Blue Monday: sarà il prossimo lunedì, il giorno più triste dell’anno? – Ogni gennaio, tra i primi lunedì del mese, si diffonde una notizia quasi rituale sul Blue Monday, il cosiddetto giorno più triste dell’anno. Una giornata che promette malinconia, stanchezza e voglia di rintanarsi sotto le coperte, come se l’inverno avesse deciso di manifestarsi in tutta la sua pesantezza. Ma quanto c’è di vero in tutto questo? E perché, nonostante tutto, continuiamo a parlarne?
Blue Monday quest’anno cadrà lunedì 19 gennaio, segnando il momento che tradizionalmente viene indicato come il picco della tristezza invernale. La data, naturalmente, non è frutto di formule scientifiche, ma più di un’idea che negli anni è diventata parte della nostra cultura: un simbolo che rappresenta il peso della fine delle feste, dei propositi di Capodanno che faticano a decollare e del freddo che sembra non finire mai.
L’origine di questa giornata è curiosa. Piuttosto che derivare da studi clinici, è nata come un gioco di numeri e considerazioni psicologiche, che qualcuno ha trasformato in un espediente per catturare l’attenzione delle persone in un periodo tipicamente grigio e malinconico. Eppure, nonostante la sua genesi un po’ “fantasiosa”, il Blue Monday continua a fare notizia ogni anno, perché in qualche modo descrive una sensazione condivisa: quella di sentirsi un po’ giù senza un motivo preciso, sospesi tra i residui delle festività e le responsabilità quotidiane che si riaffacciano prepotentemente.
E allora, più che preoccuparsi del mito del giorno più triste, forse vale la pena usare il Blue Monday come occasione per prendersi cura di sé. Fare una passeggiata anche se fuori fa freddo, concedersi piccoli piaceri quotidiani, passare del tempo con chi ci fa stare bene: questi gesti possono essere molto più efficaci di qualsiasi formula matematica che promette tristezza. In fondo, se un giorno può essere designato come il più triste dell’anno, significa anche che abbiamo il potere di renderlo più leggero, a modo nostro.
Il Blue Monday, quindi, non è una condanna, ma un invito alla consapevolezza. È un giorno che ci ricorda che la malinconia fa parte della vita, ma che possiamo scegliere come affrontarla. Il 19 gennaio 2026 sarà solo un lunedì come tanti altri, ma se lo vogliamo, può diventare il giorno in cui decidiamo di prenderci cura del nostro umore, senza lasciarci travolgere dall’etichetta di “giorno più triste dell’anno”.
E chissà: forse, paradossalmente, parlare di tristezza ci aiuta a sentirci meno soli. Perché, alla fine, il vero significato del Blue Monday non sta tanto nel giorno in sé, quanto nella possibilità di fermarsi un attimo, respirare e riconoscere che anche l’inverno ha le sue giornate grigie… ma non per forza senza luce.














