Paola Villa, ex sindaco di Formia e consigliere d'opposizione, in una nota comunica: "La tragedia della Flacca dove hanno perso la vita due ragazzi, ha lasciato una comunità attonita. Certo non sono mancati i dibattiti e le riflessioni, in particolare i politicanti nostrani hanno lanciato accorati messaggi di cordoglio. La strada, scenario della tragedia è sempre la stessa, quella maledetta Flacca che collega i comuni costieri, di Sperlonga, Gaeta e Formia, un lungo tracciato a ridosso della costa, tagliato da attraversamenti pedonali pericolosi, gallerie per niente illuminate, ostacoli improponibili messi lì in modo improvvisato e senza criterio.
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Forse se si iniziasse a mettere mano a tutto questo, soprattutto a ciò che richiede veramente interventi semplici, senza richiesta di finanziamenti stellari, forse, oltre a lanciare messaggi di cordoglio, si potrebbe sul serio "onorare" quanti su quella strada hanno perso sogni, speranze e vita: non solo automobilisti motociclisti e ciclisti, ma anche pedoni che accompagnavano il proprio cane a fare una passeggiata o il proprio caro a ritirare una torta in pasticceria. Venendo da nord, dalla città di Sperlonga, quattro sono le gallerie che si attraversano e di queste due sono e restano completamente al buio. Solo una è stata illuminata in pompa magna lo scorso maggio, per celebrare il Giro d'Italia, due invece restano completamente al buio, senza neanche catarifrangenti ai margini.
Scendendo poi sulla piana di Sant'Agostino, nel Comune di Gaeta, si arriva a una serie di pericolosissimi attraversamenti pedonali, che collegano le attività di ristorazione, i camping e i parcheggi con la spiaggia. Gli attraversamenti non sono mai stati messi in sicurezza e soprattutto non sono evidenziati a dovere da una segnaletica luminosa, eppure lì, tanti gli incidenti, gli investimenti e i morti. Poi arriviamo nel cuore di Gaeta, all'altezza di quel centro commerciale spacciato come "centro commerciale di media grandezza", ma in realtà per le cubature occupate è per legge un "centro commerciale di mega grandezza", che avrebbe dovuto seguire tutta un'altra serie di autorizzazioni e iter burocratici, ma si sa che molte volte per aiutare se stessi è gli amici, quel tipo di politica fa dei miracoli e risolve tutto, ma...quelle uscite dal centro direttamente sulla Flacca sono e restano pericolose, nonostante quel minispartitraffico, quelle uscite sono ingovernabili e pericolose.
Sempre su quel tratto di strada più e più volte camion, autoarticolati e semplici utilitarie si sono incrociate con pedoni, biciclette e motorini. Risultato: morti e feriti sull'asfalto. Infine arriviamo in quel di Formia, dove la Flacca si snoda su tre grandi viadotti ed è proprio su uno di questi, quello denominato "viadotto dell'ospedale", in palese ostruzione, sono state poste delle transenne di ferro a sostituire dei new jersey in plastica, transenne dove svolazza, quasi a prendere in giro le nostre menti, un nastro bianco e rosso.
L’area fu interdetta al transito e alla sosta nel 2020 per le riscontrate condizioni di ammaloramento del viadotto. Le transenne che delimitano l’area sono sulla carreggiata ormai da mesi senza alcuna segnalazione luminosa, creano una pericolosa barriera per veicoli e motocicli, soprattutto in fase di sorpasso (le foto qui sotto riportano uno degli incidenti di cui le transenne sono state causa e scenario).
L’ultimo si è verificato due giorni fa. In tutto questo, chi paga, chi è responsabile?
Ecco queste sono solo alcuni piccoli interventi di cui si potrebbero occupare i politicanti che esprimono questo territorio, ad iniziare dai sindaci Gianluca Taddeo e Cristian Leccese, al consigliere regionale Cosimo Mitrano presidente della VI Commissione regionale - Lavori pubblici, infrastrutture, mobilità e trasporti, a Giuseppe Simeone, quest'ultimo, politico formiano messo proprio dalla politica, alla presidenza dell' Astral S.p.A. ente pubblico regionale, responsabile della gestione, manutenzione, sicurezza e sviluppo della rete viaria regionale, tra cui, appunto, anche la Flacca.
Questi sono alcuni piccoli e semplici interventi immediati, che non richiedono investimenti milionari, fondi PNRR e grandi impegni istituzionali. Sono interventi di spicciola messa in sicurezza che però fanno la differenza in termini di sicurezza e salvaguardia.
Interventi che potrebbero onorare la morte di Pierluca, Eugenio, Andrea Daniele, Davide, Diego, Annargemide e tutti gli altri senza aver fatto finta di cospargersi il capo di cenere ed espresso un inutile messaggio di cordoglio."





