Oggi la Chiesa Cattolica e quelle Ortodosse ricordano Anna e Gioacchino, i genitori della Vergine Maria. Secondo la tradizione Gioacchino è un anziano pastore e sacerdote, abita a Gerusalemme, insieme alla sua sposa Anna. I due non avevano figli ed erano una coppia avanti con gli anni. Un giorno mentre Gioacchino è al lavoro nei campi, gli appare un Angelo, per annunciargli la nascita di un figlio ed anche Anna ha la stessa visione. E a Roma dopo l’Angelus, Papa Francesco ha ricordato i santi Gioacchino e Anna, i nonni di Gesù, esortando i ragazzi di oggi a non dimenticare le loro “radici” I giovani, alberi pronti a crescere, ma con radici solide che sono i nonni. Papa Francesco all’Angelus definisce così i ragazzi di oggi chiamati, nel giorno in cui la Chiesa ricorda i santi Gioacchino e Anna, a non dimenticare i loro cari soprattutto in questo tempo di pandemia.
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Il Papa ai giovani chiede un gesto d’affetto, suggerisce strade da percorrere per non far sentire soli i loro nonni: “Vorrei invitare i giovani a compiere un gesto di tenerezza verso gli anziani, soprattutto i più soli, nelle case e nelle residenze, quelli che da tanti mesi, non vedono i loro cari. Cari giovani, ciascuno di questi anziani è vostro nonno! Non lasciateli soli! Usate la fantasia dell’amore, fare telefonate, videochiamate, inviate messaggi, ascoltateli e dove possibile, nel rispetto delle norme sanitarie, andate anche a trovarli. Inviate loro un abbraccio”. Santi Gioacchino e Anna, la loro preghiera è una sorgente che porta a Maria. Il Papa riprende poi i versi di un poeta argentino, Francisco Luis Bernárdez, già ricordato a Dublino all’Incontro Mondiale delle Famiglie nel 2018, quando diceva che “i bambini non crescono nell’amore se non imparano a comunicare con i loro nonni”. E ora: “Per essere solidi, infatti, bisogna avere radici solide. Radici che hanno un nome: i nonni. Loro sono le vostre radici. Un albero staccato dalle radici non cresce, non dà fiori e frutti. Per questo è importante l’unione e il collegamento con le vostre radici. Quello che l’albero ha di fiorito viene da quello che ha di sotterrato, dice un poeta della mia patria. Per questo vi invito a fare un applauso grande ai nostri nonni, tutti!”





