnata dai tagli alle risorse per gli enti locali, non è sostenibile che politiche di agevolazione e reciprocità ricadano su un solo Comune. Da qui la necessità di immaginare servizi di tipo comprensoriale, fondati su meccanismi di sostenimento finanziario condiviso, in grado di garantire equità senza mettere in difficoltà i bilanci dei singoli enti.
Parcheggi, la sfida della Città del Golfo
In questa direzione va anche una prima misura già adottata da Minturno, con l’introduzione di una riduzione sugli abbonamenti per la sosta destinata ai residenti dei Comuni limitrofi. Un segnale che gli stessi amministratori definiscono importante, ma non sufficiente se non inserito in una strategia più ampia e strutturata.
Proprio per questo, nei mesi scorsi è stata avanzata la proposta di istituire un tavolo tecnico tra i Comuni del Golfo, finalizzato alla creazione di un sistema di destinazione turistica comprensoriale e all’avvio di politiche coordinate sui servizi. Tra le ipotesi in campo anche il coinvolgimento delle strutture termali del territorio, per favorire agevolazioni tariffarie rivolte ai residenti dell’intera area del Golfo, rafforzando il senso di appartenenza a una comunità unica.
Il messaggio che emerge, al di là delle singole polemiche, è chiaro: la questione non può essere ridotta alla sola riduzione delle tariffe dei parcheggi o a singoli provvedimenti tampone. In gioco c’è una visione complessiva di sviluppo, che punta a garantire pari diritti, pari opportunità e servizi accessibili a tutti i cittadini del Golfo, indipendentemente dal Comune di residenza.
Una sfida ambiziosa, che richiede coraggio politico, capacità di collaborazione e superamento delle logiche di corto respiro. Ma che, secondo molti, rappresenta l’unica strada possibile per costruire un futuro davvero condiviso per la progettualità della Città del Golfo.














