Un primo passo in questa direzione è già in corso. In questi giorni parte a Formia la raccolta delle firme per la proposta di deliberazione di iniziativa popolare “Riprendiamoci il Golfo”, che tratta la qualità delle acque del Golfo di Gaeta come una questione comprensoriale, non del solo Comune che la ospita: le stesse tre azioni possono essere assunte, con lo stesso testo, anche dai Consigli di Gaeta e Minturno. È la prova che su un tema si può già lavorare insieme. Ma è solo un tassello: gli altri nodi che i tre Comuni condividono – rifiuti, mobilità, casa, oltre alla necessità di leggere insieme i dati del territorio – restano da affrontare, e richiedono ciascuno i propri strumenti. Questa proposta apre quel percorso più ampio.
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Il fenomeno è più generale. Chi vive a Gaeta lavora spesso a Formia, e viceversa: il pendolarismo scolastico e sanitario attraversa ogni giorno i tre territori. Il servizio idrico e la depurazione sono governati in ambito sovracomunale. Il ciclo dei rifiuti, la mobilità, la qualità delle acque di balneazione, l’erosione costiera e l’ecosistema del Golfo ignorano i confini amministrativi che continuiamo a usare per programmare.
Gaeta, Formia e Minturno sono di fatto un territorio unico: un unico mercato del lavoro, un unico bacino di servizi, un unico sistema ambientale. Le amministriamo però come tre città separate, ciascuna con i propri strumenti, i propri tempi e la propria interlocuzione con gli enti sovraordinati. È questa la ragione strutturale per cui alcune politiche non riescono.
Il paradosso è evidente sui problemi più seri. Il declino demografico si legge alla scala del Golfo e si affronta a quella scala, perché chi lascia Formia raramente si ferma a Gaeta. La qualità delle acque dipende da scarichi e foci che stanno in comuni diversi da quelli dove si misura il danno: lo dimostra proprio la delibera sul Golfo. Il collegamento su ferro serve un territorio, non un municipio. Programmare per comuni separati significa, su questi temi, non programmare affatto.
L’occasione del 2027
Nel 2027 le tre città vanno al voto insieme. È una circostanza che non si ripeterà a breve e che rende possibile ciò che finora è mancato: costruire, prima del voto, un nucleo di obiettivi comuni che ciascuna coalizione assuma nel proprio programma. Il giorno dopo le elezioni esisterebbero tre amministrazioni che hanno già scritto le stesse cose, invece di tre programmi che si scoprono incompatibili quando è troppo tardi per correggerli.
Non è un’operazione che richiede nuove leggi o nuovi enti: richiede che le forze politiche dei tre Comuni se ne occupino adesso, mentre i programmi si scrivono, e non dopo, quando ciascuna maggioranza sarà impegnata a governare il proprio perimetro.
Il terreno si sta già muovendo in questa direzione. Il 24 luglio, al Klaton Hotel, Europa Verde ha presentato il proprio Circolo di Formia e Sud Pontino, aprendo un percorso di impegno sul territorio; ai primi di agosto, nella stessa sede, quel percorso ha già prodotto un primo atto concreto, quando la coalizione progressista di Formia vi ha presentato la delibera di iniziativa popolare sul Golfo. In poche settimane, nello stesso luogo, da un impegno appena avviato si è passati a una proposta sul tavolo: segno che il lavoro comune di cui parliamo può partire da ciò che è già in movimento.
Cosa proponiamo
● Un nucleo comune di obiettivi verificabili, assunto nei programmi delle tre città: depurazione e qualità delle acque del Golfo, collegamento su ferro e mobilità intercomunale, ciclo dei rifiuti, contrasto al consumo di suolo, contrasto alle disuguaglianze, politiche abitative e destagionalizzazione del lavoro.
● Una conferenza permanente tra i tre Comuni per le funzioni a scala di Golfo, utilizzando gli strumenti già disponibili: accordi di programma, convenzioni, gestioni associate di servizi. Nell’immediato si tratta di cooperare su ciò che è già comune, senza mettere in discussione l’identità e l’autonomia di nessuna delle tre città.
● Una posizione unitaria verso gli enti sovraordinati – Regione, Autorità di Sistema Portuale, gestore del servizio idrico integrato, ARPA – dove oggi ciascun Comune si presenta separatamente e pesa per la propria dimensione anziché per quella reale del territorio.
● Un rapporto comune con l’Ente Parco Regionale Riviera di Ulisse, che comprende territori di tutti e tre i Comuni e che oggi ciascuno interpella per proprio conto, invece di trattarlo come l’interlocutore naturale delle politiche ambientali di scala Golfo.
● Candidature congiunte ai finanziamenti regionali ed europei destinati alle aree costiere, alla mobilità sostenibile e all’adattamento climatico: molte linee premiano l’aggregazione territoriale e penalizzano i progetti dei singoli comuni.
● La lettura dei dati alla scala dei tre Comuni insieme, e non di ciascuno per sé – demografia, occupazione, patrimonio abitativo, consumo di suolo – perché è a quella scala che i fenomeni si vedono per quello che sono, ed è a quella scala che vanno misurati i risultati.
Si tratta, in questa fase, di coordinamento tra amministrazioni che restano autonome: gli strumenti esistono già, serve la volontà politica di usarli insieme. La delibera sul Golfo resta il primo passo già avviato, sulla qualità delle acque; gli altri obiettivi elencati qui apriranno, uno per uno, i propri tavoli e i propri strumenti.
Come procedere
Perché questa proposta non resti un’affermazione di principio, indichiamo un percorso minimo e praticabile nei tempi che restano.
● Un incontro tra le forze politiche e le coalizioni dei tre Comuni prima che i programmi siano chiusi, dedicato esclusivamente ai temi di scala sovracomunale.
● La redazione di un testo breve – cinque o sei impegni, non un programma – che ciascuna coalizione possa allegare al proprio, con la stessa formulazione.
● L’indicazione, in ciascun programma, di chi avrà la responsabilità di seguire i tavoli intercomunali: senza un referente, gli impegni di questo tipo si dissolvono nei primi mesi di mandato.
● Una verifica pubblica annuale sullo stato di attuazione degli impegni comuni, fatta insieme e non da ciascuno per sé.
Lo comunica Europa Verde – Circolo di Formia e Sud Pontino. Documento aperto al contributo delle forze politiche, delle associazioni e dei comitati dei tre Comuni.





