Monti Aurunci: gli animali che stanno diventando sempre più rari

0
49

I Monti Aurunci rappresentano uno dei patrimoni naturali più importanti del sud del Lazio. Boschi, pareti rocciose, valloni e sorgenti hanno ospitato per secoli una fauna ricca, oggi però sempre più fragile. Diverse specie animali, un tempo presenti o comunque osservabili, sono ormai rare, elusive o presenti solo in modo occasionale.

Non si tratta di un allarme astratto, ma di un cambiamento reale, percepibile anche da chi vive e frequenta il territorio.

Un ambiente che cambia

Negli ultimi decenni gli Aurunci hanno subito profonde trasformazioni: incendi ripetuti, abbandono delle attività agricole tradizionali, aumento del disturbo umano, urbanizzazione nelle aree limitrofe e una crescente scarsità d’acqua legata al cambiamento climatico. Tutto questo ha inciso pesantemente sugli equilibri naturali.

Mammiferi sempre più difficili da osservare

Il lupo appenninico, simbolo della fauna italiana, è oggi presente sugli Aurunci solo in modo sporadico. Non si parla più di branchi stabili, ma di singoli individui in transito tra i massicci vicini.

Ancora più rara è la possibile presenza del gatto selvatico europeo, specie elusiva e minacciata anche dall’ibridazione con i gatti domestici. La martora, legata ai boschi maturi, sopravvive in poche zone isolate, mentre l’istrice, fino a pochi anni fa abbastanza comune, è in netto calo a causa di investimenti stradali, bracconaggio e perdita di rifugi.

Uccelli: meno rapaci nel cielo

Tra gli uccelli, colpisce l’assenza quasi totale dell’aquila reale, che un tempo poteva trovare siti idonei alla nidificazione. Oggi si registrano solo avvistamenti occasionali. Il falco pellegrino resiste con pochissime coppie, mentre specie come il succiacapre, legata agli ambienti aperti, stanno diminuendo in modo silenzioso ma costante.

Rettili e anfibi in difficoltà

Particolarmente delicata è la situazione della testuggine di Hermann, simbolo della macchia mediterranea, oggi frammentata in piccoli nuclei vulnerabili a incendi e traffici illegali. Anche la salamandrina dagli occhiali, specie endemica italiana, sopravvive solo in ambienti molto specifici, legati alla presenza di acqua pulita e costante.

Una perdita che riguarda tutti

La scomparsa di queste specie non è solo un problema per gli esperti o gli ambientalisti. È una perdita che riguarda il territorio, la sua identità e la sua memoria. Gli animali degli Aurunci fanno parte della storia locale tanto quanto i sentieri, i muretti a secco e i borghi.

Tutela, conoscenza e rispetto dell’ambiente restano le uniche strade possibili per evitare che queste presenze diventino solo un ricordo. I Monti Aurunci possono ancora conservare la loro anima selvatica, ma solo se la comunità locale ne riconoscerà fino in fondo il valore.

Articolo precedenteMaltempo: allerta arancione nel Lazio
Articolo successivoChi erano davvero i Re Magi? Tra Vangelo, storia e leggenda
Pierluigi Larotonda
Laureato in Economia, ha collaborato col giornale web primaPrato, cronaca, e con Bisenziosette, settimanale carta stampata, occupandosi soprattutto di arte e libri. Ha scritto alcuni articoli culturali su Affari Italiani (2009). Conduce da molti anni il programma culturale Racconti Urbani su Radiocanale7 (arte, letteratura, storie metropolitane). Accanito lettore, tra i suoi libri l'almanacco calcistico NAZIONALI SENZA FILTRO (prefazione dell'osservatore tecnico azzurro del 2006, Giampiero Ceccarelli) e il saggio inchiesta IL DELITTO AMMATURO (presentato in Sala Stampa Camera dei Deputati l'8 novembre 2022 e con prefazione del giornalista Simone Di Meo). Ultimo volume pubblicato: Pali Azzurri, almanacco illustrato dei portieri della Nazionale italiana - prefazione di Giovanni Galli