LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELLA REGIONE LAZIO 

Nonostante l’intervento della Commissione Europea, continua nel Lazio il degrado delle aree della rete Natura 2000 

Italia Nostra ricorre al TAR contro taglio bosco delle Lucinette nel Parco dei Simbruini 

La rete dei siti Natura 2000 è stata istituita dalle direttive europee 92/43/CEE “Habitat” e 79/409/CEE “Uccelli”, per la salvaguardia della biodiversità.  I siti sono denominati ZPS (zone di protezione speciale) per la direttiva “Uccelli” e SIC (sito di interesse comunitario) per la direttiva “Habitat”, che, a conclusione del processo di elaborazione delle misure di tutela diventano ZSC (zone speciali di conservazione). In Italia la rete Natura 2000 è gestita dalle regioni.  

Il Lazio ha circa 200 siti, a tutela di ambienti naturali di notevole interesse, spesso all’interno di parchi o riserve.  Ma non tutti i siti hanno i previsti piani di gestione, e il monitoraggio da parte della Regione è praticamente inesistente.

In altri Paesi, anche in altre regioni italiane, i siti Natura 2000 sono spesso valorizzati in funzione culturale o turistica. Nel Lazio, a nostra conoscenza, non ci sono esempi del genere. Molti siti sono invece minacciati o degradati da interventi “spontanei” o “autorizzati”.

Emblematico è il caso della ZSC dei travertini, presso il fiume Aniene, divenuta una discarica, con tanto di incendi dolosi. In questo caso sembra che ci sia una resipiscenza da parte della Regione, ma non è così per i cinque siti del Terminillo, minacciati da colossali progetti di improbabile sviluppo sciistico, per la ZPS del Monte Gennaro, dove, accanto a numerosi ripetitori abusivi è stato “autorizzato” un ristorante, servito da una strada abusiva, e si potrebbe continuare.

Eppure gli interventi nei siti Natura 2000 richiedono una procedura tecnica di valutazione d’incidenza (VINCA), eseguita dagli uffici regionali, che ne valuti gli effetti. 

Ma la VINCA viene talvolta omessa, e spesso aggirata con relazioni che ignorano la normativa, o sono prive di una reale valutazione dell’impatto previsto. Chi redige le relazioni non sempre è adeguatamente qualificato, e può anche essere un privato incaricato da chi propone i progetti.

Tutto ciò avviene anche in altre regioni, tant’è che la LIPU e il WWF nel 2013 hanno inviato a Bruxelles un dossier sui gravi danni arrecati con le procedure viziate citate a circa 40 siti della rete Natura 2000 in Italia. La Commissione Europea ha aperto un procedimento di infrazione (EU Pilot 6730/14/ENVI), e, per evitare le pesanti sanzioni previste, il governo italiano, dopo lunga trattativa, ha varato nel dicembre 2019 delle nuove e più stringenti linee-guida, approvate subito dopo dalla Conferenza Permanente Stato-Regioni.  

Non sembra però che le nuove disposizioni abbiano cambiato qualcosa nel Lazio, come mostra la recente vicenda del taglio di un bosco, di proprietà del comune di Subiaco, all’interno del Parco Regionale del Monti Simbruini e dell’area ZPS IT6050008. Si tratta di un taglio di circa 20 ettari del bosco delle Lucinette, una fitta lecceta sul versante sud dei monti sulla destra dell’Aniene, autorizzato a marzo 2021 con un nulla osta del Parco e una valutazione d’incidenza favorevole degli uffici regionali per la ZPS.

Ma il Piano di Assetto (PA) del Parco non consente il taglio di leccete su terreni in pendenza, in quanto formazioni di difesa del suolo, e richiederebbe un permesso per l’impatto paesaggistico, che manca. La VINCA dovrebbe essere un procedimento più tecnico e stringente, ma la relativa dichiarazione non menziona neppure il piano di gestione della ZPS, che, come il Piano di Assetto del Parco non consente il taglio di leccete sui pendii, e non v’è traccia di una reale valutazione d’impatto come prevedono le nuove linee guida ministeriali.  

Il bosco delle Lucinette è caro ai sublacensi per la presenza di un caratteristico sperone di roccia (la Morra Ferogna) legato a culti pre-romani, e delle rovine del monastero di Santa Chelidonia.  Italia Nostra, in collaborazione di un comitato locale sorto per la difesa del bosco, ha presentato un ricorso al TAR per l’annullamento dell’autorizzazione al taglio. La sentenza, a nostro avviso, sarà certamente un segnale importante nel contenzioso tra le istituzioni europei e il governo italiano.  

Italia Nostra chiede alla Regione Lazio che si ponga fine alla disdicevole pratica di aggirare i requisiti della procedura di VINCA e si adottino in pieno le linee guida emanate dalla Conferenza Permanente Stato-Regioni.