
La narrazione della figura femminile è cambiata tantissimo in pochi anni. Tra i fenomeni che più hanno cambiato lo scenario rientra il cosiddetto greynassance, un neologismo che indica la tendenza, da parte delle donne di mezza età ormai con i capelli grigi da tempo, a non aver paura di affrontare mutamenti anche drastici, sfide rilevanti sia nel lavoro, sia in amore.
Un altro neologismo che, negli ultimi anni, ha dominato i social è il termine perennials. Sulla scia di esempi illustri come quello di Jennifer Lopez, per la quale il tempo dagli anni del jungle dress, abito che ha portato alla nascita di Google Immagini, sembra non essere passato, sono sempre di più le donne che rifiutano di farsi giudicare sulla base del numero sulla carta d’identità.
Nulla di strano se si pensa al fatto che siamo in una società sempre più fluida. Questa peculiarità, per forza di cose, riguarda ogni giorno di più anche la questione dell’età: grazie alle maggiori conoscenze scientifiche, che hanno rappresentato la base per miglioramenti drastici riguardanti lo stile di vita e i trattamenti per accompagnare il tempo che passa, oggi, per le donne in particolar modo, l’età è solo un numero sulla carta d’identità.
Il prezioso aiuto della tecnologia e dell’informazione
Rispetto al passato, un grande aiuto per arrivare a questo cambiamento si è concretizzato grazie alla tecnologia e all’informazione.
Dispositivi indossabili che permettono di monitorare parametri vitali, fondamentali anche per la bellezza, tra i quali è possibile citare il sonno e spazi dove si parla con un approccio scientifico delle implicazioni fisiche e psicologiche della menopausa hanno cambiato le carte in tavola.
Se per lungo tempo la terza età femminile è stata vista come la tomba della sessualità, oggi, grazie a progetti come Vediamocichiara, sito dove esperti di diversi settori parlano di menopausa e dell’impatto che ha sulla salute in generale, certi temi non sono più tabù.
Dal web il trend si è consolidato ed è diventato una realtà che non si può più ignorare: per rendersene conto, basta ricordare che il tema della menopausa è stato citato in RAI nel corso di un programma in pausa pranzo.
Il nodo delle relazioni
Le donne, oggi come oggi, non hanno più paura di rimettersi in gioco in terza età anche in amore. A rendere il tutto più gestibile in confronto ai decenni passati ci pensa la consapevolezza del fatto che, a prescindere da quello che appare sulla carta d’identità, mettersi a nudo emotivamente, aspetto fondamentale per ogni relazione, è complesso.
Viviamo in un periodo in cui è sempre più frequente concludere relazioni anche dopo pochi mesi di rapporto: ci troviamo nella condizione di tollerare con difficoltà le frustrazioni, ma siamo anche maggiormente propensi a cercare di migliorare la propria situazione.
Quando gli anni avanzano, è fisiologico avere sulle spalle un carico maggiore di dolore e disillusione: armandosi di coraggio, è possibile riprendere in mano le fila di tutto e mostrarsi nella propria versione migliore.
In tutto questo, bisogna sempre muoversi ragionando nell’ottica della crescita personale. Per rimettersi in gioco non serve impegnarsi per dimenticare la relazione precedente, ma fare di tutto per evolvere al di là del partner. Si tratta di un atteggiamento che, man mano che si va avanti con l’età, diventa più naturale adottare.
La relazione non è solo con il partner, ma anche con il proprio corpo, che le donne negli anni della terza età stanno imparando a guardare con occhi lontani dall’obbligo di piacere.
Si tratta di uno sguardo con diverse sfaccettature, non sempre all’insegna dell’amore, ma autentico e capace di illuminarsi davanti agli effetti del tempo, che vengono portati con orgoglio (non a caso, anche nel campo della chirurgia e della medicina estetica è da tempo tramontato il trend dei risultati artefatti ed eccessivi).













