Una lettera che porta lo stemma rosso di Buckingham Palace, la dicitura "Private and Confidential" e la data del 24 luglio 2026. È indirizzata a Sara Guida, giovane poetessa formiana. "Il Re mi ha incaricato di ringraziarla per la sua lettera, con la quale ha così generosamente incluso la sua bellissima poesia." Con queste parole, James Dawson, Capo della Corrispondenza Reale, scrive a nome di Sua Maestà Re Carlo III. Una risposta ufficiale, calorosa e personale, che sottolinea non solo la bellezza dei versi, ma "la cura con cui ha composto la sua premurosalettera e poesia" e i "notevoli traguardi nella scrittura".
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Sua Maestà, si legge ancora, "è stato toccato dalla sua gentilezza nel condividerli con lui" e le trasmette i suoi più cordiali auguri. Non succede tutti i giorni. Succede quando una giovane ragazza che scrive da una vita, in silenzio, nel suo angolo di mondo a Formia e anche a Gaeta , decide di fare una cosa folle, impossibile e allo stesso tempo coraggiosa e bellissima: prendere una lettera con una sua poesia più cara, più significativa , la piega con cura, e la spedisce lontano. A Londra. A Buckingham Palace. A un Re.
Ha scritto a Re Carlo III non per chiedere qualcosa, ma per donare,lei che nelle sue poesie parla sempre di sogni, di pace, di ponti fra popoli. Per condividere un semplice verso di speranza. E il 24 luglio 2026, la risposta è arrivata. Una busta bianca, pesante di emozioni. Lo stemma reale stampato in rosso, come un sigillo di altri tempi. Dentro, la scritta che fa tremare le mani: Private and Confidential. "Il Re mi ha incaricato di ringraziarla..."
Non è una formula. È un riconoscimento. In quelle righe, firmate da James Dawson, Capo della Corrispondenza Reale, c'è scritto che Sua Maestà ha apprezzato la bellezza della sua lettera e la meraviglia della poesia, che è stato rincuorato nel conoscere la sua storia, che ha visto la cura, l'amore con cui ogni parola è stata scelta. Che è stato toccato dalla sua gentilezza.
Toccato. Un Re, toccato da una lettera e da parole nate da un cuore semplice del sud pontino. Per molti è solo una lettera. Per chi scrive, è la prova che la poesia serve ancora. Che non è inutile. Che una ragazza sola, con un foglio può farsi sentire fino nelle stanze di un Palazzo. E che quando il Re ti manda i suoi "warmest good wishes", i suoi più calorosi auguri, in realtà ti sta dicendo: continua a scrivere.
Perché ora Sara sa che le sue parole non sono più solo sue. Hanno abitato per un momento anche il cuore di un Re. Un piccolo grande ponte tra la poesia italiana e la Corona britannica. Un riconoscimento che conferma come la parola, quando è sincera, sappia viaggiare più lontano di qualsiasi confine. Di seguito la lettera:








