Addio a Marcello Rosario Caliman. Il Golfo di Gaeta perde una delle sue voci più autorevoli

La redazione di Golfo e Dintorni Magazine Italia e TuttoGolfo.it è in lutto. È venuto a mancare Marcello Rosario Caliman, una delle figure più autorevoli, appassionate e generose del giornalismo e della cultura del Golfo di Gaeta.

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Ci sono persone che attraversano la nostra vita e poi ci sono persone che, della nostra vita e della nostra comunità, diventano parte della storia. Marcello Rosario Caliman apparteneva a questa seconda categoria. Per questo oggi, per la redazione di Golfo e Dintorni Magazine Italia e TuttoGolfo.it, non è semplice scrivere un articolo. Non è semplice mettere in fila le parole quando quelle parole dovrebbero raccontare la scomparsa di un collega, di un direttore, di un uomo di cultura, di un amico e, soprattutto, di una presenza che per tanti anni è stata un punto di riferimento per l’intero Golfo di Gaeta.

Marcello è deceduto presso la Casa del Sole di Formia, luogo che nell’ultimo periodo lo ha accolto innumerevoli volte e nel quale ha trovato attenzione, cura e umanità. Al suo fianco, il direttore Maurizio Costa e l’ineguagliabile équipe clinica hanno fatto tutto il possibile per accompagnarlo nel difficile percorso della malattia, contribuendo a regalargli tempo, assistenza e dignità. Ma la verità è che, davanti alla malattia, Marcello non si è mai arreso. La sua è stata una battaglia lunga e durissima, combattuta con una forza che sorprendeva chiunque gli fosse vicino. Una forza che apparteneva soltanto a lui. Perché Marcello, fino all’ultimo, ha continuato a lottare. Era un leone.

Raccontava spesso che, in un grande Policlinico romano, gli erano stati prospettati pochi anni di vita. Marcello, invece, quei pronostici li ha smentiti vivendo per oltre dieci anni con la malattia. Dieci anni nei quali non ha smesso di scrivere, di insegnare, di studiare, di occuparsi del territorio, di battersi per l’ambiente e di ascoltare chiunque avesse bisogno di una voce. Nonostante il dolore, continuava a guardare avanti. Nonostante la fatica, continuava a progettare. Nonostante tutto, continuava a essere Marcello. Era forte. Era davvero un leone.

E forse è proprio questa l’immagine con la quale vogliamo salutarlo. Non quella di un uomo che alla fine ha perso una battaglia, ma quella di un uomo che per anni ha combattuto contro qualcosa di molto più grande di lui e che, nel frattempo, ha continuato a donare agli altri tutto ciò che aveva. Marcello era un uomo dalle molte vite. Giornalista, scrittore, storico, docente, uomo di Chiesa, ambientalista, filantropo. Ma prima ancora di ogni titolo e di ogni incarico era un uomo profondamente innamorato del territorio. Aveva un rapporto quasi viscerale con il Golfo di Gaeta e con la sua gente. Ascoltava. Raccoglieva storie. Conservava memorie. Interveniva quando qualcosa non andava. E quando incontrava un’ingiustizia, difficilmente riusciva a rimanere in silenzio. Era sempre in prima linea.

La sua voce è stata per anni una delle voci più riconoscibili del territorio. Non una voce distante, ma una voce presente, capace di raccogliere le istanze delle persone e trasformarle in attenzione pubblica. Tante battaglie ambientali sono state combattute anche grazie al suo impegno e tante situazioni che rischiavano di rimanere nell’ombra hanno trovato qualcuno disposto a raccontarle. Per questo, nel tempo, molti hanno finito per considerarlo una sorta di Supereroe del Golfo di Gaeta. Un soprannome che poteva sembrare scherzoso, ma che raccontava bene la sua ostinazione nel difendere ciò in cui credeva. Marcello era anche un grande custode della memoria.

Gigliola Camerota e Marcello Caliman nel Giubileo Matrimoniale celebrato qualche anno fa
Università Pegaso: titolare della Cattedra di storia greca con il Professore Associato Clorinda Sorrentino

La sua amata Minturno occupava un posto speciale nel suo cuore e nella sua produzione letteraria. A questa città ha dedicato ben cinque libri, per complessive 2.171 pagine. E’ stato lo scrittore a scrivere di più su Minturno. Un lavoro enorme, fatto di ricerca, passione e amore. Nessuno, probabilmente, ha raccontato Minturno con la sua stessa ostinazione e con quella volontà di consegnare alle generazioni future la memoria di luoghi, persone, tradizioni e vicende che altrimenti avrebbero rischiato di scomparire.

Uno dei libri di Marcello Rosario Caliman

Era un uomo che credeva profondamente nel valore della cultura e della conoscenza. È stato Direttore Editoriale della testata giornalistica Golfo e Dintorni Magazine Italia e TuttoGolfo.it, giornalista accreditato CEI, diacono dell’Arcidiocesi di Gaeta e Vice Direttore della Commissione Diocesana per l’Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso. È stato Presidente Regionale del Lazio di Italia Nostra Onlus, Delegato per Gaeta dell’AICC affiliata UNESCO, titolare della Cattedra Universitaria di Storia Greca presso l’Università Telematica Pegaso di Napoli e Cultore Universitario di Storia Contemporanea.

Un curriculum importante, certamente. Ma oggi, davanti alla morte, quei titoli sembrano quasi insufficienti a raccontare chi fosse davvero Marcello. Perché Marcello era soprattutto una persona. Una persona che aveva sempre un orecchio aperto verso il territorio. Una persona alla quale si poteva raccontare un problema. Una persona che sapeva ascoltare e che spesso trasformava quell’ascolto in azione.

Cosimino Mitrano tra Andrea Brengola e Marcello Rosario Caliman

Aveva modi regali e nobili, quasi appartenenti a un’altra epoca. La sua eleganza, il suo linguaggio, il suo modo di rapportarsi agli altri lo rendevano immediatamente riconoscibile. Ma dietro quei modi c’era una grande umanità. Era benvoluto. Era conosciuto. Era rispettato. E oggi comprendiamo ancora di più quanto fosse importante la sua presenza. Perché Marcello non era semplicemente un componente della nostra redazione. Era uno dei suoi pilastri. La sua professionalità, la sua cultura e la sua esperienza hanno arricchito il nostro lavoro e hanno contribuito a dare maggiore forza alla nostra voce sul territorio. La sua scomparsa lascia un vuoto che sarà impossibile colmare.

Ci saranno momenti nei quali, davanti a una notizia, ci verrà spontaneo pensare a cosa avrebbe detto Marcello. Ci saranno battaglie nelle quali sentiremo la mancanza della sua voce. Ci saranno storie di Minturno e del Golfo che ci faranno venire in mente quelle migliaia di pagine che ha scritto per amore della sua terra. E allora capiremo che, in realtà, Marcello non se ne sarà completamente andato. Resterà nei suoi libri. Resterà nelle persone che ha formato. Resterà nelle battaglie che ha combattuto. Resterà nei luoghi che ha difeso. Resterà nella memoria di chi lo ha conosciuto. Resterà nelle pagine di questa redazione che per tanti anni ha contribuito a rendere più forte e più autorevole.

Cristian Leccese con Marcello Rosario Caliman

La vita gli aveva presentato una sfida terribile e lui l’ha affrontata con il coraggio di un leone. Oggi quella lunga battaglia è finita. Vogliamo immaginarlo finalmente sereno, libero dalla sofferenza, mentre raggiunge e si ricongiunge ai suoi cari. E vogliamo pensare che, da qualche parte, continuerà a osservare il suo amato Golfo, magari ancora pronto a indignarsi davanti a un’ingiustizia o a ricordarci che c’è sempre qualcosa per cui vale la pena combattere.

Ciao Marcello. Il Golfo perde un uomo, un giornalista, uno scrittore, un intellettuale, un ambientalista, un filantropo. Noi perdiamo un grande amico e un collega. Ma soprattutto perdiamo una presenza che per tanti anni ha fatto sentire la sua voce. E certe voci, anche quando smettono di parlare, continuano a farsi sentire.

Maurizio Costa con Marcello Rosario Caliman

La redazione di Golfo e Dintorni Magazine Italia e TuttoGolfo.it si stringe con profondo dolore alla famiglia, agli amici, alla comunità ecclesiale e a tutti coloro che hanno condiviso con Marcello un tratto di cammino. Grazie, Marcello, per tutto quello che hai fatto. Grazie per le battaglie, per le parole, per i libri, per la cultura e soprattutto per l’amore che hai saputo dimostrare verso la tua terra. Il tuo Golfo non dimenticherà il suo leone. Grazie, Marcello. Mi hai insegnato a scrivere con il cuore, ma anche con rispetto ed educazione; mi hai insegnato che ogni storia merita di essere raccontata con passione, senza mai dimenticare il rispetto per le persone, per i luoghi e per tutte le parti coinvolte. I funerali si svolgeranno mercoledì alle ore 10:30 presso la Chiesa Sant’Albina a Scauri di Minturno.

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