Trasformare una storia di dolore in un’occasione di ascolto, confronto e prevenzione. È questo il senso del percorso educativo e testimoniale dedicato alla prevenzione del disagio giovanile, che nasce intorno al libro di Giuliano Di Rienzo e si propone di entrare nelle scuole per incontrare direttamente gli studenti.

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L’iniziativa nasce dalla sinergia tra Giuliano Di Rienzo, autore del libro e papà di Emanuele, l’Associazione Culturale Laboratorio Aurunco, presieduta da Franca Di Principe, e l’Associazione Antiviolenza “Voci nel Silenzio”, presieduta da Maria Teresa Conte.

Tre realtà diverse per esperienza e competenze, unite dalla volontà di offrire ai giovani uno spazio di incontro e confronto su temi delicati e attuali: il valore della vita, il disagio giovanile, la fragilità emotiva, l’importanza dell’ascolto, la capacità di chiedere aiuto e la responsabilità condivisa di famiglia, scuola e comunità.

Al centro del progetto c’è la testimonianza contenuta nel libro “Il dolore di un padre che resta”.

Una vicenda personale e familiare segnata da una perdita che non viene proposta ai ragazzi soltanto come racconto di dolore, ma come occasione per riflettere sulla vita e su ciò che può aiutare una persona, soprattutto quando è giovane, a non sentirsi sola davanti alle proprie difficoltà. Per questo gli incontri non saranno semplici presentazioni editoriali.

Ad ogni incontro, l’ autore, sarà affiancato da un rappresentante delle due Associazioni, creando un momento di confronto nel quale la testimonianza personale possa incontrare l’esperienza e le competenze maturate dalle realtà associative.

In base alle tematiche affrontate e alle esigenze dei singoli istituti, potranno inoltre essere coinvolte altre figure professionali ritenute utili ad arricchire il dialogo con gli studenti, oltre eventualmente a rappresentanti delle forze dell’ordine. Le modalità degli incontri saranno concordate direttamente con le scuole, tenendo conto dell’età degli studenti, delle esigenze dell’istituto e degli argomenti che si desidererà approfondire. L’obiettivo è costruire ogni volta un percorso condiviso e coerente con il contesto educativo nel quale verrà realizzato.

Gli incontri potranno essere inseriti, secondo le modalità concordate con gli istituti, all’interno di percorsi di Educazione Civica, educazione al benessere, prevenzione del disagio giovanile e promozione delle competenze relazionali, nel rispetto dell’autonomia delle istituzioni scolastiche.

Il progetto nasce nel sud pontino, ma non vuole essere circoscritto a un singolo territorio, bensì estendersi anche agli istituti scolastici del territorio frusinate, del Casertano e dell’area pontina, fino a Latina, oltre che ad altre aree geografiche che ne faranno eventualmente richiesta. L’obiettivo è quello di raggiungere il maggior numero possibile di studenti e realtà scolastiche. Alla base dell’iniziativa c’è una storia personale che diventa responsabilità verso gli altri, ma soprattutto la convinzione che il dolore, quando viene trasformato in testimonianza e condiviso con rispetto, può diventare anche un’occasione per aiutare qualcun altro.

È da questa consapevolezza che nasce la scelta di portare “Il dolore di un padre che resta” fuori dalle pagine del libro e dentro i luoghi nei quali i giovani trascorrono una parte fondamentale della propria formazione.

L’obiettivo non è dare risposte preconfezionate né sostituirsi alle figure educative o professionali che già operano accanto ai ragazzi. È creare uno spazio nel quale parlare, ascoltare e riconoscere l’importanza di non rimanere soli davanti alle proprie fragilità.

La scuola può diventare così un luogo privilegiato non soltanto per la formazione, ma anche per la costruzione di una cultura dell’ascolto e della prevenzione.

Le prime proposte del progetto sono già state trasmesse agli istituti scolastici interessati.

Saranno quindi le singole scuole, attraverso il confronto con i promotori, a definire tempi, modalità organizzative, contenuti ed eventuale coinvolgimento di ulteriori figure professionali.