Una domenica gratuita può diventare l'occasione per attraversare secoli di storia in pochi chilometri. Domenica 4 ottobre 2026, in occasione della Domenica al Museo, i luoghi della cultura statali aprono gratuitamente al pubblico. Nel Lazio meridionale l'appuntamento offre l'opportunità di costruire un itinerario tra archeologia romana, miti dell'Odissea e architettura ottocentesca, con tre tappe particolarmente suggestive: il Museo Archeologico di Sperlonga, il Parco archeologico di Minturnae e il Ponte Real Ferdinando, meglio conosciuto come Ponte Borbonico sul Garigliano .
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Il filo conduttore è quello di un territorio attraversato per secoli da viaggiatori, eserciti, mercanti e imperatori. Da una parte il mare di Sperlonga e la villa dell'imperatore Tiberio, dall'altra la città romana di Minturnae, sorta lungo il Garigliano e attraversata dall'antica Via Appia. A fare da ponte tra le epoche è proprio il Real Ferdinando, una delle più importanti testimonianze di ingegneria del Regno delle Due Sicilie.
Museo Archeologico di Sperlonga: dove il mito di Ulisse prende forma - La prima tappa dell'itinerario può essere Parco archeologico della Villa di Tiberio e Museo archeologico Nazionale - Sperlonga, lungo la Via Flacca. Il museo nasce dalla straordinaria scoperta avvenuta nel 1957, quando i lavori per la realizzazione della strada litoranea portarono alla luce la grotta e i resti della villa imperiale tradizionalmente associata a Tiberio, imperatore dal 14 al 37 d.C. Gli scavi restituirono migliaia di frammenti marmorei appartenenti a monumentali gruppi scultorei ispirati soprattutto alle vicende di Ulisse. Il Museo Archeologico Nazionale di Sperlonga venne inaugurato nel 1963 proprio per accogliere queste opere, diventando nel tempo una delle mete più importanti per chi vuole conoscere la scultura antica e il rapporto tra arte, mito e cultura romana. Ed è qui che si incontra uno dei protagonisti assoluti della visita: il Gruppo di Polifemo.
Il Gruppo di Polifemo: Ulisse contro il gigante dell'Odissea
Tra le opere più spettacolari conservate a Sperlonga c'è il gruppo dedicato all'accecamento di Polifemo, una delle scene più celebri dell'Odissea. La composizione racconta il momento in cui Ulisse e i suoi compagni affrontano il ciclope. La monumentalità della scena, la tensione dei corpi e il dinamismo della composizione trasformano il racconto di Omero in una sorta di teatro di marmo. Il complesso scultoreo di Sperlonga comprende anche il celebre gruppo di Scilla e altre rappresentazioni legate alle avventure di Ulisse. La tradizione attribuisce il Gruppo di Polifemo e quello di Scilla agli scultori rodii Athanodoros, Hagesandros e Polydoros, gli stessi nomi associati al celebre Laocoonte dei Musei Vaticani. Particolarmente famosa è anche la testa di Ulisse, diventata nel tempo una delle immagini simbolo del museo e della cosiddetta Riviera di Ulisse .
La visita, quindi, non è soltanto un incontro con reperti archeologici: è il racconto di come il mondo romano abbia fatto propri i grandi miti del Mediterraneo.

La grotta di Tiberio e la villa affacciata sul Mediterraneo
Il percorso di Sperlonga conduce anche verso i resti della villa marittima e verso la grande grotta naturale che faceva parte del complesso residenziale.
La grotta aveva un ruolo scenografico fondamentale nell'organizzazione della villa. Al suo interno erano collocati i gruppi scultorei, in rapporto con le vasche e con il paesaggio marino. Il risultato doveva essere un ambiente spettacolare nel quale architettura, scultura e natura dialogavano continuamente. Attenzione per chi visita Sperlonga: la grotta risulta attualmente temporaneamente chiusa al pubblico per lavori di manutenzione straordinaria . Il museo e l'area archeologica restano invece oggetto di visita secondo le modalità indicate dalla Direzione regionale Musei nazionali Lazio.

Da Sperlonga a Minturnae: sulle tracce della Via Appia
Dopo Sperlonga, l'itinerario può proseguire verso Minturno, dove la storia romana incontra quella moderna. Il Parco archeologico di Minturnae conserva i resti della colonia romana fondata nel 296 a.C., in una posizione strategica vicino al mare e al fiume Garigliano. La città crebbe anche grazie alla presenza della Via Appia, che ne costituiva uno degli assi fondamentali. Dal luglio 2024 il parco fa parte del sito UNESCO della Via Appia. Regina Viarum.
Passeggiando nell'area archeologica si incontrano il foro repubblicano, il foro imperiale, il macellum, le terme e gli altri edifici che raccontano la vita quotidiana di una città romana. Ma c'è un luogo che cattura immediatamente l'attenzione: il Teatro Romano.
Teatro Romano di Minturnae: la città romana diventa spettacolo
Il teatro sorge nell'area del foro repubblicano e rappresenta uno degli elementi più riconoscibili del complesso archeologico. La sua presenza racconta quanto lo spettacolo fosse parte integrante della vita urbana romana. Il teatro non era soltanto uno spazio per assistere alle rappresentazioni: era un luogo di incontro e di socialità, inserito nel cuore della città. Oggi le strutture conservate consentono di leggere l'organizzazione dell'antico centro urbano e di immaginare il rapporto tra il teatro, il foro e la Via Appia.
Particolarmente interessante è anche l'Antiquarium di Minturnae, allestito negli ambulacri e nelle sostruzioni del teatro romano. Qui il visitatore può completare il percorso archeologico con i reperti che aiutano a ricostruire la storia della colonia e del territorio.

Il Ponte Borbonico sul Garigliano: il viaggio continua nell'Ottocento
A pochi passi dall'area archeologica cambia completamente lo scenario. Sul Garigliano si trova il Ponte Real Ferdinando, conosciuto anche come Ponte Borbonico, costruito nel XIX secolo per volontà della monarchia borbonica. Il progetto fu affidato all'ingegnere Luigi Giura: l'opera, commissionata da Francesco I e portata a compimento sotto Ferdinando II di Borbone, fu terminata nel 1832. La Direzione regionale Musei nazionali Lazio lo indica come il primo esempio di ponte sospeso a catenaria di ferro in Italia, oltre che come una significativa testimonianza dell'architettura industriale del Regno delle Due Sicilie.
È una struttura che merita attenzione non soltanto per la sua soluzione ingegneristica, ma anche per la posizione. Il Garigliano segna infatti il confine tra Lazio e Campania e il ponte racconta una fase della storia italiana precedente all'Unità.

Dal Risorgimento alla Seconda guerra mondiale
La storia del Ponte Real Ferdinando non si ferma all'Ottocento. Il ponte fu coinvolto negli eventi militari del 29 ottobre 1860, quando nell'area si confrontarono le forze del Regno di Sardegna e quelle del Regno delle Due Sicilie. Decenni più tardi, durante la Seconda guerra mondiale, il ponte tornò a trovarsi al centro degli eventi bellici legati al superamento della Linea Gustav. Il 14 ottobre 1943 la struttura sospesa venne fatta saltare dai guastatori tedeschi; rimasero in piedi le strutture murarie.
Il ponte è quindi una testimonianza che attraversa diverse epoche: l'ingegneria borbonica, il Risorgimento, la guerra e la successiva conservazione del patrimonio storico.
Ponte Real Ferdinando aperto il 4 ottobre: l'occasione della prima domenica del mese
C'è un motivo in più per inserire il Ponte Borbonico nell'itinerario di domenica 4 ottobre. Il sito ufficiale della Direzione regionale Musei nazionali Lazio indica infatti proprio per domenica 4 ottobre 2026 un'apertura straordinaria del Ponte Real Ferdinando dalle 9:30 alle 13:30, con ultimo ingresso alle 13:00. Il ponte, infatti, normalmente è visitabile soltanto durante specifiche aperture straordinarie. Nella stessa giornata il Parco archeologico di Minturnae aderisce alla Domenica al Museo, con ingresso gratuito nella prima domenica del mese.
Per chi vuole sfruttare al massimo la giornata, si tratta dunque di un'occasione particolare: prima l'archeologia della città romana, poi il teatro e infine il ponte sul Garigliano.
Domenica al Museo 4 ottobre: un itinerario tra mito, Roma e storia moderna
La Domenica al Museo di domenica 4 ottobre 2026 permette di trasformare una normale domenica d'autunno in un piccolo viaggio nella storia del Lazio meridionale.
A Sperlonga, il protagonista è il mondo mitologico di Ulisse, con il monumentale Gruppo di Polifemo e le altre sculture provenienti dalla villa di Tiberio.
A Minturnae, invece, il racconto cambia registro: la città romana, il Teatro Romano, il foro, il macellum e le terme restituiscono la dimensione quotidiana di una colonia attraversata dalla Via Appia.
Infine, sul Garigliano, il Ponte Real Ferdinando porta il visitatore nell'Ottocento borbonico e nella storia contemporanea.
Tre luoghi diversi, dunque, ma un unico territorio. Un itinerario nel quale il mito dell'Odissea, la potenza di Roma e la storia dell'Italia moderna si incontrano a poca distanza dal mare.
Informazioni utili per la visita
Museo Archeologico Nazionale e Parco archeologico della Villa di Tiberio – Sperlonga
- Indirizzo: Via Flacca km 16,300, ingresso da Via Valle Corsara.
- Il museo è normalmente aperto dalle 8:30 alle 19:30, con ultimo ingresso alle 19:00.
- L'area archeologica segue orari stagionali; per ottobre l'ultimo ingresso indicato è alle 17:00, con chiusura alle 18:00.
- La grotta di Tiberio è attualmente chiusa per lavori di manutenzione straordinaria.
- Per domenica 4 ottobre è consigliabile verificare prima della partenza eventuali aggiornamenti sulle modalità di accesso.
Parco archeologico di Minturnae e Teatro Romano
- Indirizzo: Via Ferdinando II di Borbone, Minturno.
- Il parco è normalmente aperto dalle 8:30 alle 19:00 nel periodo estivo e dalle 8:30 alle 16:00 nel periodo invernale.
- L'ingresso è gratuito la prima domenica del mese.
- All'interno del parco è disponibile un parcheggio gratuito e incustodito.
- L'Antiquarium allestito nelle strutture del Teatro Romano è accessibile alle persone con disabilità, mentre il parco è parzialmente accessibile.
Ponte Real Ferdinando
- Apertura straordinaria domenica 4 ottobre 2026.
- Orario: 9:30-13:30.
- Ultimo ingresso: 13:00.
- Il ponte è visitabile esclusivamente durante le aperture straordinarie.
Una domenica nel segno della storia
La prima domenica di ottobre offre così una possibilità concreta per scoprire un angolo del Lazio spesso raccontato soprattutto attraverso le sue spiagge e i suoi borghi. A Sperlonga, davanti al Gruppo di Polifemo, prende forma il mito di Ulisse. A Minturnae, tra le gradinate del Teatro Romano, emerge la quotidianità di una città antica. Sul Garigliano, infine, il Ponte Borbonico ricorda che la storia del territorio non si è fermata con la caduta dell'Impero romano.
È proprio questa successione di epoche a rendere il percorso particolarmente interessante: in una sola giornata si passa dall'Odissea alla Roma imperiale, dalla Via Appia al Regno delle Due Sicilie, fino alle drammatiche vicende della Seconda guerra mondiale.
Un viaggio nella storia del Lazio meridionale, con il vantaggio — domenica 4 ottobre — dell'ingresso gratuito nei siti statali aderenti alla Domenica al Museo.





