In Austria la “lotta nucleare” contro la zanzara tigre: una sperimentazione che guarda al futuro

0
1

In Austria la “lotta nucleare” contro la zanzara tigre: una sperimentazione che guarda al futuro – L’Austria sceglie la scienza per contrastare uno degli insetti più temuti degli ultimi anni: la zanzara tigre. A Graz è partito un progetto sperimentale che utilizza una tecnologia avanzata, spesso definita impropriamente “nucleare”, per ridurre in modo mirato la presenza di questo insetto invasivo, ormai stabile anche in molte aree dell’Europa centrale.

La zanzara tigre, riconoscibile per le striature bianche su corpo e zampe, non è soltanto un fastidio estivo. È una specie particolarmente aggressiva, attiva anche durante il giorno, e soprattutto potenziale vettore di virus come dengue, chikungunya e Zika. Il suo progressivo spostamento verso nord è favorito dall’aumento delle temperature e dalla crescente urbanizzazione, che crea microambienti ideali per la riproduzione.

Nonostante il termine “nucleare” possa suscitare timori, la tecnologia impiegata non comporta alcun rischio per l’uomo o per l’ambiente. Si basa sulla cosiddetta tecnica dell’insetto sterile, un metodo di controllo biologico già utilizzato in passato contro altri insetti dannosi in agricoltura. Il principio è semplice ma efficace: in laboratorio vengono allevati esclusivamente esemplari maschi di zanzara tigre, che vengono resi sterili tramite un processo di irraggiamento controllato. Una volta rilasciati nell’ambiente, questi maschi competono con quelli selvatici per l’accoppiamento. Le femmine fecondate da maschi sterili depongono uova che non si schiudono, causando nel tempo un calo naturale della popolazione.

Un aspetto fondamentale del metodo è che solo i maschi vengono liberati: non pungono e non rappresentano quindi alcun pericolo diretto per le persone. Il progetto avviato a Graz si concentra su aree urbane ben delimitate, come orti cittadini e quartieri residenziali, dove la presenza della zanzara tigre era diventata particolarmente evidente. Nei mesi di sperimentazione sono stati rilasciati centinaia di migliaia di maschi sterili e i primi dati sono incoraggianti.

Le analisi delle uova raccolte nelle zone trattate mostrano un’elevata percentuale di sterilità e una diminuzione progressiva delle femmine adulte. Un segnale che indica come i maschi sterili riescano effettivamente a inserirsi nel ciclo riproduttivo della popolazione selvatica.

Un’alternativa ai pesticidi

Uno dei principali punti di forza di questa strategia è l’assenza di sostanze chimiche. A differenza delle disinfestazioni tradizionali, che possono avere effetti collaterali su altri insetti utili e sull’ambiente, la tecnica dell’insetto sterile agisce solo sulla specie bersaglio. Non si tratta però di una soluzione immediata o universale. Il metodo richiede infrastrutture specializzate, personale qualificato e una pianificazione accurata dei rilasci. Inoltre, per mantenere l’efficacia, l’intervento deve essere ripetuto nel tempo e integrato con altre misure di prevenzione, come l’eliminazione dei ristagni d’acqua e il monitoraggio costante del territorio.

L’esperienza austriaca potrebbe aprire la strada a un nuovo approccio europeo nella gestione delle zanzare invasive. Con il cambiamento climatico destinato a favorire ulteriormente la diffusione di queste specie, soluzioni innovative e sostenibili diventano sempre più necessarie. La “lotta nucleare” alla zanzara tigre, lontana da scenari fantascientifici, si presenta dunque come una risposta scientifica concreta a un problema reale. Una strategia che punta a convivere con l’ambiente, riducendo l’impatto umano e affidandosi alla precisione della ricerca.