Una richiesta di chiarimenti sull’iter amministrativo relativo all’assegnazione di nuove aree demaniali del porto commerciale di Gaeta è stata indirizzata alla Procura della Repubblica di Cassino. La segnalazione, contenuta in una lettera aperta diffusa nei giorni scorsi da Paola Villa, pone alcuni interrogativi sullo svolgimento delle riunioni degli organismi dell’Autorità di Sistema Portuale chiamati a esaminare il procedimento. Al centro della vicenda c’è una concessione demaniale relativa a un’area di oltre 34mila metri quadrati nel porto di Gaeta.

InserisciTuttoGolfotra le tue fonti preferite su Google

Lo troverai più spesso nelle notizie principali

Secondo quanto riportato nella lettera, durante la riunione della Commissione Consultiva Locale del 29 settembre sarebbero emerse questioni riguardanti la partecipazione al voto di alcuni componenti e, in particolare, la sussistenza del numero legale. Si tratta di circostanze che, allo stato, vengono rappresentate come contestazioni e che richiederebbero la verifica degli atti e dei verbali ufficiali.

Il giorno successivo, 30 settembre, il Comitato di Gestione dell’Autorità di Sistema Portuale ha effettivamente esaminato la pratica relativa al porto di Gaeta. Nel resoconto ufficiale pubblicato dall’Autorità il 1° ottobre si riferisce dell’approvazione, con tre voti favorevoli e un’astensione, di una proposta di accordo procedimentale finalizzata al rilascio di una concessione ai sensi dell’articolo 18 della legge 84/1994. La superficie indicata nel documento ufficiale è di 34.200 metri quadrati.

L’Autorità precisa inoltre che il procedimento aveva seguito un iter articolato, con più istanze e opposizioni, e che la soluzione individuata prevede una rimodulazione delle superfici, mantenendo una parte delle aree nella disponibilità pubblica e una viabilità destinata anche a garantire accessibilità e sicurezza delle banchine. La lettera diffusa da Paola Villa solleva però ulteriori interrogativi sulla regolarità delle procedure seguite nella precedente Commissione Consultiva e chiede che siano gli organi competenti a verificare la correttezza dell'iter.

È dunque opportuno distinguere tra quanto risulta dagli atti ufficiali e quanto viene contestato nella segnalazione. Le questioni relative alla composizione dell'organismo, al numero legale, alle eventuali incompatibilità e alla regolarità delle votazioni possono essere accertate soltanto attraverso l'esame dei verbali, degli atti amministrativi e della normativa applicabile.

La vicenda resta quindi aperta sul piano degli approfondimenti amministrativi e, per gli aspetti eventualmente rilevanti sotto il profilo giuridico, alle valutazioni degli organi competenti. Per il momento, il dato documentato è che il Comitato di Gestione del 30 settembre ha approvato la proposta di accordo procedimentale relativa all'area portuale di Gaeta, demandando agli uffici i successivi adempimenti per la stipula dell'accordo e la predisposizione del disciplinare di concessione. Le contestazioni contenute nella lettera, invece, restano affermazioni di Paola Villa e non costituiscono, in assenza di ulteriori accertamenti, fatti definitivamente accertati.