Bustine di ketchup e maionese – A breve potrebbero scomparire dai ristoranti. Ecco il motivo – Con l’approvazione del Regolamento UE 2025/40, l’Unione Europea segna un passaggio decisivo nella lotta agli sprechi e nella trasformazione del settore degli imballaggi. La ristorazione, in particolare, si trova al centro di questa svolta: tra il 2027 e il 2030, l’uso di imballaggi usa e getta sarà progressivamente ridotto fino, in molti casi, a essere eliminato. Non si tratta solo di una limitazione dei materiali, ma di un cambiamento strutturale nel modo in cui il cibo viene servito, trasportato e consumato.
Il regolamento nasce dalla consapevolezza che il packaging monouso, soprattutto nella ristorazione veloce e nel take-away, rappresenta una delle principali fonti di rifiuti evitabili. Contenitori utilizzati per pochi minuti diventano immediatamente scarti, alimentando un sistema lineare basato su produzione, consumo e smaltimento. L’UE interviene proprio su questo punto, spingendo il settore verso modelli di riuso e di economia circolare.
Uno degli aspetti più rilevanti del Regolamento UE 2025/40 è l’obbligo, per gli operatori della ristorazione, di accettare contenitori riutilizzabili portati dai clienti. Questo principio, apparentemente semplice, introduce un cambiamento culturale profondo. Per anni, il monouso è stato associato a igiene, praticità e sicurezza; ora viene messo in discussione, sostituendo l’idea di “usa e getta” con quella di responsabilità condivisa tra esercente e consumatore.
Accanto a questo obbligo, il regolamento incentiva l’adozione di sistemi che favoriscano il riuso, come circuiti di restituzione dei contenitori, depositi cauzionali o soluzioni standardizzate riutilizzabili. L’obiettivo non è solo ridurre la quantità di rifiuti prodotti, ma ripensare l’organizzazione stessa del servizio di ristorazione, integrando il packaging in un ciclo più lungo e controllato. In questo senso, il contenitore non è più un semplice accessorio, ma parte integrante del prodotto e dell’esperienza di consumo.
Naturalmente, l’applicazione di queste misure non è priva di difficoltà. Molti operatori temono un aumento dei costi, una maggiore complessità gestionale e possibili criticità legate all’igiene e alla logistica. Il regolamento, però, non impone un unico modello valido per tutti, lasciando spazio a soluzioni adattabili alle diverse realtà: dalla piccola attività locale alle grandi catene di ristorazione. La transizione è pensata come graduale, proprio per consentire al settore di sperimentare, adattarsi e investire in nuove infrastrutture.
Dal punto di vista ambientale, il cambiamento promosso dal Regolamento UE 2025/40 mira a superare la logica della semplice sostituzione dei materiali. Non basta passare dalla plastica a un altro materiale se il modello resta basato sull’usa e getta. Il riuso diventa quindi la vera chiave della trasformazione: meno oggetti prodotti, meno rifiuti generati, maggiore efficienza nell’uso delle risorse.
Anche il consumatore assume un ruolo centrale. Accettare il riuso significa modificare abitudini consolidate, portare con sé un contenitore, restituirlo o conservarlo, partecipare attivamente al nuovo sistema. Il regolamento, in questo senso, non si limita a imporre divieti, ma spinge verso una responsabilità condivisa, in cui sostenibilità e praticità devono trovare un nuovo equilibrio.
In conclusione, il Regolamento UE 2025/40 rappresenta un punto di svolta per la ristorazione europea. La progressiva eliminazione degli imballaggi usa e getta non è solo una misura ambientale, ma un segnale chiaro di cambiamento di paradigma. Tra il 2027 e il 2030, il settore sarà chiamato a ripensare processi, servizi e relazioni con i clienti. La sfida non sarà semplicemente adeguarsi alle regole, ma cogliere l’occasione per costruire un modello di ristorazione più coerente con i principi della sostenibilità e dell’economia circolare.














