Acqualatina, maxi-bolletta da oltre 4.000 euro dopo la riclassificazione dell’utenza: Sinistra Italiana chiede chiarezza

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“Il censimento e la verifica delle utenze avviati da Acqualatina S.p.A., anche tramite la società incaricata Municipia S.p.A., stanno sollevando seri interrogativi sulle modalità con cui vengono controllati e riclassificati i contratti degli utenti. Tra i casi segnalati vi è quello di una cittadina residente a Formia da circa trent’anni, che avrebbe ricevuto, senza una preventiva comunicazione, una fattura superiore a 4.000 euro. L’importo deriverebbe dalla riclassificazione dell’utenza da domestica residente a domestica non residente e dal conseguente ricalcolo dei consumi relativi agli ultimi cinque anni.

L’utente ha presentato tempestivamente un reclamo, corredato dalla documentazione relativa alla propria posizione. Non avendo ricevuto alcun riscontro, è stata costretta ad avviare la procedura di conciliazione prevista presso ARERA, sostenendo anche costi per l’assistenza legale. La vicenda appare particolarmente grave perché il gestore avrebbe potuto verificare preventivamente la situazione dell’utenza, anche richiedendo all’interessata chiarimenti o documentazione prima di procedere alla riclassificazione e all’emissione di una fattura di importo così elevato.

Acqualatina ha il dovere di assicurare trasparenza, correttezza e tempestività, anche nelle attività svolte tramite soggetti terzi. Una riclassificazione non adeguatamente verificata può infatti determinare richieste economiche non dovute, di migliaia di euro e imporre agli utenti l’onere di attivare reclami e procedure di conciliazione.

Ben vengano censimenti e controlli finalizzati al corretto inquadramento delle utenze. Tali attività, tuttavia, devono essere accompagnate da criteri trasparenti, verifiche puntuali e adeguate garanzie procedurali, affinché i cittadini non siano esposti a richieste unilaterali, potenzialmente non dovute o a maxi-conguagli non preceduti da un effettivo contraddittorio.

Non si tratta di una semplice questione burocratica. Dietro una bolletta di oltre 4.000 euro vi sono una persona e una famiglia chiamate ad affrontare preoccupazioni, adempimenti e costi che potrebbero non essere rimborsati neppure in caso di rettifica.

Sulla vicenda è quindi necessario fare piena chiarezza. Acqualatina e Municipia S.p.A. hanno l’obbligo di illustrare pubblicamente i criteri adottati per il censimento e la riclassificazione delle utenze, le modalità di verifica dei dati e le garanzie previste per gli utenti, prima di ogni provvedimento di modifica

I cittadini devono essere ascoltati e, in presenza di possibili anomalie, preventivamente informati e messi nelle condizioni di chiarire la propria posizione prima dell’emissione di richieste economiche rilevanti. Una tutela ancora più necessaria quando si tratta dell’accesso a un bene comune essenziale come l’acqua.” Lo comunica in una nota Sinistra Italiana, la Segretaria Circolo Intercomunale Sud pontino – Formia, Alessandra Ciccolella.