Napoli non è mai una sola cosa. È luce e penombra, vitalità e malinconia, rumore e silenzio. È una città capace di mostrare al mondo il proprio volto più intenso, ma anche di custodire, nei vicoli e negli spazi più intimi, storie, memorie e sentimenti profondi. È proprio da questa doppia anima che nasce “Vascerìa”, la mostra che dal 3 al 10 ottobre 2026 sarà ospitata presso lo Spazio 57 Art Gallery, in via Chiatamone 57 a Napoli, con inaugurazione prevista per sabato 3 ottobre alle ore 18.30 e presentazione critica a cura di Gianpasquale Greco.
Lo troverai più spesso nelle notizie principali
Tra gli artisti che prenderanno parte all'esposizione ci sarà anche Marco Tedesco, storico dell’arte e pittore originario di Spigno Saturnia, che presenterà una sua opera dal titolo “Era soltanto aprile, ma tu volevi il mare”. La partecipazione di Tedesco si inserisce nel percorso di una mostra che prende spunto dal significato del vascio napoletano, quello spazio a livello della strada in cui la dimensione privata entra in contatto con quella pubblica. Un luogo che diventa metafora di ciò che normalmente rimane nascosto: emozioni, desideri, ricordi, fragilità e sentimenti.
Ed è proprio l'amore, con le sue emozioni più autentiche, il protagonista dell'opera scelta da Marco Tedesco per la mostra. “Era soltanto aprile, ma tu volevi il mare” nasce dall'ascolto del brano “Ci siamo detti tutto” di Ultimo e racconta un sentimento che si manifesta attraverso lo sguardo di due innamorati.
Gli occhi diventano così lo strumento attraverso il quale ogni maschera cade. L'amore, nella lettura dell'artista, chiede infatti sincerità assoluta: per dirsi davvero tutto occorre avere il coraggio di mostrarsi senza difese, lasciando emergere ciò che si custodisce più profondamente. Un'opera che, dunque, dialoga con il tema stesso di “Vascerìa”: quella dimensione interiore nella quale convivono luce e penombra, ciò che mostriamo agli altri e ciò che invece scegliamo di custodire.
Per Marco Tedesco, la partecipazione alla mostra napoletana assume inoltre un significato particolarmente personale. Napoli, infatti, rappresenta una tappa fondamentale della sua formazione e del suo percorso artistico e culturale.
«Partecipare a questa mostra è per me un onore oltre che motivo di orgoglio. Napoli è la città che ha visto me formarmi come storico dell’arte. Da Napoli tutto è cominciato. È lì che l’arte e la sua storia mi hanno rapito il cuore e la mente, forse già da bambino».
Tedesco ricorda gli anni dell'infanzia e le visite a Napoli insieme agli zii, quando quelle passeggiate rappresentavano anche un primo incontro con il patrimonio artistico della città.
«Ogni volta che andavo a Napoli per motivi famigliari i miei zii mi portavano in giro per la città, spesso a San Gregorio Armeno, al Real Museo e Bosco di Capodimonte o alla Certosa e Museo di San Martino, luoghi in cui l’arte continua a regnare e a mostrare la gloria di Napoli al mondo intero».
La presenza di Marco Tedesco alla mostra “Vascerìa” assume quindi un valore che va oltre la semplice esposizione di un'opera. È il ritorno, attraverso la pittura, in una città che ha avuto un ruolo importante nella sua formazione e nella sua sensibilità verso l'arte.
«Non posso dunque che essere felice nel vedere che un altro mio lavoro veda la luce proprio in questa straordinaria città che da sempre porto nel cuore», conclude Tedesco.




Marco Tedesco

La foto del dipinto in questione
La mostra “Vascerìa”, inserita nel contesto degli appuntamenti legati all'importante manifestazione della America’s Cup, che vedrà Napoli protagonista, rappresenterà così anche l'occasione per il pubblico di incontrare il lavoro di un artista e storico dell'arte di Spigno Saturnia, che porta nel capoluogo campano un'opera nata dall'intreccio tra pittura, musica e sentimento.
“Vascerìa” 📍 Spazio 57 Art Gallery – Via Chiatamone 57, Napoli 📅 3-10 ottobre 2026 🥂 Inaugurazione: 3 ottobre 2026, ore 18.30 📚 Presentazione critica: Gianpasquale Greco 🎨 Tra gli artisti partecipanti: Marco Tedesco di Spigno Saturnia, con l'opera “Era soltanto aprile, ma tu volevi il mare”.




