Un nuovo richiamo coinvolge quasi 20mila automobili del gruppo Stellantis. La campagna, avviata in Francia, riguarda complessivamente 19.871 vetture appartenenti ai marchi Citroën, Fiat e Opel. I modelli interessati sono Citroën C3, Citroën C3 Aircross, Fiat Grande Panda e Opel Frontera, ma soltanto alcuni esemplari prodotti in determinati periodi. A prima vista potrebbe sembrare l’ennesimo richiamo tecnico destinato a risolversi con un semplice passaggio in officina. In realtà, il problema è considerato abbastanza importante da avere richiesto un intervento preventivo da parte del costruttore. Il componente interessato è infatti collegato alla direzione assistita elettrica e, in determinate condizioni, il suo danneggiamento potrebbe provocare anche un cortocircuito.
È proprio da qui che nasce il possibile rischio più serio: un incendio nell’abitacolo. Ma è importante chiarire subito un punto. Non significa che le vetture coinvolte stiano prendendo fuoco o che siano già stati registrati numerosi incendi. La campagna è stata predisposta in via precauzionale e, secondo le informazioni disponibili, non risultano incidenti né persone ferite riconducibili a questo specifico difetto.
Il problema riguarda un cablaggio collegato al sistema del servosterzo. In alcune vetture il cablaggio si trova in una posizione nella quale, con il normale utilizzo dell’auto, può essere sottoposto alle vibrazioni generate durante la marcia. Il movimento continuo può provocare nel tempo lo sfregamento del rivestimento protettivo dei cavi contro alcuni elementi presenti nella zona di montaggio. Se la protezione dovesse danneggiarsi, i cavi potrebbero arrivare a entrare in contatto e provocare un cortocircuito. La prima conseguenza possibile riguarda proprio lo sterzo. Il servosterzo elettrico potrebbe infatti smettere di funzionare e il conducente potrebbe ritrovarsi con un volante molto più pesante da azionare.
La situazione diventerebbe particolarmente evidente durante le manovre o alle basse velocità, quando l’assistenza elettrica è maggiormente utile. Ma esiste anche uno scenario più grave. Il cortocircuito potrebbe provocare un surriscaldamento e, nel peggiore dei casi, innescare un incendio nell’abitacolo. È questo il motivo per cui Stellantis ha deciso di intervenire prima che il problema possa trasformarsi in un evento pericoloso.
Quali sono le auto coinvolte
Il richiamo non riguarda indistintamente tutte le vetture degli stessi modelli. Sono interessati soltanto determinati veicoli prodotti in specifici periodi. Per quanto riguarda Citroën, la campagna coinvolge C3 e C3 Aircross prodotte tra il 21 febbraio e il 21 maggio 2025. Per Fiat sono invece interessate alcune Grande Panda prodotte dal 14 agosto 2024 al 14 aprile 2025. Il richiamo riguarda infine alcune Opel Frontera prodotte dall’11 marzo al 21 maggio 2025. Complessivamente, le vetture coinvolte sul mercato francese sono 19.871. Questo significa che possedere uno dei quattro modelli non è sufficiente per stabilire se la propria automobile sia interessata dal provvedimento. La verifica deve essere effettuata sulla specifica vettura, attraverso il numero di telaio.
La riparazione non costa nulla
Per i proprietari delle automobili coinvolte non è previsto alcun costo. Stellantis ha predisposto un intervento presso la rete ufficiale che consiste nella sistemazione del cablaggio della direzione assistita. I tecnici provvederanno a modificare il fissaggio e a proteggere adeguatamente la zona interessata, così da evitare che il cablaggio possa continuare a sfregare contro gli elementi che potrebbero danneggiarlo. L’intervento, secondo le informazioni diffuse sulla campagna, richiede meno di un’ora e mezza. I proprietari delle vetture interessate vengono contattati dal rispettivo marchio per organizzare il passaggio in officina.
Il rischio incendio va letto nel modo corretto
La parola “incendio” è inevitabilmente quella che attira maggiormente l’attenzione, ma in questo caso è fondamentale non creare allarmismi. Il richiamo non nasce infatti da una serie di automobili che hanno già preso fuoco. Il problema individuato dai tecnici può potenzialmente portare a un cortocircuito e, nella circostanza più grave, a un incendio. Proprio per questo il costruttore ha deciso di intervenire preventivamente. Per chi possiede una Citroën C3, una C3 Aircross, una Fiat Grande Panda o una Opel Frontera, dunque, non c’è motivo di pensare automaticamente che l’auto sia pericolosa. La cosa importante è invece controllare se il proprio veicolo rientra nella campagna di richiamo.
E in Italia?
Il dato dei 19.871 veicoli si riferisce alla campagna individuata in Francia. Non è quindi corretto trasformare automaticamente quel numero in “20mila auto italiane a rischio”. Anche per questo, prima di parlare di un coinvolgimento del mercato italiano, occorre verificare i dati ufficiali relativi ai veicoli immatricolati e distribuiti in Italia. La procedura più sicura per il proprietario resta comunque quella di controllare il VIN, cioè il numero di identificazione del veicolo, attraverso i canali ufficiali del proprio marchio o rivolgendosi direttamente a una concessionaria o officina autorizzata.
La vicenda dimostra ancora una volta quanto sia importante prendere sul serio le campagne di richiamo. Un difetto che può sembrare inizialmente limitato a un componente elettrico può infatti avere conseguenze più ampie sulla sicurezza. In questo caso Stellantis ha scelto di intervenire in anticipo, sostituendo o modificando il componente interessato e riducendo così il rischio prima che possa trasformarsi in un problema concreto per gli automobilisti.














