Riforma della Giustizia – Il prossimo 22 e 23 marzo i cittadini italiani saranno chiamati alle urne per il referendum sulla riforma della giustizia. Si tratta di un passaggio cruciale che, come sottolinea l’avvocato Gianmarco Cavaliere di Formia, “non è un referendum pro o contro l’attuale Esecutivo, ma uno strumento per decidere se modificare o meno il sistema giudiziario”. Secondo Cavaliere, il referendum è confermativo, quindi sarà valido indipendentemente dal numero di votanti. È stato richiesto perché in Parlamento non si è raggiunta la maggioranza qualificata dei due terzi, e la sua celebrazione è stata promossa da un quinto dei membri di ciascuna Camera, da almeno 500 mila firme e da cinque Consigli Regionali.
Riforma della Giustizia – I punti chiave sono: separazione delle carriere nella magistratura. I giudici e pubblici ministeri avranno ruoli distinti, per garantire maggiore imparzialità. Istituzione di due Consigli Superiori della Magistratura (CSM): uno per i giudicanti e uno per i requirenti, entrambi presieduti dal Capo dello Stato. Alta Corte disciplinare: organo esclusivo per la giurisdizione disciplinare dei magistrati, con composizione mista tra togati e membri sorteggiati. “Con la separazione delle carriere – afferma Cavaliere – si avrà una giustizia più equa ed efficiente, con ruoli ben definiti. Inoltre, l’Alta Corte disciplinare garantirà controlli rigorosi, mantenendo la maggioranza togata”. Il referendum è anche sospensivo, poiché il suo esito condizionerà l’entrata in vigore della legge costituzionale. In caso di vittoria del Sì, il Presidente della Repubblica promulgherà la legge e la pubblicherà sulla Gazzetta Ufficiale. Dott. Cavaliere, perché ritiene importante votare Sì al referendum? «Perché questa riforma introduce principi di equità e chiarezza nei ruoli della magistratura, separando le carriere e riducendo conflitti di interesse». Riforma della Giustizia – Qual è il significato di “referendum confermativo”? «Significa che non è previsto un quorum: sarà valido indipendentemente dal numero di votanti. È stato richiesto perché in Parlamento non si è raggiunta la maggioranza dei due terzi». Quali sono i vantaggi della separazione delle carriere? «Garantisce che chi giudica non sia lo stesso che accusa, rafforzando l’imparzialità del sistema». Come funzioneranno i due CSM? «Saranno distinti per giudicanti e requirenti, con membri sorteggiati tra magistrati e professionisti del diritto, e presieduti dal Capo dello Stato». L’Alta Corte disciplinare è una novità importante? «Sì, perché centralizza la giurisdizione disciplinare e assicura controlli più rigorosi, mantenendo la maggioranza togata». Vuole chiarire un punto: questo referendum è politico? «Assolutamente no. Non è pro o contro il Governo, ma riguarda esclusivamente la riforma della giustizia».













