Il lungomare dimenticato tra Formia e Gaeta, occasione persa per un percorso sostenibile

Un percorso pedonale insicuro e trascurato che potrebbe diventare il simbolo di una nuova visione urbana, dove la bellezza del mare incontra il benessere e la mobilità sostenibile.

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Il lungomare dimenticato tra Formia e Gaeta, occasione persa per un percorso sostenibile – Il Golfo di Gaeta è uno degli scenari più suggestivi del basso Lazio, un tratto di costa dove il mare incontra la storia e la quotidianità di due città profondamente legate tra loro come Formia e Gaeta. In questo spazio, che potrebbe rappresentare la sintesi perfetta tra bellezza naturale e qualità della vita, si consuma invece una contraddizione evidente: il percorso pedonale che collega i due centri, affacciato sul mare, versa in condizioni che non sono all’altezza del paesaggio che lo circonda.

Chi lo attraversa ogni giorno lo sa bene. La pavimentazione è irregolare, in alcuni punti dissestata, con buche e radici affioranti che rendono insicura la camminata. L’illuminazione non sempre è adeguata e la manutenzione appare intermittente. Per chi corre, il rischio di inciampare è concreto; per gli anziani o per chi spinge un passeggino, il tragitto può trasformarsi in un percorso a ostacoli. Non è soltanto una questione di decoro urbano, ma di sicurezza e di rispetto verso cittadini e visitatori.

Eppure quel tratto potrebbe essere molto di più di un semplice collegamento tra due comuni. Potrebbe diventare il simbolo visibile di un territorio che sceglie di investire nella mobilità dolce, nel benessere, nella vivibilità. In un’epoca in cui sempre più persone scelgono di camminare o correre all’aperto, in cui il turismo cerca esperienze autentiche e sostenibili, lasciare in stato di precarietà uno spazio così strategico significa rinunciare a una straordinaria opportunità.

Il lungomare tra Formia e Gaeta potrebbe essere il luogo dove la bellezza incontra il movimento, dove il panorama del golfo accompagna il passo dei runner all’alba e delle famiglie al tramonto. Potrebbe essere la rappresentazione concreta di un territorio che valorizza il proprio paesaggio non solo come cartolina, ma come spazio vissuto. Invece oggi rischia di diventare un biglietto da visita opaco, un racconto urbano che non rende giustizia alle potenzialità del golfo.

Degrado in bella vista

Riqualificare quel percorso non significherebbe soltanto sistemare una pavimentazione o migliorare l’illuminazione. Vorrebbe dire affermare una visione, scegliere di mettere al centro la qualità dello spazio pubblico e la salute delle persone. Un camminamento continuo, sicuro e curato potrebbe incentivare uno stile di vita più attivo, attrarre turismo sportivo, rafforzare l’identità condivisa delle due città e restituire al Golfo di Gaeta un ruolo coerente con la sua bellezza.

La distanza tra ciò che è e ciò che potrebbe essere non è insormontabile. Serve volontà politica, coordinamento tra amministrazioni e autorità locali e una progettazione capace di guardare oltre l’emergenza e la manutenzione ordinaria. 

Il mare è già lì, la luce e il panorama pure. Occorre solo trasformare quel tratto di costa in ciò che merita di essere: un simbolo di armonia tra natura, città e benessere.